Giovani rottamatori e rottamati della politica

Per quanto abbia cominciato a parlare di politica (ma dal punto di vista della comunicazione) non sono e non voglio essere tra quegli analisti indefessi che tutto sanno di correnti, accordi, scambi di voti, movimenti e cortesie con pruriti annessi. E però il caso dello scollamento dei gggiovani del PD (che poi più tanto giovani non sono) come la fine dell’amore tra Matteo Renzi e Pippo Civati e la scomparsa della Serracchiani vicina alla vicende dell’Europa è un esempio di come le nuove generazioni della politica italiana non riescano a prendere il posto delle vecchie per quanto riguarda soprattutto le idee e proposte di governo.

Dobbiamo rassegnarci ad un/una Annarella che venga sempre a far finta di salvarci sfoggiando in realtà tutto il potere che ha quella gerontocrazia che comanda l’Italia? Quando avverrà questo sorpasso? Lo chiedo a Civati, a Renzi e a chi fa politica oggi.

Photo: http://isolavirtuale.tumblr.com/post/8991151043/si-lasciamolo-alla-guida-fino-alla-fine-del

Bamboccioni low cost

Mentre qualcuno si mobilita per il boicottaggio della Mondadori (il TG1 ne parlerà mai?) e dall’altra parte tornano a litigare per un nuovo Ulivo (in Puglia fanno un ottimo olio) ecco la generazione boomerang raccontata dal Corriere: ma che razza di nomi sono? Chiamatela pure generazione mandrake o “i cavalli di ritorno che non fuggono all’estero”.

L’articolo su uno di questi giovani racconta di una porzione di giovani che non può permettersi lussi e vive al risparmio. La scoperta dell’acqua calda:

Per limitare gli sms ha creato un gruppo su Facebook. In vacanza sceglie il campeggio, «e a cena si va per sagre». All’università prende appunti su fogli bianchi A4, i quaderni sono stati aboliti. A casa, dove vive con i suoi, conserva gli scontrini e verifica tutte le spese.

Ieri a SuperQuark si parlava di allungare la vita a 120 anni. Passare un secolo tra sagre, accessi di Facebook e nessuna vacanza non deve essere una bella vita. La differenza è che una volta c’erano le politiche giovanili (ce ne sono sempre state poche in Italia ma per lo meno se ne discuteva) ora c’è il Ministero per la Gioventù. Bruciata, aggiungerei.

Sintesi italiane

(1978) “Troppi cani sciolti si lamentano di non aver trovato un padrone da servire” Sergio Caputo in Giorno di festa

(2010) Massimo Gramellini ha citato alla perferzione uno dei tanti esempi mostrando uno dei cani sciolti.

(2010) L’altra sintesi arriva dal progetto Bollenti Spiriti della Regione Puglia ed è dell’illuminato Annibale D’Elia che cita un giovane ragazzo pugliese: “Quando nel mio Paese faccio una cosa buona, faccio un goal metaforicamente, non è che gli altri cercano di farne un altro ma corrono dall’arbitro per farlo annullare. E’ la logica dello zero a zero: tutto deve rimanere sempre 0-0 perchè solo così siamo tutti assolti.