Google Italia diffamato? L’avevo detto,anche via mail a Google

Google Italia diffamato? L’avevo detto,anche via mail a Google

E’ rimbalzata dalle agenzie di stampa come l’Ansa, il Corriere e Repubblica, per poi attraversare tutta la blogosfera italiana, sempre pronta alla ricerca dello scoop sul web: la notizia è la perquisizione da parte della guardia di Finanza della sede di Google Italia a Milano. Sono indagati per diffamazione aggravata due legali rappresentanti di Google che avrebbero omesso il controllo dei contenuti dei video sul bullismo di cui tanto si è parlato in questi giorni: detta responsabilità è equiparabile a quella dei direttori delle testate giornalistiche. I più attenti ricorderanno questa sentenza del tribunale di Aosta riguardante un post di un blogger citato per diffamazione, che mette sullo stesso piano bloggers e direttori di organi di stampa. Tornando alla questione dei due legali indagati, come è possibile che due persone controllino ogni giorno migliaia, per non dire, milioni di video inviati dagli utenti ? Ho accennato proprio qualche giorno fa il problema della censura e delle modalità tecniche in questo post, tanto è vero che inviai anche una mail a Google Italia per chiedere maggiori spegazioni: silenzio assoluto, sono stato snobbato, forse l’argomento, anche ai miei lettori, non interessava. Sono stato un cattivo oracolo o è conseguenza della ricerca del “capro espiatorio” ?

[UPDATE, November 29] Leggi anche questo post correlato.

By | 2006-11-24T23:45:30+00:00 November 24th, 2006|Video, Voice over Net|2 Comments

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2 Comments

  1. […] Ho letto due interessanti articoli su IHT: il primo è una carrellata di episodi riguardanti la violenza di questi mesi presente nei video inviati online sui servizi di sharing come Youtube o Google Video. Si parla anche del caso italiano del bambino down, di controllo dei contenuti, tra probabili Moige e divieti di accedere a questi siti web dai computer delle scuole. L’esplosione della multimedialità, specie relativa ai dispositivi mobili, non ha fatto altro che trasformare fenomeni già presenti come Rotten, trasportandoli sul piano dell’immagine in movimento, del video sgranato e tecnicamente imperfetto: Nothingtoxic è da tempo un contenitore crudo di filmati. Il secondo articolo riguarda invece il futuro di YouTube, il suo modello di business che si sta concentrando su accordi e partenrship con piccoli media ed aziende, offrendo loro non solo la possibilità di avere un pubblico ampio quale quello della community di Youtube ma fornendo anche una piattaforma per la distribuzione, promozione e vendita dei contenuti. Aumentano dunque il numero di videoclip musicali tanto da far nascere un enorme raccolta di materiale: l’analisi dei termini cercati su YouTube indica ciò che gli utenti desiderano vedere, spesso corrispondente ad un alto valore di entertainment. Non so come cambierà il business model di YouTube, se come già fa Tuovideo.it offrirà dei soldi per chi invierà video; nell’attesa godiamoci la libertà di scoprire filmati divertenti o se vuoi di seguire Sanremo 2007. Tags: business model video, google, small media youtube, tuovideo, Video, Voice over Net youtubeTechnorati:   business model video, google, small media youtube, tuovideo, Video, Voice over Net, youtubeShare and Enjoy on – Condividi su:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. […]

  2. […] Le polemiche, la denuncia dell’associazione Vivi Down e le successive indagini della Guardia di Finanza portarono ad una perquisizione ed al procedimento di diffamazione e violazione per la privacy di Google. Quest’oggi comincia il processo a Google nel tribunale di Milano: gli imputati sono David Drummond (senior vice president di Google e chief legal officer), George Reyes (ex chief financial officer), Peter Fleischer (global privacy counsel) ed un quarto dirigente che lavora a Londra per Google Video. Di quest’ultimo non conosciamo le generalità. […]

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