Abbiamo davvero bisogno di un’agenda digitale?

Abbiamo davvero bisogno di un’agenda digitale?

Secondo l’ultimo eGovernment Benchmark Report dell’Europa l’Italia ha reso disponibili via Web il 99% delle 20 prestazioni “essenziali” individuate da Bruxelles per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale. Il dato non l’ho inventato io ma è contenuto nel report “Digitizing Public Services in Europe: Putting ambition into action – 9th Benchmark Measurement“:

 

L’obiettivo che l’UE ha fissato è fare in modo che il 50% dei cittadini e l’80% delle imprese fruiscano dei servizi di e-Government entro il 2015. Sono considerate operazioni “essenziali” infatti: la dichiarazione dei redditi, i servizi di sicurezza sociale e ricerca di lavoro, il registro automobilistico, la richiesta di licenza edilizia, il certificati di nascita e di matrimonio (albo pretorio online), l’iscrizione a scuole superiori, i servizi sanitari, i contributi sociali per i lavoratori dipendenti, la registrazione di una nuova impresa e gli appalti pubblici.

Attraverso l’uso di questi servizi i costi della Pubblica Amministrazione italiana dovrebbero diminuire altrimenti questo processo di conversione diventa inutile. E lo è se i cittadini e le imprese non utilizzano questi servizi web. Per questo bisogno parlare più spesso di formazione e Cultura Digitale, solo eliminando l’aggettivo “digitale” avremmo vinto una parte dell’analfabetismo.

C’è un però: se siamo messi così bene come afferma l’Europa ha davvero senso parlare e battersi per una – “personale e propria” – agenda digitale?

 

By | 2011-02-26T16:15:25+00:00 February 26th, 2011|Voice over Net|7 Comments

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7 Comments

  1. Stefano Quintarelli 26 February 2011 at 16:43 - Reply

    guarda gli indicatori nel file di excel http://is.gd/1tH9Qv e giudica da te se, nella tua esperienza e per la tua conoscenza, la’ dove c’e’ scritto “100” ti ci ritrovi. che so, ad esempio fare online tutte le pratiche per costituire una società…

    • Dario Salvelli 26 February 2011 at 16:57 - Reply

      Ciao Stefano, grazie per la segnalazione. Nell’esempio che citi siamo vicini allo zero ma questo si sapeva. E’ che sono rimasto anche io stupito dall’Europa ma guardando i dati ad una prima visione è vero che siamo fermi a 50 più che a 100. A questo punto vado a fondo e mi leggo per bene tutto il bench.

  2. Stefano Quintarelli 26 February 2011 at 21:20 - Reply

    tieni presente anche chi ha fornito le risposte.. ovvero, non prenderle necessariamente per buone, secondo me molti sono desideri e possibilità piu’ teoriche che reali..

    • Dario Salvelli 26 February 2011 at 21:54 - Reply

      ma infatti non le ho prese per buone ho citato i risultati del report ma possiamo mai affermare che abbiano mentito? e che abbiano mentito anche gli altri paesi? Cioè rispondere con previsioni e/o desideri come fosse un sondaggio invece che una analisi e scambiarlo per benchmark sarebbe una gravissima leggerezza da parte dell’UE. Comunque indago.

  3. Massimo Melica 27 February 2011 at 01:31 - Reply

    Credo che abbiamo bisogno di un’Agenda digitale in linea con lo sviluppo degli altri Paesi. Dal 1993 al 1998 siamo stati leader nel mondo per l’apparato innovativo e di governance per la P.A.; poi tutto si è confuso, tutto si è fermato. L’Italia procede nella confusione più assoluta il Codice dell’Amministrazione digitale che smentisce se stesso, comparti che procedono senza la minima interoperabilità e i risultati si vedono. Una trascrizione dello stato civile dal Comune di Roma (la Capitale) a Bologna 5 mesi.
    Un’Agenda digitale seria porterebbe a vedere l’intero sviluppo innovativo del Paese in modo articolato e omogeneo. Nella classifica che hai citato possiamo anche risultare i primi, ma proviamo a chiederlo agli amici della Calabria, della Basilicata, del Molise….se si sentono leader nell’e-government. Infine ti ringrazio per lo spunto di riflessione offerto.

    • Dario Salvelli 27 February 2011 at 10:58 - Reply

      Ciao Massimo, beh non vivo al nord e dunque si, la situazione non è messa bene un po’ ovunque, non lo metto così in dubbio. Mi pare di capire però che più che Agenda Digitale ci voglia una serie organizzazione e roadmap a livello nazionale e poi locale. O sbaglio? Grazie a te per il contributo.

  4. jan 28 February 2011 at 08:52 - Reply

    Io negli indicatori essenziali citati non mi ritrovo affatto, eppure vivo in un grande comune senza digital divide e dovrei far parte del 50% fortunato.

    Per dire, l’iscrizione all’asilo nido si può fare online, ma a due settimane dall’apertura non ho ancora ricevuto il PIN (sic) dal Comune ed ho fissato quindi un colloquio di persona.

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