The day after Free Burma!

Molti mi hanno chiesto: ed ora che il Free Burma day è passato – per molti anche inosservato – cosa si fa? Abbiamo risolto qualcosa scrivendo post tutti uguali con un immagine? Continuerai a romperci le palle con queste iniziative?

E’ chiaro che la situazione in Birmania non è cambiata per nulla, come l’invio di un email ha un non so che di grottesco anche il Free Burma appena passato può esserlo in relazione a quanto accade lì: ma visto che difficilmente so stare con le mani in mano ho provato insieme a Robert e ad altri due ragazzi tedeschi a fare qualcosa. Proprio perchè qui non c’è alcun protagonismo e nessuna smania da prima donna non me la sono presa quando Wired ha mancato di precisione nel raccontare come davvero è nata l’idea nonostante fosse chiaro sul sito e sul Wiki: Robert Basic, un blogger tedesco, lesse il mio post sullo STOP Blogging for Birmania e mi contattò per chiedermi cosa potevamo fare insieme. Da qui nacque il Free Burma: ho già ringraziato nel post precedente chi ha aderito e segnalato l’iniziativa ma vorrei far notare come questa è stata snobbata da molti giornali italiani (Corriere, Repubblica) e da molta parte della blogosfera che per alcuni conta. A dimostrazione che come penso da tanto tempo quella di Blogbabel ne è solo una parte rappresentativa: sia chiaro questo vale anche per l’estero e le altre blogosfere.
Penso allo snobbismo che ho trovato in US ed UK: i VIB, Very Important Bloggers (non ricordo di chi sia il copyright) o anche “top blogger” sono tali solo perchè dietro c’è tutta quella schiera di lettori e blog che ha firmato l’altro giorno. Senza sarebbero dei VAB, Very Anonymous Blogger.


Alcuni numeri del Free Burma (non aggiornati) sono riassunti in questa immagine che raccoglie i dati di Google e Technorati:

freebuma.jpg

Un blogger tedesco ha anche fatto questa analisi della blogosfera poi diventata una presentazione che porterà al BarCamp di Munich: è tutto in tedesco ma cercherò di farmi fare una traduzione in inglese in modo da capirci qualcosa (voi ed io). Se ti interessa leggi l’UPDATE in fondo al post.
In questa unica occasione ho supportato il tagging ed il linking selvaggio che tanto cercano (giustamente) di combattere sia Technorati che Google e che ho sempre odiato nelle catene tra blog; di meme veramente utili credo ce ne sono stati in giro davvero pochi finora.

Per rispondere alle domande di inizio post: l’unica cosa che mi viene da pensare a ciò che possiamo per ora fare è rimanere aggiornati seguendo questo aggregatore di notizie che abbiamo realizzato, aggiungere FreeBurma su Twitter (attenzione gli update sono frequentissimi), dare un’occhiata alla lista di aziende presenti in Birmania e sollecitare le ambasciate dei Paesi a fare qualcosa oltre che firmare gli appelli di Amnesty International.

Tutto qui? E’sempre troppo poco per cause come queste ma se hai altre idee le accetto volentieri.

Da oggi riprendo dunque il mio usuale blogging riguardo Tecnologia, Media, Digital Lifestyle e blablabla.

[UPDATE] Grazie a Benedikt che ha tradotto le sue slide qui.

Author: Dario Salvelli

Growth Hacker, Digital Marketing expert. I work as the Global Social Media Manager of Automobili Lamborghini. Contact me

9 thoughts on “The day after Free Burma!”

  1. Grazie Dario, anche io penso che il free-burma sia solo un modo di sensibilizzare, ma che non ci si fermi lì.

    PS Sei stato “promosso” studente tedesco? ;-) “was launched by two German college students”

  2. Pingback: Patterns of mobilization in the blogosphere (English version) at viralmythen
  3. @Riccardo: Spero che l’ONU faccia davvero qualcosa, noi fin dove possiamo agiamo.

    Come diceva Gaber: io non mi sento Italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono. ;)

  4. @Daniele: Ricordavo fosse sua ma nell’evitare di fare un errore ho omesso. VAB è nuovo e tremendamente pronunciabile: però può riguardare davvero tutti quelli che ogni giorno scrivono e – da sfigati come dici tu – non si chiedono quanti lettori avranno. :-)

    @anna: Grazie per la segnalazione !!

  5. Dario non è vero che il free burma non è servito a niente, la vostra vittoria è che comunque un gran numero di persone ha aderito all’iniziativa!! E la sensibilità non è poco! Complimenti e continua così! Sei un grande ;-) Paolo.

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