“We’re Linux” video contest: Linux Foundation vs Apple and Microsoft

E’ stimato che ogni giorno più di 10 milioni di persone usano sui PC il sistema operativo Ubuntu. Quasi 20 mila lavoratori di Google utilizzano una versione modificata, Goobuntu. In Macedonia sono state distribuite circa 180 mila copie ai bambini mentre in Spagna nei PC delle scuole girano sul desktop centinaia di migliaia di Ubuntu.

Mark Shuttleworth è riuscito a fare tutto ciò, a competere con Microsoft ed il suo Windows, a soli 4 anni dalla creazione di Ubuntu. Non ci vuole così poco, non basta rilasciare un software a costo zero. Tutte le distribuzioni Linux finora sono sempre state utilizzate da geeks, esperti, non da persone comuni che utilizzano il computer a casa. Ubuntu ha avuto il pregio di avvicinarsi agli utenti che già usavano Windows fornendo degli ingredenti di semplicità e comodità che hanno certamente favorito, insieme all’interfaccia grafica, la sua diffusione.

Ubuntu ha sede a Londra ed ha circa 200 impiegati e tanti volontari che sviluppano codice e traducono in quasi 38 lingue. Non sto qui a fare lo spot di questa azienda ma voglio arrivare a qualcosa del genere.
La Linux Foundation ha ideato “We’re Linux“, un concorso, partito il 26 Gennaio, con il quale intende far realizzare a chiunque usa Linux un video che ne pubblicizzi gli usi, le funzionalità. E’ il classico contest affidato agli utenti che girano un video e lo inviano entro i termini (fine Marzo): il primo vince un viaggio a Tokyo in Ottobre 2009 per partecipare al Linux Foundation Japan Linux Symposium.
Insomma la fondazione di Linux senza spendere milioni di dollari intende lottare con i più famosi spot pubblicitari di Windows ed Apple (ricordi i video Mac vs PC?). Secondo te ci riuscirà?

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

5 thoughts on ““We’re Linux” video contest: Linux Foundation vs Apple and Microsoft”

  1. Dal mio punto di vista, lo spot migliore per Linux è vederlo all’opera: dovunque lo abbia installato (a parte le questioni infinite sugli ambienti in cui, per vari motivi, non è una scelta valida) ho visto reazioni positive.

    Come esempio, cito un PC usato come Internet Point: una Ubuntu 5.10 (se non ricordo male) un po’ blindata che da quella volta non ha richiesto un solo intervento di manutenzione che sia uno.

    O il mio piccolo server casalingo, acceso ininterrottamente (a parte qualche rottura hw) dal lontano 2003.

    O il nuovo portatile di mia sorella, per niente nerd e utente Ubuntu da poche settimane: per ora è entusiasta del nuovo sistema.

    O il portatile del padre della mia morosa, che ha iniziato a usare il PC a 50 anni senza averne mai visto uno in vita sua e che, tutto sommato, fa quello che gli serve senza grossi traumi.

    Potrei andare avanti, ma non aggiungerei nulla di significativo :)

  2. ciao
    noi abbiamo cercato di usare una metafora… il video è carino… vedremo se sarà all’altezza del compito!

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