Ti pretendo (Google Italia)!

casaleggiot.jpg

Qualche tempo fa scrissi sul blog di reputazione online e politica: giocando con YouTube ero arrivato alla conclusione che una misura interessante può essere definita dal lèmma “in suggestions veritas“. Ero palesemente ironico.

Il piagnisteo di Beppe Grillo (o meglio Casaleggio) che urla sul suo blog ai quattro venti della Rete una sua “censura” su Google Italia (poi prontamente “risolta”) è quanto meno ridicolo. Anche se suggerito da un lettore.
Eppure è strano perchè quelli di Casaleggio associati non possono lamentarsi: basta guardare l’immagine di sopra e scoprire che nella ricerca di Google Italia vengono dopo Casale Monferrato, Casalecchio di Reno e addirittura poco dopo i Casalesi.

Non mi sembra giusto. A questo punto rivendico anche io il diritto ad esser presente tra i “grandi” della moderna civiltà occidentale. Avendo ricevuto da un lettore (me medesimo) del mio seguitissimo blog una email di segnalazione, invito a scrivere anche voi email di protesta a press[at]google.com. Guardate infatti cosa accade su Google Italia scrivendo “dario” (se provate con “dario sa” ci sono):

dario-salvelli-google-italia.jpg

Perbacco!!! Nei suggerimenti di ricerca ci sono Dario Bandiera, Dario Marini ed io NO? Questa è censura bella e buona!! Dovete assolutamente aiutarmi!
Nel mentre vi auguro di scegliere sempre il motore di ricerca migliore ricordandovi che qualsiasi manipolazione umana dei risultati simile a questa è, a mio modo di vedere, una alterazione della neutralità ed affidabilità della Rete.
Se mai dovessi fare un figlio ricordatemi che prima di iscriverlo all’anagrafe del comune devo inviare una email a Google per fare inserire il suo nome nelle SERP.

[UPDATE]

– Se non hai ben capito l’ironia del mio post, Matteo spiega alcuni dettagli tecnici che sono dietro questa vicenda. Tanto per non parlarne più.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

18 thoughts on “Ti pretendo (Google Italia)!”

  1. Mi dispiace ma questa bella metafora non fa ridere e ridicolizza la vicenda. E poi ha dimenticato il paragone fatto dal lettore di Grillo con google.com! E’ certamente singolare che su google.it beppe grillo non vi sia mentre su google.com fosse primo già alla digitazione di “bep”. Io non ho una spiegazione valida, se Lei c’è l’ha me la riveli. Poi la puoi chiamare censura, la puoi chiamare svista, la puoi chiamare come ti pare. Ma a me la vicenda pare singolare.

  2. @Antonio: Caro Antonio, non si tratta di far paragoni ma di essere ironici. Contestavo il solito approccio sensazionalistico che nonostante venga tanto criticato da Grillo, è un metodo che anch’egli usa. Google è costruito dagli utenti.
    Google in Italia ha uffici che riguardano il marketing e poco altro: tutte le versioni localizzate soffrono eventualmente di una qualche imprecisione (ed in fondo anche da Google sono esseri umani). Le consiglio di leggere questo articolo di Matteo:

    http://www.matteomoro.net/2008/12/29/non-e-google-ad-aver-censurato-grillo-sono-stati-gli-utenti/

    :-)

  3. Beh questo non credo sia vero. E lo dimostra il pronto intervento di google. Se fossero stati gli utenti, google, coerentemente, avrebbe continuato a non riportare grillo tra le scelte per una scrittura veloce. La presunta costruzione di google dagli utenti è, appunto, presunta, oltre che pilotabile. PS: ci ho lavorato negli uffici di marketing, e ci si occupa anche di politica, a volte. Fermo restando che sul punto io ho tutte le riserve di questo mondo. Infine, circa i modi usati da Grillo, tema questo che esula dalla questione, credo siano i più adatti ad un comico, che detto in altri termini significa che a me, e a tanti altri, “fa ridere”. Rido con poco? Può essere, ma questa è questione di gusti. Certo Grillo non è, né tanto meno deve esserlo, punto di riferimento politico (e credo che neanche gli interessi esserlo, dovendo in quel caso essere costretto ad essere coerente, cosa che invece può anche non permettersi nella vesta di comico). Ma in ogni caso, sulla questione di google.it, io continuo ad avere delle perplessità. Per il resto, ti auguro una buona giornata e buone feste.

  4. Pingback: Ma Google Trends non è d’accordo « Alphakappa
  5. @dario: se hai voglia puoi leggere il mio contributo alla discussione sul mio blog. ciao! :)

  6. Vedi Savelli, tu forse pensavi di far ridere qualcuno con sto post ed invece ciccia.

    Hai messo un link che non solo non spiega la realtà, ma copre di ridicolo l’autore.

    In pratica sostiene che chi cerca Grillo è cosi rincoglionito che cerca essenzialmente “www.beppegrillo.it” invece di “beppe grillo”.
    Premesso, che è un’assurdità tutta da dimostrare, mi sai allora spiegare perchè Beppe Bigazzi c’era e Beppe Grillo non c’era?

  7. @Fabio: Ciao! Chiamami Dario così non ti perdi elle per la strada. I post li scrivo più per me che per chi mi legge: non devo compiacere nessuno.
    Il link di Matteo l’ho messo perchè mi sembrava sensato discutere di Google Sugget non degli usi comuni degli utenti, per i quali Google ne conosce le abitudini meglio di te e di me.
    Non ho alcuna idea del perchè di questa differenza tra i due Beppe ad esempio: lo chiediamo a Google o forse tu hai qualche riflessione in proposito?

  8. Riprendo dall’update:
    [Se non hai ben capito l’ironia del mio post, Matteo spiega alcuni dettagli tecnici che sono dietro questa vicenda. Tanto per non parlarne più.]

    L’ironia era chiara, ma manca di alcuni dettagli.
    Google Suggest, il suggeritore di Google, non ti da nei primi posti se scrivi “da” e nemmeno “dario”, ma solo quanto scrivi “dario sa” appari nella lista.
    Ieri se scrivevi “be” o “beppe” il sito di Grillo non appariva tra i suggerimenti e quando arrivavi a scrivere “beppe g” i due soli suggerimenti non comprendevano il sito di Grillo.
    Tutto questo succedeva SOLO nel portale italiano, non su quelli internazionali.
    E non fare affidamento sulle “spiegazioni tecniche” di Matteo: come ho già scritto sul suo blog, non sfiorano neanche da lontano il problema.

  9. @Francok: Ciao Franco. A me non va giù che ogni volta che si tira in ballo Grillo si debba necessariamente parlare di censura. Qui sul mio blog ho già parlato di diversi casi di censura dello stesso Google in Cina ad esempio. Venendo al nostro Paese sono per ora poche quelle occasioni per le quali c’è un forte sospetto di una probabile manipolazione dei dati. Non hai pensato che probabilmente sia tornato tutto alla normalità grazie al fatto che molti utenti hanno provato a loro volta ad inserire “beppe” come suggerimenti si sia automaticamente “risolto”? :-)
    Inoltre: prova a guardare il vecchio post e vedi cosa accadeva a beppe grillo su YouTube. C’è lo stesso risultato anche oggi oppure hanno corretto anche lì la “censura”?

  10. @Dario.
    Buona fine anno Dario. ;-)

    [A me non va giù che ogni volta che si tira in ballo Grillo si debba necessariamente parlare di censura.]

    Infatti io non ho parlato di censura, lo ha fatto Grillo. :-)

    Quello che vedo io è invece che appena un personaggio che sta antipatico a qualcuno (che sia Grillo o Berlusconi non importa) fa qualche cosa di opinabile diverse persone gli “saltano addosso” (e fin qui può starci), ma quando usano “conoscenze tecniche” assolutamente inventate/fuorvianti/errate che rientrano nel mio specifico campo di lavoro, allora mi sento spinto a rettificare. :-)

    [Non hai pensato che probabilmente sia tornato tutto alla normalità grazie al fatto che molti utenti hanno provato a loro volta ad inserire “beppe” come suggerimenti si sia automaticamente “risolto”?]
    Se davvero credi una cosa del genere vorrei proporti l’acquisto del Colosseo a Roma. ;-)
    Scherzi a parte, non funziona in quel modo.
    Google.com già aveva correttamente indicizzato il sito di Grillo e solo sul portale italiano c’era questa anomalia che è stata poi corretta.

  11. @FrancoK: Auguri anche a te Franco. Non uso la tecnica del dare addosso a personalità notoriamente antipatiche ma in questo caso ho citato Grillo come poteva essere qualsiasi altro perchè usa un blog per comunicare. Mi incuriosiva questo dover per forza essere inclusi anche in Google Italia: invece che scrivere pubblicamente non bastava chiedere spiegazioni? E poi magari scrivere i risultati in un post. Invece c’è sempre questo giochetto del “guardate gli altri come sono sporchi”.

    Sono un patito dei film di Totò. Affinchè la rete sia neutrale fino in fondo dovrebbe funzionare proprio così: se ci pensi però Google non è di tutti noi ma è un’azienda privata. Questo equivoco si crea perchè Google funziona molto bene: occasioni come queste servono a smentirlo e farci ricordare che non è così.

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