La minigonna di Internet

Se su Internet una donna esprime le proprie opinioni vengono viste e valutate diversamente rispetto ad un uomo? Bel pezzo della giornalista Laurie Penny tradotto su Internazionale:

Se vogliamo costruire uno spazio veramente equo e vitale per il dibattito politico e gli scambi sociali, online e off­line, non basta lasciar cadere nel vuoto le molestie subite da donne, omosessuali, trans­gender e persone di colore che osano avere delle opinioni. Libertà di espressione significa essere liberi di usare la tecnologia e partecipare alla vita pubblica senza paura di ritorsioni. E se le uniche persone che possono farlo sono maschi bianchi eterosessuali, internet non è così libera come ci piacerebbe credere.

Le donne (di colore) nella Pubblicità

Quando leggo qualcosa non giudico mai la persona che l’ha firmato ma solo cos’ha scritto; al massimo mi chiedo perchè l’abbia scritto.

Mi hanno detto che posso sembrare maschilista negli atteggiamenti soltanto perchè, ad esempio, qualche giorno fa ho pubblicato un post sul video di Belen dove deridevo proprio chi lo stava cercando (maschi o donne che fossero a me poco importa). L’impressione è che certe garibaldine del femminismo moderno dimostrino di non avere ironia, qualità essenziale per vivere la vita con libertà e di essere coperte da prosciutti affumicati di ideologie che d’avanguardia hanno solo la muffa. Continue reading

Miss Representation: il documentario sulle donne che sta scoinvolgendo l’America

Miss Representation 8 min. Trailer 8/23/11 from Miss Representation on Vimeo.

E’ stato presentato in anteprima ad inizio anno al Sundance: Miss Representation è un documovie di Jennifer Siebel Newsom, registra che si è occupata di microcredito femminile, prodotto grazie al contributo degli utenti che hanno aderito all’appello sul sito ufficiale.

Si tratta di un documentario sulle donne nei media e nella società americana che porta quasi all’esigenza di un nuovo femminismo: nel cast ci sono personaggi del mondo della politica, del giornalismo, dell’entertainment, come Marissa Mayer di Googke, Nancy Pelosi, Rosario Dawson, Geena Davis, Condoleezza Rice e tante altre.

Non è una sorta de “Il corpo delle donne” ma poco ci manca, sicuramente va oltre. Negli Usa il 51% della popolazione è donna e nonostante questo nel Congresso degli Stati Uniti si fermano al 17%. Le percentuali negative che si potrebbero citare sono tante: grossa parte della colpa sarebbe dei media che dipinge le donne in modo distorto limitando quindi le loro possibilità.

Quello di sopra è il trailer ma sarebbe interessante vederlo interamente. Per ora mi limito a segnalarlo.