Campagna “Blogger Trasparente” o “Blogger Credibile” ?

//Campagna “Blogger Trasparente” o “Blogger Credibile” ?

Campagna “Blogger Trasparente” o “Blogger Credibile” ?

Massimo Mantellini scherzava sulla questione dell’invio da parte di Microsoft ad alcuni blogger famosi in Usa di notebook con Windows Vista installato: su Pandemia e poi ancora su Manteblog si sono alternati diversi spunti e considerazioni, soprattutto nei commenti. Il mio punto di vista l’ho espresso: Payperpost ad esempio ha un approccio ai blogger la cui filosofia del pay per review è a mio avviso sbagliata. Temo inoltre la recente acquisizione da parte di Payperpost di Performancing, nota community per bloggers professionali.
Sempre più aziende usano i new media e quindi l’insieme dei blog per promuovere campagne: ricordo l’esempio di una azienda in Us che aveva inviato un dispositivo mobile a qualche blogger ed i feedback furono negativi poichè il cellullare funzionava una “chiavica” come direbbero dalle mie parti. Quando il marketing sbagliato ti si ritorce contro.
Che siate blogger famosi o meno credo sia importante dotarsi di una buona dose d’etica e non omettere eventuali campagne pubblicitarie o di reviews: farsi regalare gadget hi-tech o notebook ad alte prestazioni (tanto spesso tornano indietro) e parlarne bene mi pare abbastanza inutile. Attraverso il proprio lavoro e diversamente con il blog infatti ci si crea una sorta di credibilità (no,non autorevolezza o influenza) che non deve essere intaccata da qualche gifts di troppo. Per questo sono d’accordo con Marco e Cristian nel far partire una sorta di campagna del “blogger trasparente” o “blogger credibile” (lascio a voi la scelta del termine migliore e del tag da usare) con un badge in cui dichiarare eventuali collaborazioni o accordi che potrebbero far cambiare il senso e la valutazione del post in esame. Che ne dite ?

[UPDATE] Marco ha già scelto ed inserito il badge e l’ha chiamato Etica “Blogger trasparente”, delineando una lista di collaborazioni attive. E’ possibile a mio avviso farlo come dislaimer anche nei post direttamente interessati.

By | 2013-05-28T19:20:54+00:00 December 29th, 2006|Voice over Net|17 Comments

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Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

17 Comments

  1. Giovy 29 December 2006 at 12:37 - Reply

    Beh, se in eventuali post si fa “disclosure” di eventuali “doni” (chiamiamoli così, anche se il termine è improprio) volti a far testare un servizio/bene, non vedo quale sia il problema (ed allo stesso modo non vedo la necessità di “appiccicarsi un’etichetta”).
    Sono sempre stato “leale” verso chi mi legge, ed ho sempre espresso imparzialmente le mie opinioni su decine di prodotti e servizi diversi.
    Ti dirò di più: sono stato contattato per testare il software di riconoscimento vocale Dragon Naturally Speaking, e per farlo riceverò ovviamente il software in oggetto; ma prima di accettare la proposta ho tenuto a specificare che il mio giudizio sarebbe stato IMPARZIALE e SINCERO, e chi me l’ha proposto (ZN, una società belga) ha accettato ed anzi ha chiesto che fosse così!
    Anche in occasione delle recensione di ReviewMe mi sono espresso chiaramente dicendo: “Recensioni SI, marchette NO”.

  2. Stefano Vitta 29 December 2006 at 12:43 - Reply

    Mi sembra un ragionamento vecchio stile. Una cosa è sicuramente chiara a tutti: la fiducia del lettore è fondamentale per un blog. L’autore è libero di tutelarla e guadagnarla come meglio crede ;)

  3. Dario Salvelli 29 December 2006 at 12:48 - Reply

    @giovy: Non parlavo nel tuo caso specifico Giovy,perchè come ho detto ci si costruisce una credibilità in maniera automatica senza sforzarsi più di tanto. Più che di un etichetta si tratta di fornire maggiore chiarezza ai lettori e forse di ricordare a se stessi di essere il più obiettivo possibile: c’è una pratica diffusa che a me non scandalizza ma che comunque è in aumento di blog e blogger che stanno diventando esclusivamente markettari (a scapito della qualità).

    @Stefano: Perchè vecchio stile ? Credo che in questo modo si conquisti ancora più credibilità e fiducia nel lettore senza il pericolo che venga considerato come ingenuo o pergiunta non competente; esigere maggiore chiarezza, tutto qua.

  4. Giovy 29 December 2006 at 13:11 - Reply

    Beh, Dario… sono certo non parlavi del mio caso specifico, ci mancherebbe! :D
    Sono d’accordo con Stefano, la fiducia del lettore è fondamentale, ci vuole poco a giocarsela (vedi Loic Le Meus a LeWeb3, che di fiducia ne ha persa un pacco in mezza giornata) :D
    Ripeto: la disclosure la si fa nel post, non con un badge perenne a mo’ di “Lettera A Scarlatta”. :D

  5. Napolux 29 December 2006 at 13:17 - Reply

    A me regali non ne fanno, ma se ne facessero non li rifiuterei di certo…

    In Italia si vive di regali: guarda medici, giornali, giornalisti, ecc….

    Mi è capitato qualche Natale fa di passare nella sede di una rivista abbastanza importante: i pacchi regalo arrivavano a raffica, mai visti così tanti, non ci stavano nella portineria.

    Non vedo perché i blogger debbano rifiutare, d’altronde non si vive di solo blogging… Credo sia da seguire l’esempio di Pandemia. Se un post recensisce un regalo o si è potuto scrivere un post su un evento a cui si è potuto accedere solo grazie alla azienda “Tal dei tali” basta indicare “lo sponsor”, specificando come ha sponsorizzato il post. Questa per me è trasparenza, non l’opposizione a qualunque forma di regalia, se un’azienda pensa di comprare un blogger con un pc è stupida, ma è stupido anche chi il pc lo rifiuta pensando che la sua attività di blogger possa esserne influenzata…

    Tutto qua

  6. Dario Salvelli 29 December 2006 at 13:17 - Reply

    @Giovy: Beh forse hai ragione basta fare una nota (anche una sorta di piccolo badge) nel post interessato ed il gioco è fatto.

  7. Fabrizio 29 December 2006 at 13:26 - Reply

    Caro Dario,
    il mio è un commento da profano:
    perchè non ci si è scagliati su googleads? anche con gli annunci pubblicitari di googleads si guadagna. il blogger qui ha l’alibi di dire che non può controllare gli annunci e pertanto si sente libero.
    Conosco blogger che per principio non mettono nemmeno questa forma di pubblicità.

    Io concordo con quelli che non inseriscono pubblicità ma concordo anche con quelli che invece ‘lucrano’ sfruttando la propria popolarità.

    Il mondo dei blogger sta aumentando ma molto di più stanno aumentando i lettori di blog. E con essi anche quelli meno smaliziati, i novellini più indifesi.
    Credo che siano loro i soggetti da tutelare.

    Inserendo un loghino che certifichi la serietà del blogger potrebbe aiutarli? o disorientarli?

    Mi spiace di non avere idee propositive per tutelare i ‘novellini’.

    Il badge è una prima buona idea ma credo debba essere migliorata.

    Creare un elenco di blog autorevoli significherebbe imporre regole che sono state rivoluzionate dai blogger stessi e significherebbe fare un passo indietro.

    In poche parole ritengo che le persone debbano fare esperienza leggendo i blog e accorgersi (magari sbagliando) quando si sta leggendo una cosa seria o una cosa pilotata.

    Grazie
    Fabrizio

  8. Carlo 29 December 2006 at 14:21 - Reply

    Ci speravo proprio che il mio blog personale, poteva farmi un bel regalo in vista dell’arrivo della Befana. Comunque per quanto riguarda la pilotazione dei blog sono convinto anche io come Fabrizio che bisogna essere diciamo “svezzati” per comprendere quello che si sta leggendo.

    Volevo inoltre informarti che stiamo cercando blogger, scrittori, freelance e gornalisti improvvisati per un nuovo sito di Editoria Sociale, Made in Italy dal nome NotizieFLASH.com… ci piaccione le notizie di tutti specialmente quelle che analizzano e commentano gli aspetti della nuova era del web, ti aspettiamo, sarai il benvenuto!!!

  9. Dario Salvelli 29 December 2006 at 18:09 - Reply

    @Fabrizio: Per gli Ads sono d’accordo,c’è anche il feedvertising da un po,metterò nel disclaimer su questo sito i motivi che mi hanno spinto e mi spingono ad usare questa leggera forma di advertising.

    @Carlo: Ti ringrazio ma ormai credo di esser saturo di digg “caserecci”,non che la tua iniziativa sia negativa per carità,anzi come tutte nel panorama italiano vanno seguite con attenzione.

  10. Tecnologia e New Media (Un weblog di Marco Cattaneo) - » Responsabilità ed etica trasparente 29 January 2007 at 18:00 - Reply

    […] L’occasione é utile per riprendere una tematica che mi ero ripromesso di considerare con la dovuta attenzione: l’etica del blogger trasparente, della quale Marco C.C. e Dario Salvelli hanno scritto qualche tempo addietro. […]

  11. […] Vengo dunque all’obiettivo principale di questo esperimento: seguendo una precisa etica, vorrei poter recensire l’hotel che mi inviterà in cambio di un forte sconto per le due notti. La reviews (recensione) consisterà in un post nel quale segnalerò (magari con un link se dotato di sito web o con i dati geografici) e soprattutto fornirò un giudizio sull’hotel: tale giudizio potrà anche essere negativo. […]

  12. […] Succulenta (è il caso di dire) anteprima per i lettori di questo blog. San Lorenzo è un’azienda agricola nota a molti bloggers perchè presente spesso negli incontri ed eventi come i BarCamp. Oltre ad aver rinnovato il sito web da pochi giorni San Lorenzo sta per lanciare ufficialmente domani un’iniziativa davvero interessante: Panel San Lorenzo 2007. Compilando il form entro il 25 marzo potrai diventare uno dei fortunati degustatori che riceveranno i prodotti dell’azienda: lo scopo è quello di proporre commenti ed impressioni sui prodotti dell’azienda creando così un plus di recensioni il più possibile obiettive (Panel). Spesso è stato considerato il rapporto tra azienda e blogger come quello tra un dipendente ed un datore di lavoro quasi come se questa interazione fosse influenzata (ed in parte un po lo è) dalla forza delle parti in causa: per questo motivo parlai di etica dei blogger. Se hai notato ho aggiunto questo post nella categoria Contest Marketing: la sfida è proprio quella di superare l’aspetto marketing (o di contest) di operazioni del genere e scavalcare la tendenza psicologica secondo la quale chi viene “corteggiato” da un’azienda deve assolutamente parlarne bene. Ho già dato la mia disponibilità al Panel, e tu ? […]

  13. […] Il discorso sull’autorevolezza dei blog è abbastanza vecchio ma sempre d’attualità: tra magazine che non linkano le fonti, ovvero i post dei blogger, ad altri che prendono immagini senza considerare licenza d’uso ed autore. Forse anche per questo si discuteva sulle caratteristiche del giornalista del “futuro” visto come una figura più vicina ad un blogger. Technorati sta cercando da tempo di valutare con precisione quali sono i blog più autorevoli: ci riprova ora attraverso questo post sul blog ufficiale esaltando il technorati authority widget come la soluzione migliore per misurare la rilevanza dei blog. Non capisco perchè Technorati sia così ostinata e non voglia capire che ciò che può essere autorevole ed importante per me può non esserlo per qualcun altro e che questo non è quantificabile soltanto con la misura del numero di link e dei lettori: perchè non conosci fino in fondo chi ti legge. Pensa se questo blog venisse letto da Tony Blair, dall’appena eletto Sarkozy o da Rita Levi Montalcini: allora sarei autorevole secondo voi? Tags: autorevolezza blog, blogger, blogging, giornalista blogger, giornalista futuro, rank, sarkozy, technorati, technorati authority Voice over NetTechnorati:  autorevolezza blog, blogger, blogging, giornalista blogger, giornalista futuro, rank, sarkozy, technorati, technorati authority, Voice over NetShare and Enjoy on – Condividi su:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. […]

  14. […] Ed io ogni non so quanti post torno a segnalare il discorso sull’etica del “blogger” (ma più semplicemente e meglio della persona). Giuro, è l’ultima volta che ne parlo, anche perchè sono convinto che sempre in funzione del trend di sopra “ognuno fa ciò che glie pare“: stavolta però è necessaria la chiosa fine come nel più classico degli editoriali chic, quelli che terminano con una citazione dotta che magari non c’entra nulla ma che fa sempre intellettualoide. Questa però l’ho letta per caso in libreria giorni fa. […]

  15. […] Prendila come una piccola premessa, ora veniamo al sodo. Manfrys (che a me sta simpaticissimo) quando ci vediamo mi prende sempre in giro sfottendomi “Luca Conti”; non ho mai capito bene il motivo che non deve essere per tratti somatici simili in quanto non ci assomigliamo (per fortuna di entrambi,direi). Il motivo più pare sia un altro: sembra che attraverso queste pagine abbia voluto pretendere o chiedere qualcosa a chi mi legge, come se scrivessi per averne un tornaconto e non per il grande piacere di farlo, di confrontarmi continuamente. Qualcuno ha frainteso e non ha visto di buon occhio i due post (Web 2.0 Expo NY, Web 2.0 Expo Berlin) che finora ho scritto per cercare mecenati che mi permetessero di andare alle conferenze che mi interessava seguire. Cerco di chiarire brevemente qual è la mia filosofia e la policy di questo blog già espressa nel colophon ed in questo post: ciò che leggi su questo blog è tutto quello che riguarda le cose che faccio, non c’è nessun omissis, se non ti fidi puoi andare su altri blog. Non ho mai fatto telefonate o inviato email ad aziende, amici, conoscenti per chiedere sponsorizzazioni non perchè ci sia qualcosa di male ma perchè non amo per niente farlo: l’unico strumento di comunicazione che uso in questo ambito sono i post di questo blog. Insomma se non mi cerchi tu non vengo da te perchè non sono indiscreto. Sono convinto che ci voglia anche fortuna oltre che bravura. Ad esempio recentemente mi è capitato di avere un contatto con Dada per poter andare a Le Web Paris ma soltanto a causa di una segnalazione dei miei post che Napolux ha fatto sul suo blog e via chat con questo contatto. […]

  16. […] la FTC non è tanto come viene gestita la fiscalità di questi “profitti” ma l’etica del blogger, se ciò che scrive sul blog è trasparente oppure inquinato. Non conosco come funziona negli Stati […]

  17. […] pazienza e la disponibilità e mi scuso per il ritardo di questa recensione stilata sempre secondo questi canoni. Dopo il salto la review […]

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