I martiri di Rifiutifull

Foto: "La Terra dei Fuochi" (Facebook)

Mi ero illuso: Rifiutifull, la telenevola sull’immondizia in Campania che scrivo da un po’, non è vicina alla fine. Non è arrivato ancora il momento di ballare.

Da più di 48 ore brucia l’Ilside di Bellona (CE), un’azienda che si occupava del trattamento dei rifiuti speciali (e di carta, cartone, pellame, plastica) dal 1986 come scrivono sul loro sito. Le ecoballe degli scarti secchi hanno preso fuoco con un incendio che ha sviluppato un fumo alto più di 30 metri in una zona di circa 4 mila mq. L’incendio ovviamente sembra sia stato doloso, danni per 6 milioni di euro ma soprattutto un incredibile aumento del livello di diossina pronta a sprigionarsi nell’aria ed a penetrare nel terreno, nell’acqua, nei corpi delle persone. E pensare che Bellona localmente è nota come la terra della pizza, a breve non mi stupirebbe la nascita di una provocatoria “pizza alla diossina”.

E’ l’ennesimo disastro ambientale nella Terra dei fuochi, una zona della Campania che lo Stato dovrebbe salvaguardare, potreggere, bonificare, non solo perchè già trascurata e vituperata ma anche perchè tra Bellona, Taverna del Re e Acerra ci sono siti di stoccaggio strategici e di interesse nazionale.

I martiri di Bellona furono 54: ci siamo mai chiesti quanti sono quelli causati da Rifiutifull negli ultimi 30 anni?

La danza della monnezza

De Magistris balla ma non è la sigla di chiusura di Rifiutifull, l’ultima puntata tarda ad arrivare. Bisogna scrivere il finale e per farlo ci vogliono uomini, risorse, una lotta dura all’illegalità (controllando minuziosamente i camion e tutto il processo di raccolta) e la volontà dei napoletani e dei campani di cambiare per non vivere più in Terzinho, un desiderio già espresso in gruppi spontanei che puliscono le piazze come il Coordinamento CleaNap PiazzaPulita ma che non basta nelle periferie, nell’hinterland e nel massacrato Napoli Est.

Solo allora forse i napoletani balleranno insieme a De Magistris. Per ora non resta che differenziare a più non posso, armarsi di forcone e raccogliere l’immondizia senza bruciarla.

Rifiutifull: la telenovela sui rifiuti finirà con Raffaele Del Giudice?

Rifiutifull, la telenovela sui rifiuti è vicina all’ultima puntata?

Raffaele Del Giudice è di Qualiano, comune abbracciato dall’asse mediano non molto lontano da Pianura e circondato da Giugliano, Mugnano e Quarto: insomma un territorio dell’hinterland napoletano martoriato da discariche abusive e fuorilegge. Del Giudice, sempre attivo nella difesa dell’ambiente, fu eletto nel 2008 direttore di Legambiente Campania e da allora ha vissuto una escalation mediatica: protagonista di diverse manifestazioni durante l’emergenza rifiuti con presidi fuori le discariche, denunce, scoperte di discariche abusive:

Viene intervistato da Annozero e diventa l’attore principale del documentario Biutifùl Cauntri.

Del Giudice è stato nominato da De Magistris consigliere d’amministrazione dell’Asìa, la spa che si occupa dell’igiene urbana di Napoli. E con lui diventa Presidente Raphael Rossi che Report segnalò per aver denunciato a Torino alcuni sprechi ed aver pagato in prima persona.
Del Giudice fresco di nomina rilascia questa intervista e verso la fine fa un discorso che avevo anticipato parlando del rapporto tra Comune e Provincia di Napoli:

Spero che Napoli possa salvare la Provincia e non il contrario, Napoli deve ragionare come logica di città metropolitana e lavorare insieme ai comuni“. Sarà proprio questa la missione più difficile di Del Giudice, De Magistris e Rossi: cambiare da Napoli un sistema marcio, corrotto e incivile diffuso in tutto il territorio.