La pace del marketing sia con voi

Quelli di Ninja cadono dal pero e ci svelano che l’idea Internet for peace di WIRED Italia I4P in realtà era una abile campagna di marketing ed ha riscosso l’obiettivo che voleva raggiugere.

Non voglio fare la verginella ma nei mesi scorsi c’erano continui dibattiti sul “è giusto dare il Nobel a Internet”, questo grande media che è in grado di unire ma anche dividere. Sono più contento l’abbia vinto un cinese che una campagna promozionale di Condè Nast.

Su Internet ci sono già tutti i premi Nobel del mondo

internet for peace

Pur non essendone molto convinto ho firmato la candidatura di Internet per il premio Nobel per la pace, Internet for Peace, promossa da Wired Italia. L’ottimo Giacomo Dotta spiega benissimo perchè l’idea di Internet for Peace è sbagliata e non corretta:

Internet è uno strumento, punto. Nel bene e nel male. Con il tempo il modello culturale della Rete potrebbe creare l’idea di un mondo unito nel quale le diversità saranno più propense ad incontrarsi che non a cercare motivi di scontro: è una dinamica propria del medium che diventa messaggio. Ma anche quel giorno non sarà merito della Rete: la Rete avrà solo permesso all’uomo di mettersi alle spalle modelli culturali stratificatisi nel passato, quando divisioni e distanze erano la piattaforma su cui prendeva corpo l’umano istinto alla sopravvivenza. La Rete veicola il buono così come veicola il male, e salda deve rimanere la certezza per cui in nessun caso alla Rete possa essere attribuita alcuna responsabilità in merito: questa è la vera neutralità.
L’errore è nel passo successivo, nel voler riconoscere un merito allo strumento invece che a chi ne sa fare uso sapiente. La confusione dei termini avviene in questa fase: nella tentazione al determinismo tecnologico di chi vede la tecnologia come causa dei cambiamenti sociali, invece che come espressione ed emergenza dei cambiamenti stessi.

I love Internet. Proprio per questo penso che non lo si debba premiare, ma solo proteggere, curare e promuovere.