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Il ciclismo non è in buono stato e sembra prestarsi a nuove sperimentazioni del doping: una volta c’era il nandrolone, ora ci sono le biciclette dopate con dentro un piccolo motore a batteria. Basta premere un pulsante e si va più veloci di Coppi, Bartali e Girardengo messi insieme.


Commenti

6 risposte a “Biciclette dopate”

  1. Ti confesso che la prima lettura del tuo post mi ha lasciato indifferente. Ho pensato: “una grande stronzata”, anche perché mi sono perso i giri di Cancellara. Ma un mio amico mi ha detto: hai dato un’occhiata al video di Cancellara? Impressionante e non sembra proprio una stronzata. Più che squalifica dovrebbero provvedere alla radiazione, perché mi immagino cosa avrà provato il secondo, cioè chi inseguiva Cancellara. E-io-che-mi-pensavo che serviva farsi un culo così per andare forte!

    1. Vorrà dire che scriverò titoli più seri! ;)

  2. Beh il meccanismo però non è niente male… secondo me se riuscissero a fare in modo che la batteria si caricasse come un KERS sarebbe un’ottima soluzione per ripulire da un pò di smog l’aria delle grandi città.

    1. Infatti Davide a me ha colpito l’usare la tecnologia per il doping invece che per una soluzione di tutt’altra applicazione…

  3. No scusa @Dario, non volevo offendere il tuo post, ma la mia critica era riferita esclusivamente al servizio. Condivido poi il pensiero di @Davive: ottima la tua proposta per la città! Ma applicata al professionismo è drammatica e bestiale. Più che squalifica, ripeto, servirebbe la radiazione.

    1. Tranquillo Kiko io scherzavo ho capito la tua critica ;)

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