Una sera all’Ariano Folk Festival

Come sapete questo blog ha anche degli spazi più personali che vanno oltre il raccontare i miei pensieri sulla tecnologia e riguardano grandi eventi o semplicemente incontri, manifestazioni, iniziative, spettacoli ai quali partecipo e che credo siano degni di essere raccontati o citati. Questo perchè sono un appassionato (a volte in maniera anche attiva) di musica, teatro e cinema.

Domenica scorsa sono andato con amici alla XIII edizione dell’Ariano Folk Festival (c’è anche il MySpace) di Ariano Irpino, un piccolo paese in provincia di Avellino.

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I Sei Ottavi

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La Bandabardò in azione

Ciò che di solito mi spinge ai concerti è anche la possibiità di scoprire luoghi e storie nuove accompagnate da buona musica, fondamentale per goderti una bella serata in compagnia. Devo dire che Ariano Irpino è un paesino molto carino, s’estende su diversi colli e credo sia stato ristrutturato recentemente per quanto ho notato dalle strade che portano alla villa comunale: peccato che la cornice del Folkstage di Piazza Piano della Croce non sia molto capiente ed ampia per godersi il palcoscenico e la musica in libertà ma in fondo il contatto con gli artisti e le persone è sempre importante in un live.
La stessa piazza è circondata da stand gastronomici (forse troppi) e punti di ristoro che rendono ancora più “folk” l’atmosfera. Ti giri e vedi uno stuolo di ragazzi indossare la t-shirt gialla fornita dagli organizzatori: è il prezzo da pagare (10 euro) per poter entrare e raggiungere la zona del concerto.
Le passate edizioni dell’AFF hanno visto avvicendarsi band interessanti e caratteristiche: questa sera si alterneranno sul palco I Sei Ottavi, una tribute band di Rino Gaetano e la Bandabardò, noti frequentatori del Primo Maggio.

Parcheggiamo un po’ lontano e mentre aspettiamo altri amici arrivare noto che nonostante abbiamo fatto tardi per raggiungere Ariano e che il cellulare cominci a non funzionare a dovere il live deve ancora cominciare. Una regola quasi sempre rispettata è che l’orario d’inizio ufficiale di qualsiasi concerto è sempre posticipato di almeno 30 min circa. Il luogo è fresco e dunque ideale per “pogare”.

I fratelli Capobianco (entrambi chitarra e voce) hanno assimilato la storia delle canzoni di Rino Gaetano e le riproducono senza alterazioni o interpretazioni da film: Le Beatitudini, Mio fratello è figlio unico, Sfiorivano le viole, L’operaio della fiat (la 1100), Capofortuna, Gianna, Nuntereggae più, E io ci sto.
Le conosco tutte a menadito e mi sorprende vedere un pubblico d’età abbastanza variegato anche se intravedo alcuni nostalgici dalle camicie hawaiane accompagnati da bionde betty boop. Peccato che I sei Ottavi propongano anche alcuni pezzi che hanno composto: il pubblico s’annoia e s’accorge che rendono decisamente meglio come tribute band. Il finale del live con le scansonate Gianna e Nuntereggae più è banale ma di grande effetto e divertemento.

Dopo pochi minuti arriva sul palco la Bandbardò ed è tutto un fiorire di suoni che sanno di feste, un folk-rock che colpisce le anime malinconiche e quelle dei più sognanti-felici: a volte ci puoi trovare anche sonorità irlandesi o caraibiche, contaminazioni che vengono assimilate per finire in una musica semplice ed il più delle volte allegra all’insegna del “se mi rilasso, collasso!“.
Ci divertiamo come non mai quando la Bandabardò suona struggenti melodie messicane. Con un finto pianto, in un cerchio d’amici, inganniamo la tristezza almeno per una sera.
Tutto il resto del concerto è un salta and poga in mezzo a personaggi fermi come una statua e ai soliti idioti che esagerano sfruttando una ridicola prestanza fisica; ci vuole “Attenziò, concentraziò, ritmo e vitalità” per non calpestare i piedi altrui mentre si urla “W Hernandez“.

Questa non è terra per discariche e rifiuti tossici clandestini; qui per una sera la cultura non è un desaparecido scalzo ed estraneo.
Per le stradine in salita di Ariano e nei giorni successivi suono e canto ancora Ubriaco canta amore: non è uno dei brani più allegri della Bandabardò con i quali si è scatenata l’indemoniata folla dell’AFF 2008 ma è evidente che il concerto abbia lasciato il segno. Un appuntamento estivo da segnare in agenda.

Ringraziamenti: grazie a Donato Zoppo/blog per la sua gentilezza e disponibilità nell’avermi messo a disposizione l’accredito per la serata.

Author: Dario Salvelli

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