Lo sciopero 2.0 per il peer to peer legale s’ha da fare?

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Lo sciopero 2.0 per il peer to peer legale s’ha da fare?

La community che sciopera perchè Badoo (del quale parlai qui) non è più come prima mi ha suscitato un sorriso ilare. Ognuno ha i problemi che crede e che forse merita.

Ci sono cose più importanti e degne di nota per le quali scioperare (online) ?
Beh comincerei dal ritenere assurde alcune proposte di Frattini e passerei poi per l’importante proposta di legge riguardo il P2P legale: non ho avuto tempo per dare uno sguardo al testo e fare una lettura approfondita ma al termine “licenze collettive” in vigore nei paesi del Nord Europa ho pensato di tutto. Daniele ha pubblicato un suo parere su Punto Informatico. Attendo e mi auguro commenti ed approfondimenti nei prossimi giorni, un dibattito pubblico sulla questione (mai risolta). Magari si arriva davvero ad uno sciopero 2.0, chissà.

Link: Proposta di legge per il P2P in Italia

[UPDATE] Post ironico (mica tanto) di Blogaprogetto: anche il Papa è d’accordo con il p2p. Intanto questo post è finito nel dimenticatoio, nessuna opinione ricevuta riguardo la nuova proposta di legge (nei commenti, in altri post, in qualunque parte della Rete). Neanche un elenco di “fatti” ed osservazioni personali.
Spesso siamo sordi e muti, buoni solo a lamentarci dello stato di cose.

By | 2007-09-13T17:10:09+00:00 September 13th, 2007|Voice over Net, Web 2.0|3 Comments

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3 Comments

  1. abel 13 September 2007 at 18:52 - Reply

    appena hai news ce le farai avere???io per questo non solo sciopererei ma ci raccoglierei pure firme

  2. kit 13 September 2007 at 23:38 - Reply

    badoo?! mammamia…il servizio più inutile di questa terra (devo dire però che c’è molta gnocca in giro). Per quanto riguarda la legge sul p2p non ho sentito niente….azz azz…sarebbe meglio che me la leggessi…

  3. […] La diffusione dei Set Top Box per le Tv digitali e dei PVR (Personal Video Recorder) avrebbe dovuto aprire già da tempo gli occhi a chi distribuisce e crea contenuti video: la forza della Rete è sempre stata quella di pompare informazioni e viaggiare sempre “on air ed in onda” 24 ore su 24, senza limiti di tempo. L’on demand dunque è passato dal diventare un opzione ad una realtà consolidata: perchè allora diffidare un servizio che consente la possibilità di registrare contenuti (ok, protetti da diritto d’autore) per un utilizzo personale? E’ una vecchia questione mai veramente affrontata (neanche dagli esperti e dagli utenti) nel caso del peer to peer, oggetto d’esame anche recentemente da parte di non so quanti legislatori. […]

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