Your Truman Show: i social big brother ammazzeranno la real life

Il Web secondo molti è caratterizzato da una nuova era, quella del 2.0: servizi e applicazioni che cercano di coinvolgere gli utenti, i navigatori, le persone, portando la rete nella loro vita più che soltanto nelle loro case.

Non sono un sociologo e non ho mezzi e strumenti per analizzare i trend dei comportamenti degli uomini: l’economia della felicità è per molti venture capital soltanto un buon passepartout per far soldoni cercando di non riempire una nuova bubble da far esplodere al primo touch down del Web.

La solitudine ed una certa asocialità di chi utilizza Internet ha portato forse a realizzare i BarCamp (a tal proposito non perdete il CampSant2007) aspramente criticati proprio per il carattere puramente commerciale di alcune iniziative e di un modo di intendere questi eventi: vi ricordate i raduni delle chat o dei canali IRC? I BarCamp sono diventati questo ultimamente; una limitazione da superare spero nel RoyalCamp se riusciremo presto a realizzarlo.

Voyeurismo e smania di protagonismo portano anche alla socialità 2.0 di cui parla Giovy; invitate gli amici ad iscriversi al servizio figo che avete trovato in anteprima spulciando tra un blog e l’altro, fornite gli inviti Beta per poi perdervi tra le tante password e login dei siti web ai quali vi siete iscritti.
Tralasciando il problema della memoria riguardante le chiavi d’accesso per tutti questi servizi – che speriamo venga risolto sicurezza permettendo da sistemi come OpenID – riuscite ad utilizzare e partecipate davvero a tutti i “divertimenti” che il 2.0 offre? Personalmente no e non so come faccia Robert.

Come se non bastasse poi dai social network stiamo per passare ai social big brother, trasformazione ed estensione già segnalata in questo post: anche dopo il lancio della Beta che non ho ancora avuto l’onore di provarlo ma la mia opinione di Your Truman Show rimane su per giù la stessa di mesi fa.
Spero di smentirmi presto ma lo trovo borioso ed inutile: ne avevamo davvero bisogno?
Meglio riunirsi al PubCamp: tra una birra e l’altra forse si riesce ad essere più sociali. Se non altro perchè l’acool aiuta.

[UPDATE, June 19] Dave Winer fa un interessante riflessione sui social network in questo post.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

7 thoughts on “Your Truman Show: i social big brother ammazzeranno la real life”

  1. mmm… stai dicendo forse che quel vecchio vizio di asservire, controllare e manipolare le masse agendo sulla definizione dell’opinione pubblica sta prendendo piede anche tra il popolo della rete?

  2. Dario, secondo te chi asserve/controlla/manipola le masse? (adesso può sembrare un discorso con una piega dietrologa, ma prometto di cambiarne l’evidenza presto… continuiamo a parlarne)

  3. @MFP: Michele forse così facendo usciamo un po fuori dal seminato e dal binario che avevo percorso: è un discorso troppo generalista perchè si è soliti considerare le masse, proprio perchè tali, stupide. Non è così. I media sono da sempre accusati di una manipolazione subdola ma la forza del new media della Rete dovrebbe almeno confondere e proporre soluzioni alternative quando la Net Neutrality c’è.
    Mi aspetto un tuo pensiero: secondo te questa neutralità della Rete è presente?
    E’ un discorso che va oltre l’aspetto sociale (ma forse non molto) del quale discutevo nel post: pensa se la tua ragazza leggesse per caso un tuo Twitter di sfogo nel quale butti giu’ un segreto importante (ok non lo farai mai).

    La condivisione è espressione ma da cosa è alimentata veramente?

  4. Il fatto è che non esiste nessun big brother; per carità, ci sono dei gruppi di potere (la massoneria!) che applicano tecniche avanzatissime di controllo delle masse, ma nessuno (neanche le religioni, da secoli ormai) fino ad oggi (ma oggi, attenzione, la tecnologia cambia tutto) è mai stato abbastanza grande ed esteso da eliminare completamente “l’eccezione” che periodicamente fa saltare il sistema di controllo (hai visto mai “Brasil” di Terry Gilliam? Se non lo hai visto armati di santa pazienza e guardalo… “l’eccezione” è quando il protagonista infila un tubo a cavallo tra l’ingresso e l’uscita della posta pneumatica del suo ufficio). Però non c’è un grande fratello. In realtà facciamo tutto da soli… la massoneria si occupa soltanto di innestare messaggi nei punti giusti del tessuto sociale, e nel momento adatto… per innescare forme di comunicazione in grado di mutare i comportamenti a piacere… il resto (la componente virale) lo facciamo da soli. Siamo noi pecore e cani pastori allo stesso tempo. La rete scardina questo perchè non esistono più “i punti giusti” (o meglio, per il fatto che c’è più possibilità di scelta ognuno SCEGLIE cosa fare e quindi di conseguenza ci sono troppi “punti di innesto” su cui agire.. ma non sarà così per sempre, la finestra di tempo si sta già chiudendo).
    Io capisco che può sembrare assurdo ma non lo è; lo stesso fenomeno può essere osservato in vari modi diversi… non sto parlando dei punti di vista, sto parlando dei “livelli di ingrandimento”. Ti porto l’esempio del “moto” in fisica… lo puoi osservare in funzione della forza, della velocità, dell’accelerazione… e puoi fare questo passaggio se e solo se hai a disposizione i mezzi adatti (i limiti, le derivate, gli integrali, le trasformate: astrazione!), oppure sei limitato ad osservarne un surrogato che ti spiattella lì “una guida” (c’è una bella differenza tra il DeltaT e il dT; al liceo parli di DeltaT, all’università guardi la stessa cosa parlando di dT perchè hai studiato le derivate… e ne derivi un aumento della tua percezione del fenomeno). La società può essere osservata con il modo intuitivo (quello egocentrico, che è naturale; parlo dell’egocentrismo fisiologico… gli occhi ce li hai sotto la fronte, non puoi guardare con degli occhi sulle ginocchia… la tua prospettiva quando guardi un paesaggio sarà sempre quella di uno che guarda da 1.70cm dal terreno…) o con un livello di astrazione superiore (es: osservare le relazioni, che è come fare la derivata del modo intuitivo). Quando tu osservi con il metodo intuitivo ragioni, solo ad esempio, in base al dare/avere, input/output dal sistema intorno a te… quando invece utilizzi il livello successivo di astrazione, ragioni in funzione di flussi di coscienza… e allora i parametri su cui agire sono diversi dal “tanto mi da tanto”… salendo, salendo, salendo nel livello di astrazione arrivi a quella che Asimov ha chiamato “psicostoria”… che fondamentalmente all’epoca era fantascienza perchè non c’era sufficiente potenza di calcolo e densità di memoria, ma oggi… il modello da inserire in un sistema dinamico potrebbe essere ancora imperfetto perchè non sono stati rastrellati abbastanza dati, ma la potenza di calcolo c’è…

    Inutile che vado avanti; non so spiegarmi meglio di così Dario; mi mancano le basi, non ho studiato psicologia o sociologia, procedo empiricamente (induttivo o deduttivo? Ho sempre fatto confusione con le definizioni); e se anche avessi studiato queste materie potrei parlarne soltanto con chi ha fatto altrettanto (faccio prima ad osservare e “cercare le prove”, che parlarne con gli accademici). Mi dispiace se il discorso suona fumoso o comunque non chiaro, ma non so come fare in altro modo.

    Neutralità e più in generale “commons”: “l’uomo è un animale sociale” diceva un grande del passato, dei commons ne abbiamo semplicemente bisogno.
    Fino ad oggi abbiamo affrontato 2 grandi “issues”:
    – liberare le idee per incentivare la creatività (free software, creative commons, etc);
    – liberare la rete per incentivare la diffusione (net neutrality);

    Questo, non ci sono dubbi, fa sviluppare l’umanità più velocemente. Gli issues non sono ancora risolti ma siamo a buon punto.

    Ma per andare dove???

    Da una 15ina d’anni (per lo meno per me, ma probabilmente è un argomento addirittura più vecchio di me) c’è una discussione sul fatto che a fronte di un progresso tecnologico così rapido e rivoluzionario, non abbiamo maturato di pari passo un adeguato progresso etico. E’ come dire: posso clonare ma non so se questo porta a problemi, proviamo? Con la clonazione è facile dedurre che ci saranno problemi, ma per tante altre cose non è così evidente…

    Dovrei continuare per molto… alla prossima!

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