CouchSurfing e l’utopìa del Web 2.0

CouchSurfing e l’utopìa del Web 2.0

CouchSurfing è stato certamente tra i servizi più interessanti al mondo soprattutto per la sua etica: scambiare l’ospitalità tra le persone in maniera gratuita soltanto per il gusto di viaggiare e di conoscere nuove persone ha rappresentato dal 2006 una opportunità intelligente e divertente oltre che economicamente vantaggiosa. Se avete avuto una esperienza con CouchSurfing, raccontatemela.

Ora CouchSurfing non chiude ma cambia entrando in una nuova era, abbandona la connotazione del no-profit per piegarsi al dio denaro. E scommetto si trasformerà un po’ in una specie di Airbnb nonostante il fondatore di CouchSurfing abbia promesso che alcune funzioni di base resteranno gratuite e che il servizio non sarà mai totalmente in vendita. Però ormai il passo è fatto, la trasparenza è andata a farsi benedire e condividere il divano di casa non avrà più lo stesso appeal, sarà soggetto a quelle capitalistiche leggi che governano (non sta a me giudicare se sia giusto o sbagliato) il mondo e il Web.

Se il Web 2.0, quello della condivisione spontanea e magari anche gratuita, si è dimostrato essere eticamente una utopìa con le conversazioni diventate veramente dei mercati aggressivi e turbolenti, come sarà il Web 3.0?

Photo: http://grangrantorino.tumblr.com/

By | 2013-01-28T13:15:04+00:00 September 1st, 2011|Web 2.0|4 Comments

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4 Comments

  1. Mauro Longone 2 September 2011 at 00:44 - Reply

    Che palle! Sono stufo di leggere commenti simili, magari da gente che Couchsurfing non l’ha mai fatto! Non cambia nulla. Non vende nulla. Meno paranoie da black block e più concretezza, grazie.
    Io continuo ad ospitare aggratis. E così continuerà ad essere.
    Il motivo delle registrazione come azienda B, che significa socialmente impegnata nel registro USA, come spiegato dal fondatore, non è il guadagno, ma il profilo fiscale che non era legalmente consentito. Gli utenti hano sempre auto-finanziato il sito, con la verifica e l’obolo di offerta (che va a incrociare indirizzo e dati dalla compagnia di credito).
    Gl introiti, che servivano a pagare server, personale che lo gestisce, ecc… ci sono (e per fortuna!) sempre stati.
    Mantenere un sito così grande, non è mai stato gratis.

    • Dario Salvelli 3 September 2011 at 13:59 - Reply

      Mauro io CouchSurfing ce l’ho da tantissimi anni e l’ho fatto una sola volta, ho amici che l’hanno fatto tante volte. Non ho espresso dubbi sulla qualità e sull’idea ma più che paranoie (che poi l’hanno create gli utenti stessi protestando in un thread) riflettevo soltanto sul modello e rispondevo a chi pensa che appunto un servizio del genere possa essere sempre gratuito o possa sostenersi – da solo. Tutto qua. Inoltre se entrano altri partner all’interno questi qualcosa dovranno pur pretendere: o no? :-)

  2. Mauro Longone 2 September 2011 at 00:45 - Reply

    Non cambia niente, basta paranoie!

  3. Dario Salvelli 2 September 2011 at 13:40 - Reply

    Era una riflessione provocatoria per chi pensa che il web debba essere sempre “free” e che non cambi appunto niente. :-)

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