Songerize, Songza, Muxtape, Mixwit: la rivoluzione delle playlist di musica

Songerize, Songza, Muxtape, Mixwit: la rivoluzione delle playlist di musica

In queste ore parlano tutti di condivisione della musica e di creazione di playlist: come se ci fossimo dimenticati di servizi come Last.fm che consentono anche di scoprire gruppi emergenti (anche se la soluzione ideale di scouting rimane probabilmente sempre Myspace).

In principio fu Songza, un motore di ricerca per la musica semplice e veloce con il quale cercare ed ascoltare in streaming le canzoni senza poterle scaricare. Recentemente è diventato anche più “social” con la possibilità di crearsi un profilo e l’integrazione con servizi come Twitter. Songza ha un database ampio anche perchè pesca i suoi risultati dal database dei video di YouTube proponendone solo la traccia audio.

Poi venne Songerize che utilizza il noto motore di ricerca per file audio (ed anche video) SeeqPod: l’aspetto interessante di Songerize come per Songza è quello minimale, la semplicità d’uso nella scelta tra il titolo della canzone e quello dell’artista. Cliccare sul tasto play del piccolo lettore di flash rende l’esperienza d’uso molto piccola.

Le rivoluzioni però vengono anche quando si riesce a modernizzare le cose antiche ed a darne una nuova forma: è il caso della musicassetta, il nastro che tutti abbiamo utilizzato per sentire i nostri cantanti preferiti o registrarci sopra gli scherzi telefonici. Se date un’occhiata a Tapedeck scoprirete tanti vecchi modelli divisi per marca, qualità e durata. Qualcuno quindi ha pensato: perchè non creare e condividere playlist portando la vecchia musicassetta anche sul Web?

Ed ecco che nacque Mixwit segnalato da Mashable e tanti altri: come vedete sopra nell’animazione è possibile realizzare una vera e propria musicassetta personalizzandone anche lo stile grafico. La registrazione è istantanea e l’interfaccia è molto semplice: la differenza con gli altri servizi è che Mixwit non consente di uploadare brani (in tal modo probabilmente vengono saltati problemi di copyright), ovvero di inserire ed inviare brani che avete sul PC direttamente sul sito per creare il vostro Mixwit.
Mixwit però usa la possibilità di raccogliere le tracce audio delle canzoni direttamente dalla Rete usando due soluzioni: facendo una scansione su alcuni dei motori di ricerca per audio ed MP3 (pensa ad esempio a Mp3gle) più noti come Skreemr ed il già sopra citato SeeqPod o scegliendo l’indirizzo web dal quale volete prelevare il brano (metti che c’è l’hai sul tuo host o hai trovato l’URL da qualche parte, magari su Google). In questo modo la possibilità di trovare canzoni per “intenditori” e meno commerciali diminuisce in maniera quasi esponenziale però trovo finora Mixwit ben fatto: metti che aggiungono anche la possibilità di fare anche un Upload? Chi odia il Flash comunque continuerà a snobbarlo.

Si parla sempre di Web 2.0 ma a volte ho l’impressione che il segreto del successo di alcuni servizi web sia da trovare in ciò che semplifica e diminuisce il nostro carico d’attenzione e lavoro: è per questo che Tumblr (pur essendo tecnicamente nient’altro che un blog) si è diffuso velocemente e scommetto sarà lo stesso anche per Muxtape.
Anche qui creare una playlist è davvero semplicissimo, basta un click: la mia è questa, puoi uploadare fino a 12 brani al giorno (fino ad un massimo di 10 MB per canzone) e ti consiglio anche di leggere per bene i Termini di condizione ed utilizzo riguardo il problema del copyright.

Muxtape lo vedo un pò come un Tumblr per la musica, con una musicboard che si alterna tra le musicassette “favorites” e quelle random o più “ascoltate”. E poi Google in questo modo indicizzerebbe e raccoglierebbe tutte le musicassette del mondo. Bello, no?
Sony ha rifatto da poco la sua linea Walkman: chissà che non rientri in auge anche il Walman sul Web.

By | 2013-05-31T16:45:22+00:00 April 4th, 2008|Voice over Net|5 Comments

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Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

5 Comments

  1. antonio vergara 4 April 2008 at 14:08 - Reply

    in verità la rivoluzione era cominciata già col p2p ;-)

  2. Albert Antonini Mangia 4 April 2008 at 15:39 - Reply

    Muxtape è un servizio fantastico, geniale, agile, ma scattante e semplice da usare vero? Se avranno davvero successo dovranno anche loro trattare con le major… Intanto aggiungo il Muxtape di Dario Salvelli fra i miei “favorites” anche se al momento vedo solo 2 brani ed ecco la mia cassettina

  3. Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » Blip, the Twitter for music: What are you listening to? Cosa stai ascoltando? 13 May 2008 at 11:55 - Reply

    […] the Twitter for music: What are you listening to? Cosa stai ascoltando? Read Comments  View blog reactions Tags – Parole Chiave:blip, fuzz, last.fm, twitter twitter for musicI servizi come Twitter ed imashup ad esso collegati stanno spopolando: la domanda del “what are you doing?” ovvero “cosa stai facendo?” si allarga ancora. Dopo quella sul “cosa stai mangiando?” con FoodFeed arriva “cosa stai ascoltando?”. Lanciato da pochissimo da Fuzz, Blip è proprio un Twitter per la musica, una specie di Last.fm istantaneo con il quale comunicare subito agli amici quale canzone stiamo ascoltando (basterà fare una ricerca veloce nel database di Blip) ed inoltre associare a questa un piccolo commento, un “minipost” o anche “twit” di pochissimi caratteri. Magari puoi scrivere un ricordo legato a quella song, una curiosità su quell’artista, segnalare gli accordi e la TAB del brano. Blip è certamenet un Muxtape meno romantico ma forse più diretto, perchè il fascino del real time unisce e trasforma l’esperienza dell’essere sempre online “in diretta” in un flusso voyeuristico decisamente più suggestivo e coinvolgente. […]

  4. Matteo 21 June 2008 at 22:25 - Reply

    Per ascoltare musica online esiste anche il sito tutto italiano: http://www.ascoltaremusica.net

  5. […] Ecco qual è il rischio del Web 2.0, del fare continuamente mashup, usare le API e servizi di terze parti: possiamo dire addio a Songza ed a tutti gli altri servizi che usano YouTube come risorsa. E se ti chiudono il rubinetto non puoi nemmeno chiamare l’idraulico. […]

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