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Fare startup in Italia si può

In Italia si possono fare aziende, startup, si può aprire un negozio, tutto quello che volete. Ci vuole passione, determinazione, fortuna, le persone giuste, un’idea valida, ecc, ecc.

Come esempio positivo mi piace segnalare la storia raccontata nel post di Massimo Ciociola su MuxiXMach, una startup creata da 7 italiani che dal 2011 affronterà il mercato mondiale da Bologna:

Secondo me, Gianluca e tutto il team di musiXmatch, Ruby è un linguaggio di programmazione, l’ Italia è quella di Hackitaly, di 70 persone incazzate come delle bisce ma non per quello che succede in Italia, ma per il codice che hanno davanti. Tutto questo è stato fatto da 7 persone, in Italia, da Bologna, mentre qualcuno andava a Ballarò a sputtanare l’Italia e mentre il Times diceva “Arrivederci Italy” .
Noi di musiXmatch alle prossime elezioni andremo a votare, e la X (la croce) la mettiamo sull’ ITALIA ma il business lo faremo nel MONDO.

Il 2 Febbraio, Wired Italia e Working Capital sono impegnati alla Camera dei Deputati in una conferenza sulla Banca Nazionale dell’Innovazione , un modello pubblico-privato che si è diffuso in Usa per finanziare le startup. Come scrive mafe su Punto Informatico la febbre da startup è abbastanza alta, bisogna solo farla schizzare e favorirla.


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