Come avete notato qui sopra c’è una piccola dicitura “appunti sparsi” che porta al mio Tumblelog realizzato con Tumblr: si tratta di un posto online, molto simile ad un blog, che rientra per una sua leggerezza a far parte di quella categoria di strumenti che va sotto il nome di microblogging.
Trovate lì tutto quello che qui non trova spazio e sbocco: il servizio Tumblr è giunto alla terza versione con tante nuove caratteristiche con un rifacimento quasi completo del layout e la possibilità di inserire file audio come gli MP3 all’interno dei post.
Il servizio Disqus ha lanciato un alleanza per integrare la possibilità di commentare nei Tumblelog, funzione finora assente e che rendeva forse unico questo mezzo. Quante volte vi siete detti mangiandovi le mani: ci fossero stati i commenti avrei avuto la possibilità di rispondere a quanto scritto o dialogare con l’autore.
Corax ha scritto questa guida (quella intera in spagnolo è qui) su come rendere il proprio tumblr commentabile e aggiungere i commenti ai vostri tumblelog.
Gli ideatori di Tumblr sostengono di avere in mente un sistema rivoluzionario per commentare.
Mi chiedo se sia davvero necessario e se la natura del “commento” non faccia avvicinare il Tumblr al blog togliendogli quindi in sostanza la sua proverbiale natura libera, veloce: perchè spesso molti di questi posti sono belli proprio perchè puri, riflettono le idee di chi scrive con un flusso di coscienza e intuitività davvero notevole e fresco. A volte trovo più utile un semplice tumblelog ricco di citazioni, link utili e stimolanti, che un blog di quei tanti che fanno visite.
Sarà il fascino del minimalista che mi colpisce e stende?
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