Tutta la verità sul WiMAX in Italia

Segnalo un bel post sul futuro del WiMAX in Italia che spiega gli intrecci tra le aziende che si sono guadagnate l’assegnazione delle frequenze qualche tempo fa.
Da leggere con attenzione tutto d’un fiato a corredo delle recenti dichiarazioni di Calabrò dell’AGCOM secondo il quale: un “nucleo forte di partner industriali” dovrebbe impegnarsi per sostituire il vecchio rame con reti di nuova generazione, ovviamente “nelle aree dove esiste una ragionevole aspettativa di redditività”.
Quella della fibra è un’altra storia interessante, magari ci torneremo in futuro…

Per garantire la concorrenza, per ogni Regione sono state assegnate le licenze a tre diversi operatori. Alcuni di loro, però, sono fermi. E forse di tutta questa concorrenza, in realtà non ne esiste neppure l’ombra.
Per esempio MGM si è aggiudicata le frequenze in Toscana, Liguria e Trento. Ma chi è MGM? Nessun sito web, pagina in costruzione. MGM Production Group è una compagnia che ha vinto le licenze Wimax anche in Gemania (in Baviera) Interpellando l’azienza comunicano che non rispondono a domande sul wi-max. Quindi non solo non sono partiti, ma forse non ne hanno alcuna intenzione.
Telecom, che ha le frequenze nel Centro-Sud, (il lancio di wi-max non è previsto prima del 2010) ha un accordo con Aria per mettere in comune le frequenze e vendere wi-max con il marchio Aria in tutta Italia. L’accordo con Aria permette anche di coprire tutte la percentuale di zone obbligatorie imposte dalla legge, altrimenti si perderebbero le frequenze acquistate.
Ariadsl è l’ azienda che si è accaparrata il maggior numero di frequenze, comprando diritti d’ uso (15 anni) che coprono tutt’ Italia, tranne la Sicilia. Ha speso 47 milioni, programmandone 250 di investimenti per realizzare la rete wireless a larga banda.

Il passaggio dall’analogico al digitale consente di far stare molti più’ canali nelle stesse frequenze. Parte di queste frequenze diventerebbero quindi libere e potrebbero essere usate per trasmissione dati con una migliore copertura e costi molto più contenuti.
Queste frequenze non sarebbero idonee per veicolare la banda larga perchè sono a grande gittata e quindi a grande contendibilità (con poca banda per tutti, potrebbero essere utilizzate in zone scarsamente popolate IOWA) ma per servizi (a poca banda) su devices mobili sarebbero perfette, tanto che Microsoft si era subito interessata. La volontà del governo però è di darle tutte mano alle emittenti televisive.
Ma il punto è che non possiamo mettere all’asta nuove frequenze quando del wimax non si sa ancora che fare. Chi le comprerebbe al momento? Nessuno. Allora meglio lasciarle in parte in mano a Rai e Mediaset.

Author: Dario Salvelli

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