Windows 7 on the way

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Microsoft ha realizzato What people are saying about Windows 7, un aggregatore che filtra (si spera e si crede che non ci sia nessuna censura) i post che parlano di Windows 7 in diversi social network: Facebook, Twitter, la blogosfera, YouTube, Flickr. D’altronde il giudizio degli utenti è fondamentale.

Intanto Luca Sartoni racconta che durante la presentazione ufficiale di Windows 7 a Milano:

Poi la sfiga vuole che si sia piantato il vostro browser, a causa di un contenuto rich-media di tipo pubblicitario (semiporno), sul vostro portale MSN. Questa è sfiga vera, non me la sento di approfondire questo episodio.

[UPDATE]

– Dai commenti del blog di Luca riporto quanto precisato da Carlo Rossanigo:

Dato che si parla di Windows 7, provo a sintetizzarti in 7 punti quali sono state secondo me queste tue “stonature”:

1. Le parole che non ti ho detto: ovviamente è stato interessante leggere tutto questo oggi sul tuo blog, ma sarebbe stato ancor più interessante e diretto parlarne a voce ieri sera, a caldo, al termine dell’evento, quando ci siamo salutati. Non trovi? Raccogliere il tuo feedback a caldo e magari illustrarti di persona insieme ai miei colleghi il perchè di certe scelte mi avrebbe fatto ancora più piacere rispetto a questo commento.

2. Lo spettacolo e la figura da sagra di paese: non volevamo fare uno spettacolo né essere straordinariamente coinvolgenti. Era una conferenza stampa cui erano invitati, come ha sottolineato Roberto D’Adda, numerose testate non specializzate, quali femminili e lifestyle, che in alcuni casi non avevano mai visto Windows 7 in azione. Rispetto ad altre occasioni, abbiamo deciso di invitare allo stesso evento sia i giornalisti sia i blogger e questo forse può aver generato in te un’aspettativa di una interazione tecnica differente ( e ricito il D’Adda). Questo è un altro punto di cui faremo tesoro.

3. Sulle domande: abbiamo fin da subito invitato tutti a recarsi nell’area delle demo/rinfresco per approfondire ogni aspetto, tecnico e non, con i responsabili di prodotto, ma, per correttezza, abbiamo dato spazio anche immediatamente dopo la fine dell’evento alle prime domande dalla platea. Non ce ne sono state tante, ma se ne avessi avuta tu una interessante, l’avremmo sicuramente apprezzata e debitamente approfondita.

4. La moderazione: grazie per il suggerimento di affidare ad un giornalista la conduzione di un simile evento, ma abbiamo ritenuto che non sarebbe stato un atto garbato nei confronti degli altri giornalisti invitati. Per questo abbiamo scelto Paoletta, che lavora per RTL (grazie Maxime) e che, secondo me, ha portato una nota di spontaneità nella conversazione con Pietro.

5. Il “papà di Windows”: dici all’inizio che non vuoi con questo tuo post criticare alcune persone ma poi non ti trattieni e infili una cinquina al buon Fabrizio Albergati, che a tuo parere, è carente di vitalità e nel suo ruolo sarebbe stato meglio rappresentato da un quartetto di 25enni. Ti assicuro che se “ti sentissi Albergati” (come tu scrivi), ti sentiresti un gran bene, perché la passione, l’amore e la competenza che Fabrizio ha per la tecnologia li ho trovati in poche altre persone nei miei primi 20 anni di lavoro. Avere più di 40 anni, non significa né essere poco smart nè essere incapaci di capire la tecnologia, soprattutto se lo fai da quando avevi 18 anni. Inoltre ( e cito per la terza volta Roberto, che ringrazio) non gli si è piantato il browser ma ha solo prontamente fatto marcia indietro dopo un mouse-over su un contenuto pubblicitario di un film magari non proprio adatto alla circostanza. Ma è il bello della diretta, come si dice. Comunque, quando finisco di risponderti, vado da lui, perché è dalle 2 sul tetto di casa e non vuole più scendere

6. Il prodotto: inizi ancora una volta scrivendo un elogio a Windows 7, ma poi lo etichetti come vecchio di 10 anni rispetto a OS X (ma non è uscito nel 2002?). Poi parli della nostra rincorsa in comunicazione nei confronti di Apple. Ma questa storia della rincorsa (che, mi verrebbe da dire, è stata reciproca in questi anni recenti) non ti sembra ormai un po’ scontata? Eviterò di dirti che anch’io sono un PC.

7. I giovani sul palco: è stimolante, sul serio. Ne farò tesoro per le prossime volte. Lo abbiamo subito condiviso con i colleghi americani e l’hanno accolta immediatamente anche loro e hanno mandato sul palco oggi a New York Steve Ballmer con Kyle, una bambina di 5 anni e mezzo. Anche lei nei nostri spot dice “I’m a PC”: non dirlo ad Albergati però