Parte l’Agenda Digitale per il Sud: arriva la banda larga?

Sembra che arrivino finalmente buone notizie dal Governo riguardo l’Agenda Digitale per il Sud. All’interno ed a corredo del Piano Nazionale Banda Larga è stato fatto un accordo con 7 Regioni (Basilicata, Calabria, Molise, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) riguado l’abbattimento del digital divide, l’adeguamento dell’accesso al Internet sia per cittadini che imprese con reti di nuova generazione e l’aumento dei servizi della Pubblica Amministrazione accessibili via rete telematica:

423 milioni arrivano da Bruxelles e potranno essere investiti in infrastrutture di comunicazione nell’ottica dell’azzeramento del digital divide, dell’aumento della velocità di accesso a Internet ad almeno 2 Mbps per tutti i cittadini e le imprese del Sud entro il 2013 e dell’adeguamento degli accessi esistenti incrementando la velocità di 100 Mbps per il 50 per cento dei cittadini e almeno 30 Mbps per tutta la popolazione entro il 2020.
Via libera a investimenti nelle reti di nuova generazione per 254 milioni finanziati dalle Regioni Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Molise, che si vanno ad aggiungere ai 288 milioni di euro già impegnati da Sicilia, Sardegna e Campania. Calabria, Basilicata e Sardegna, assieme al Molise, destinano inoltre 161 milioni alla definitiva digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Tutti i lavori vanno avviati entro il 2015. Se lo avessimo fatto prima l’Italia non sarebbe tra gli ultimi Paesi in Europa per penetrazione della banda larga.
Ricordo che si fece un gran casino per i famosi 500 milioni per la banda larga tagliati da Berlusconi e da Romani: al Governo Monti è bastato un vertice e in pochi giorni ha già trovato dei soldi da investire attraverso fondi dell’UE. Ci voleva tanto?

E’ poco e non basta ma ci dimostra quanto conta veramente la volontà politica.

La banda larga non è un Servizio universale per l’UE: ecco cosa farei se fossi il Sottosegretario per il digitale

Questa storia del Sottosegretario del Governo Monti (un ruolo che verrà affidato sicuramente alla politica dalla politica) che probabilmente si occuperà anche del digitale è pericolosa se dovesse rivelarsi una figura che non ne capisce nulla o ancora peggio che sia lì solo per rappresentare una lobby. Se proprio dovessi scegliere preferirei un Sottosegretario nerd.

Ad ogni modo secondo Wikipedia la definizione di servizio universale è: “una figura giuridica che comporta degli oneri a carico di un gestore pubblico o privato di un servizio di pubblica utilità“. E’ così per le Telecomunicazioni in Italia dove il gestore che ha la quota maggiore, Telecom Italia, deve adempiere ad una serie di obblighi che vengono renumerati dallo Stato.

Tra questi obblighi, per motivi di costi, non c’è la banda larga che quindi non è in Italia e in molti altri Paesi (tranne ad esempio Finlandia, Malta e Spagna) un servizio universale. E non lo sarà a breve perchè per la Commissione Europea la banda larga e la telefonia mobile non sono un servizio universale.

Neelie Kroes ha detto “Voglio garantire che le regole del servizio universale portino reali benefici all’economia digitale e, allo stesso tempo, evitare l’imposizione di un onere sproporzionato per il settore o un’indebita distorsione del mercato“. In sostanza l’UE dice che c’è troppa disparità tra gli Stati membri e che sono troppo alti i potenziali costi perchè sarebbe stato onoreso per Paesi con basso reddito e scarsa penetrazione.
Secondo la Commissione UE però gli stati membri possono comunque includere la banda larga e la telefonia mobile nel servizio universale purchè giustifichino la scelta e intervengano rendendo più efficienti questi settori: meccanismi di designazione dei fornitori del servizio universale e di finanziamento, calcolo del costo netto degli obblighi del servizio universale, criteri per definire la velocità minima di accesso, misure per gli utenti disabili.

Per questo se fossi il Sottosegretario che dovrà occuparsi dell’economia digitale dell’Italia mi occuperei per prima cosa di questi punti assicurando la banda larga e la telefonia mobile quale servizio universale. E guarderei con attenzione la recente richiesta all’AGCOM di Adiconsum di “garantire almeno 2 Mbit/s e allargare la fornitura del servizio universale anche agli altri operatori oltre Telecom, oggi unico fornitore“.

Banda larghissima in laboratorio

I ricercatori dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione dell’Informazione e della Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa insieme ai ricercatori del Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche del CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni) hanno infatti allestito, in collaborazione con Ericsson, il primo sistema al mondo di trasmissione a 448 Gbit/s su doppia portante ottica, inserito in un apparato commerciale di rete in fibra. Questa soluzione tecnologica consentirebbe di trasmettere in un secondo una quantità di dati pari a 20 film in alta definizione.

Ci sono degli studi seri e recenti sulla velocità della Rete Internet in Italia? Me lo chiedo perchè a quanto pare almeno in laboratorio riusciamo a creare l’internet più veloce al mondo.

Foto: http://webartzone.tumblr.com/