We are the trash: la mappa dell'immondizia nella città degli afoni

We are the trash: la mappa dell'immondizia nella città degli afoni

Scriveva Pier Paolo Pasolini in suo viaggio a Caserta (grazie all’amica Kiani per la segnalazione):

«Totale e concreta come la luce è la noia. Gli abitanti di Caserta sembrano afoni»

Ed è così: in circostanze assurde quali sfaceli ambientali, politici, le persone della città di Caserta sembrano indifferenti e sorde, entrate in un tunnel fatto di uno snobbismo più che borghese direi ridicolo. Buffo poi il lamentarsi degli ultimi posti nell’annuale (2006) classifica redatta dal Sole 24 Ore in relazione alla qualità della vita delle città Italiane.

Anche per questo motivo – prima di andare via da qui – sto cercando di realizzare il RoyalCamp; con modestia quel poco che nel mio piccolo posso realizzare per quella che è comunque la mia città natìa, per rivalutare e far crescere questa zona.

C’è una faccia oscura fatta di mostri ambientali e nubi asfissianti; ho già tastato la sensibilità della Rete e dei blog quando segnalai quasi un anno fa il video di Caserta “sommerda” dall’immondizia. Grazie al filmato di Paolo ed a Marco siamo finiti su Sky Tg 24 Reporter Diffuso.

Ma il problema dei rifiuti e del suo smaltimento (in assenza di una seria raccolta differenziata) si fa sentire nuovamente e drammaticamente nelle discariche come quella de “Lo Uttaro” ripresa in questo video (e segnalato anche da Beppe Grillo se non sbaglio) da Giulio Finotti, giovane giornalista casertano. Notizie su Lo Uttaro le trovate sul blog Ambienti.
Secondo il CNR il tasso di mortalità per tumori aumenta ogni anno: provate ad immaginare mentre uscite di casa ad essere accolti ed investiti, magari perchè c’è un vento maggiore, da un tanfo astrale quasi vi trovaste in una grotta (a messo che ne esistano) sul pianeta Marte.

E’ per questo motivo che appoggio il progetto We are the trash di Giulio e Fausto: realizzare una mappa dell’immondizia della città di Caserta per monitorare lo stato attuale dei rifiuti mediante l’uso di Google Maps e Google Earth. E’ possibile inoltre segnalare mediante email le zone a rischio inviando una foto della strada “immondezzata”; spero si riesca a costruire in futuro anche un mashup.
Magari come dice Max scriverò in futuro una sceneggiatura dal titolo “Tre metri sotto la munnezz“.
Siamo entrati nell’era del Garbage 2.0 ed ahimè anche dei lucchetti “mentali”: perchè continuare ad essere muti?

Link: We are the trash

[UPDATE] Tutto ciò mentre pare che la raccolta differenziata in Italia nell’ultimo anno sia cresciuta: lo dice l’ISTAT del quale consiglio di leggere questo testo integrale (file .PDF).

By | 2007-08-31T14:36:00+00:00 August 31st, 2007|Voice over Net|3 Comments

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3 Comments

  1. Mauro 31 August 2007 at 15:44 - Reply

    se non l’hai ancora fatto, prova a leggere qualcosa di Antonio Pascale, (S’è fatta ora); ha vissuto a lungo a Caserta e credo che riesca a descrivere con efficacia la città e i suoi abitanti.

  2. Dario Salvelli 31 August 2007 at 20:01 - Reply

    @Mauro: Grazie per il commento e per essere passato di qui: cercherò di sicuro l’autore che mi hai suggerito. :-)

  3. […] Non è facile vivere in una regione delicata, ricca ma al tempo stesso sorda come la Campania; soprattutto se ti trovi a predicare nel deserto di città afone dove le persone si lamentano dei propri mali ma spesso sono, con i loro atteggiamenti, causa ed effetto, allarme e silenzio. Lo stato attuale dell’emergenza dei rifiuti in Campania ed il degrado ambientale e civico di questa regione e popolazione ha assunto proporzioni così reali ed evidenti da raggiungere anche occhi lontani ed attoniti come la sempre preoccupata e generosa (di fondi) Bruxelles e la vicina Francia. Grazie ad una mediazione di Luca Conti infatti France 24 mi ha chiesto di diventare “osservatore” di questa drammatica situazione, raccontandola su Observers, il sito di citizen journalism (il giornalismo partecipativo dei cittadini) di France 24. E’ difficile spiegare l’evoluzione ed il perchè in un territorio già avvelenato da guerre di camorra e povertà non si riesca a gestire in maniera civile ciò che ogni cittadino produce con il suo volume di vita: è grave ed è una lunga e buia notte come dice Saviano quella che viviamo ormai da una ventina d’anni non solo nel settore dei rifiuti ma anche in quello della disoccupazione ed in tutte le crisi che sono state mal gestite dalla politica. Chi ha davvero ascoltato (per mera convenienza s’intende) le esigenze ed i problemi delle persone è stata la camorra, un nuovo stato, una nuova, furba e forte economia capace di essere prima e poi costruire una nuova cultura e speranza, tanto forte da trasformare lo smaltimento dell’immondizia in un business miliardario e potente. Quando ci sono grossi interessi economici non v’è senso civico che tenga; si è in grado addirittura di non salvaguardare la propria pelle e salute mettendo a repentaglio anche quella dei propri cari. […]

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