Leggo che solo lo 0.4% di Facebook viene valutato 60 milioni di dollari ma non mi stupisco visti i precedenti: a fare l’acquisto è Li Ka-shing un magnate cinese, uno degli uomini secondo Forbes più ricchi al mondo. L’offerta, come anche altre non è unica e dunque plausibile.
Ho subito pensato però alla Chinese Internet fatta di suoi Digg e censure e mi sono spaventato: non temo uno scoinvolgimento delle nostre tradizioni anzi sono sempre convinto che si cresca solo nell’interscambio culturale ma si potrebbe arrivare a considerazioni riguardo il business ed il mercato.
Sono per l’Internet di e per tutti senza divisioni geografiche proprio perchè la Rete deve unire e non dividere, oltre le distanze ed i costumi: quando si parla del Net definendolo per bandiere secondo me si sbaglia. Gli utenti orientali (Asia ed India) sono miliardi, un mercato in crescita e da guardare con attenzione; l’Europa con un audience del genere può difficilmente competere in termini di numeri e non è detto che debba necessariamente farlo.
La sfida come sempre è nell’innovazione: per dire a me non stupirebbe scoprire una Palo Alto in qualche località Cinese. Magari esiste già e non ne siamo a conoscenza.
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