Le immagini di Current censurate a Roma

current.jpg

Una bibbia, dei proiettili, un fucile. I manifesti della campagna pubblicitaria di Current Tv sono stati censurati a Roma dall’ATAC o forse sarebbe meglio dire dal comune e dunque dalla chiesa.
Della vicenda non mi sorprende la censura (d’altronde il sindaco di Roma è tale Alemanno) ma il fatto che la stessa ATAC di Roma ha dimostrato ultimamente di essere davvero “Vanguard” mediante il servizio Atac mobile (del quale parlai qui) e soprattutto perchè utilizzano un account Twitter per informare e dialogare.

I media sociali, la filosofia di condivisione che c’è dietro e tutto lo spirito del “Web 2.0” non sono ancora arrivati nelle stanze del potere. E probabilmente verranno sempre accettati con difficoltà.

[UPDATE]

Enrico scrive un bel post sulla questione pieno di riflessioni giuste. La scusa della salvaguardia della sicurezza personale in un momento difficile non mi convince. In fin dei conti però credo che sia giusto e legittimo da parte di ATAC scegliere quale campagna accettare e quali meno; chissà che con il rifiuto non abbiano fatto casino e favorito di più Current.

By | 2011-08-05T11:44:18+00:00 February 22nd, 2009|Voice over Net|4 Comments

About the Author:

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

4 Comments

  1. Federico 22 February 2009 at 20:11 - Reply

    Però Dario, ammetterai che questa pubblicità non è un granché…è banale e spettacolarizza fatti di cronaca in maniera molto pop. L’odioso Alemanno ha avuto gioco facile!

  2. Dario Salvelli 22 February 2009 at 20:51 - Reply

    @Federico: Mah, a voler giudicare la pubblicità bisogna dire che è banale e forse anche “furba”. A Milano però è passata “inosservata”.

  3. […] Ormai il caso delle pubblicità di Current bloccate dall’ATAC (l’azienda di trasporto pubblico romano) è conosciuto e ne hanno parlato in maniera diversa più persone. In particolare è interessante la rabbia con cui Suzukimaruti si scaglia contro quella che sembra essere una censura. […]

  4. La rete risponde: Ancora censura? 25 February 2009 at 09:07 - Reply

    […] Current ha subito pubblicato la notizia chiamandola “Censura” e dai commenti (30+) si capisce che la rete da loro ragione. Ma la Rete non finisce coi soli commenti, si allarga e diventa quasi virale. La prima a parlarne è chiaramente Livia Iacolare nel suo blog, e la cosa rimbalza di blog in blog fino a diventare un’unica risposta alla censura romana (sembra sempre di più una censura, effettivamente). Ne parlano, in linea diretta come leggo dai miei feed, Nicola che concorda “con chi considera questa motivazione inaccettabile, anche perché non c’è alcun legame tra le inchieste di Current e la cosiddetta emergenza sicurezza […] Si tratta di una decisione censoria e Current la sta ovviamente e giustamente utilizzando per farsi ancora più pubblicità”, mentre Enrico parla come al solito con molta franchezza e si esprime in termini più politici: “Qualcuno ha detto censura? Personalmente sì, dico censura. E delle più gravi. Il fatto è che un’indagine sui rapporti (non esattamente conflittuali, anzi) tra Chiesa e camorra evidentemente a qualcuno non piace. E meno che mai una sulla faccia sporca della “war on terror” di Bush, che da queste parti ha trovato ciechi sostenitori nella parte politica ora al potere”. Dario, proponendo le immagini incriminate, la butta sul tecnologico perché crede che “i media sociali, la filosofia di condivisione che c’è dietro e tutto lo spirito del “Web 2.0 non sono ancora arrivati nelle stanze del potere. E probabilmente verranno sempre accettati con difficoltà”. Anche Layla Pavone – presidente dello IAB Forum – crede nella censura verso Current: “Una campagna che l’ATAC di Roma ha vietato di effettuare adducendo spiegazioni che mi preccupano moltissimo sia come cittadina che come professionista della comunicazione.” Federico, evocando la libertà di parola, si fa una domanda che preoccupa parecchio non solo lui: “Il mio pensiero è sempre lo stesso: la libertà di parola viene soffocata ogni giorno di più in questo paese. E stiamo facendo poco, troppo poco per impedirlo. Chi controlla i controllori? Noi ne abbiamo il potere. Ma temo che sia così ancora per poco tempo.” Già: chi controlla i controllori? E poi ci sono io, consentitemelo, con il mio Politically Incorrect Marketing Non manca il solito bastian contrario! (ma Paul è fatto così, dice sempre quello che pensa ) […]

Leave A Comment