I guru del marketing di Facebook stanno pensando di sostituire la parola “fan” e “diventa fan” con il “like”, “mi piace”, solo perchè gli utenti cliccano il doppio delle volte su “like” che su “become a fan”.
A me sembra una presa di posizione un po’ superficiale come lo è quella di considerare il click dei like quale un valore fondamentale perchè numericamente e quindi statisticamente più valido. Insomma dalle impression ai like (vendo 50 like a 50 euro…) il passo è breve, anche e soprattutto per quanto riguarda la gestione di un brand.
L’esercito del like di Facebook è quello che non ha tempo per riflettere e fermarsi a commentare, ad aggiungere veramente valore ad una discussione, ad approfondire. E’ come trovarsi davanti ad un fast food senza entrare ed ordinare veramente qualcosa.
Il passaggio dai post sui blog, magari anche molto articolati, ai tweet da 140 caratteri, all’esprimo apprezzamento su Facebook è una transizione del web in parte dolorosa: meno pagine scritte, meno idee (che invece vengono sempre più condivise) e teste pensanti. L’informazione di bassa qualità colpisce un gregge di pecore più nutrito per il quale fare “beee” o “like” è la stessa ed identica cosa.
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