Out of Blogosphera (part II) – Fuori dalla Blogosfera (parte seconda)

Il video qui sopra, “Pay attention“, è prodotto da T4 e mira ad usare le tecnologie e la pazienza per migliorare le tecniche di insegnamento, apprendimento. Concentrazione ed un attenzione maggiori nei confronti dei bisogni degli studenti. Forse vale lo stesso anche per i blog.

La prima parte qui (first part here).

Ha ragione Massimo nei commenti: ultimamente analizzo troppo il mondo dei blog con tentativi di capire meglio più che il “fenomeno” le sue conseguenze.
Ci sono brutte pratiche come quelle capitate a Vittorio che andrebbero evitate così come polemiche sterili ed iniziative ridicole come quella del blogroll rosa. Che poi portano soltanto a piccoli defacement.

Non gridate allo scandalo ma ho sentito di tutto riguardo il mondo delle “blogstar” e della blogosfera (l’insieme dei blog), ci sono già profili tracciati da altri: blogger che seducono aziende, vanno ai barcamp solo per potere scambiare link e conoscere le blogfemmine più belle, cacciatori di aperitivi/cene ed oggetti hi-tech.
Mi stupisce dunque poco questo articolo di Franco Carlini apparso su “Il manifesto” di ieri nella sezione “Chip & Salsa” che spazia dal criticare i blog d’autore al format attuale con il quale tutti si presentano (la cronologia dei post dal nuovo al più vecchio).

Però i blog, quando non sono scritti da “evangelist”, servono anche ad aiutare studenti, curiosi, esperti: basti pensare al progetto Bloglab, a RItalia (temporaneamente abbandonato).
Dovremmo, come sottolinea il video sopra dedicato a chi insegna agli studenti, fare più attenzione anche alle necessità degli altri; perchè il mio, il tuo blog, da soli, valgono poco.
E’ il Big Blog Bang che conta davvero.

11 Risposte a Out of Blogosphera (part II) – Fuori dalla Blogosfera (parte seconda)

  • kOoLiNuS

    Scritto il: 1 giugno 2007, 19:14

    ma la mia non è una “ridicola iniziativa”, semplicemente mi andava di mostrare quali sono i blog “rosa” che leggo … come mostro le foto su Flickr, la musica su Last.Fm o quando giochiamo ai vari BlogDay, Z-blog e Macchia-Awards.

    Se poi ti fa ridere la cosa è ok comunque, eh !

  • Samuele

    Scritto il: 1 giugno 2007, 19:18

    L’idea di koolinus a me, personalmente, è piaciuta.
    Il mio defacement è uno scherzo attuato dal sottoscritto con la collaborazione di Beggi.
    Le polemiche non sono mai sterili…

  • Samuele

    Scritto il: 1 giugno 2007, 19:18

    Ma usi Explorer?

    :-|

  • becks

    Scritto il: 1 giugno 2007, 22:30

    ma io dico che hai ragione, sono iniziative ridicole. e i blog al femminile, cosi’ come gli z-blog, le catene etc, sono evidenti (per chi vuole vederli) iniziative per aumentare i link e i backlink. a pensar male eh….
    io leggo i blog, non mi interessa se sono rosa, z, influenti o no. li leggo e basta.
    quando vedo piu’ di 4/5 blog citati in un post, a mo di elenco, mi insospettisco sulla buona fede di chi lo pubblica e su quali sono i veri motivi del post ;)

  • Massimiliano Laconca

    Scritto il: 1 giugno 2007, 23:53

    Caro Dario, mi sento richiamato in causa su un argomento di cui abbiamo appena discusso.

    Vedo ancora il tentativo di trovare significati e spiegazioni su un fenomeno (o come tu dici… “le sue conseguenze”) tanto vario e dinamico da rendere ardua ogni definizione esaustiva.

    Parli ad esempio di “brutte pratiche” o di manie di divismo da “blogstar”. Definizioni che sottindendono giudizi validi per alcuni, evidentemente meno per altri.

    Spero tanto che almeno quì continui a non esserci un “manuale di istruzioni” su cosa bisogna fare e come bisogna essere, cosa di cui il mondo che ci circonda è pieno.

    Siamo liberi di dare importanza e autorevolezza a ciò che noi stessi riteniamo valido. Non esistono indici che misurano il valore di ciò che leggiamo o quello che scriviamo.
    Non so dunque, quali siano le caratteristiche che associ alla “blogstar”. Quella di esser presenti al maggior numero di eventi? Quella di avere il pagerank più alto?

  • Dario Salvelli

    Scritto il: 2 giugno 2007, 12:28

    @KOoLinus:
    Si l’ho capito ma il prossimo passo sarà quello di fare un blogrollgay?
    E’ solo che non mi piacciono le classificazioni, così come i giochetti degli Z-Awards, Macchianera, et similia. Li trovo un po inutili, tutto qua.

    @Samuele: Sono gusti, ero ovviamente ironico sul defacemente. Uso Explorer e Firefox, perchè, cosa c’entra? ;)

    @becks: Completamente d’accordo con te, era anche questo il senso del post ma evidentemente non mi sono spresso chiaramente.

    @Massimiliano: Prometto, la smetto presto con queste considerazioni sui blog, è solo un periodo. :)
    Non ho mai cercato di fare un manuale d’istruzioni seppure i titoli evocativi sono volutamente provocatori: ognuno è libero di pesare le cose che vuole e di conseguenza di fare ciò che vuole, per carità.
    Non riuscirei a dare una definizione di blogstar e forse non è interessante: probabilmente il “successo” di un blog può derivare sostanzialmente e solamente dalla soddisfazione personale nello scrivere ciò che si vuole.
    Queste discussioni sono anche molto ironiche e provocatorie. :)

  • [...] Come avete letto, Google ha acquistato Feedburner per 100 milioni di dollari (come al solito, una cifrona!): mi chiedo – e lo fa in parte anche De Biase – ora che Google è a conoscenza dei blog che leggiamo e dunque dei nostri interessi ed interazioni, se il blogroll non iniziasse a diventare inutile. Ovviamente è una provocazione. L’era del Google World è ormai vicina; e noi pensiamo ai blogroll rosa. Tags: blogging, blogroll, blogroll rosa, feedburner, google, In my mind, inutilità del blogroll, Pamphlet Voice over NetTechnorati:  blogging, blogroll, blogroll rosa, feedburner, google, In my mind, inutilità del blogroll, Pamphlet, Voice over NetShare and Enjoy on – Condividi su:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]

  • Massimiliano Laconca

    Scritto il: 7 giugno 2007, 12:06

    Ciao Dario, come via IM, segnalo anche quì questo post http://www.noantri.splinder.com/post/12521254/Come+la+particella+di+sodio che spero possa contribuire alla discussione ed interessare anche altri.
    Un punto di vista che condivido in pieno, intelligente, ironico e brillante.

    Ciao

  • Dario Salvelli

    Scritto il: 7 giugno 2007, 16:09

    @Massimiliano: Grazie Max,me lo guardo con calma. :)

  • [...] Non lo conoscevo Franco Carlini ma ho sempre apprezzato le sue acute osservazioni sparse tra chipandsalsa, Vision e L’Espresso. I suoi colleghi di Vision lo ricordano così mentre altri sono attoniti. Ricordo che inviai a Carlini una email nella quale gli allegavo qualche mio articolo: volevo collaborare con Vision perchè credo in quel periodo cercassero nuove idee e persone. Peccato non mi abbia mai risposto, forse ho solo sbagliato l’indirizzo email al quale scrivere. Tags: chip and salsa, espresso, Eventi, franco carlini, vision, visionpost Voice over NetTechnorati:  chip and salsa, espresso, Eventi, franco carlini, vision, visionpost, Voice over NetShare and Enjoy on – Condividi su:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]

  • [...] Nel 2007 dicevo di essere fuori dal tunnel della blogosfera, mi sentivo un corpo estraneo in un mare che molti oggi definiscono più morto che vivo. [...]