Il gatto sulle strisce non si può tradire

Il gatto sulle strisce non si può tradire

Mentre i blog chiudono ed i giornalisti scioperano c’è chi, come ogni giorno, ride. Ride perchè invece di raccontare questa Italia preferiamo lasciare tutto così com’è, tanto è solo un altro sciopero, cosa vuoi che cambi da domani?

Quello che penso, e lo dico con assoluta modestia, è che stare zitti sia sempre sbagliato, in ogni circostanza. Contro una legge che impone il silenzio non si può tacere: non era più saggio fare uscire i giornali, ma si anche quelli online, con uno speciale approfondito dedicato alla legge Alfano?
Pensate quanti italiani si sarebbero concentrati sull’argomento ed avrebbero approfondito, qualcuno avrebbe addirittura conservato la copia del giornale a futura memoria in modo da tirarla fuori per l’occasione giusta (l’entrata in vigore della legge o un caso di censura). E invece cosa ricorderanno gli italiani oggi? L’n-esimo vuoto d’informazione.

E poi perchè non parlare di quei giornalisti senatori che hanno votato a favore della legge Bavaglio? Questo blog è stato attento alla legge Bavaglio fin dall’inizio, quando anche ai blogger più prezzolati non importava parlarne mentre oggi sono tutti lì a fingersi paladini.

Per questo oggi, se ho tempo per scrivere altri post, li dedicherò tutti a questo tema. Perchè la cosa più sbagliata, soprattutto in Rete, è mettersi il bavaglio da soli.

By | 2011-06-07T11:08:00+00:00 July 9th, 2010|Voice over Net|4 Comments

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4 Comments

  1. Rox 9 July 2010 at 09:02 - Reply

    Tu vai sempre un pò oltre, sei sempre un pò più avanti ed effettivamente il tuo punto di vista non è sbagliato anzi ..per una legge che vuole zittire, che si fa?…ci stiamo zitti! Questo silenzio generale è la manifestazione di uno scontento che penso sia cmq funzionale alla cosa, l’importante è non abbandonare l’argomento nei prossimi tempi ;)

    • Dario Salvelli 9 July 2010 at 13:15 - Reply

      @Rox: Così avanti che sbaglio rotta ;) Grazie comunque, anche per il tuo commento!

  2. luca de biase 9 July 2010 at 16:59 - Reply

    concordo, dario: lo sciopero è un’arma troppo generica per questo scopo e controproducente in quanto attira l’attenzione sul “no” di categoria invece che sul “sì” (alla ricerca dell’informazione corretta) della cittadinanza…

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