Le migliori web tv in Italia

Le web tv in Italia rischiano regolamentazioni e tasse che ne mettono in pericolo il futuro ma questo forse già lo sapete. In attesa dell’incontro di Lunedì 29 Novembre “Diritti e regole” al quale parteciperanno Stefano Rodotà, Arturo Di Corinto, Alessandro Gilioli e Guido Scorza che andrà in diretta su AltraTV, volevo invitarvi a dare un’occhiata alla mappa delle micro tv italiane. Continue reading “Le migliori web tv in Italia”

YouTube live streaming

Da questa settimana e precisamente da oggi YouTube comincia a testare il live streaming grazie agli accordi con alcuni broadcaster che trasmetteranno le trasmissioni in diretta Internet.
Gli U2, la Indian Premier League, l’E3, la Casa Bianca, sono solo alcuni degli eventi che sarà possibile guardare in diretta: i partner avranno bisogno solo di una webcam o di una camera esterna USB/Firewire.

Tutti si chiedono quanto ci metterà YouTube a crollare con questa novità che infatti parte come un esperimento. Livestream e Ustream già tremano?

Libera Rete

libera rete web tv

Dopo Rita101 Giampaolo Colletti ci riprova e per Giovedì 1 luglio (in occasione della manifestazione nazionale promossa dalla FNSI per la libertà di informazione) con la FEMI, Altratv.tv e altri partner ha deciso di promuovere una maratona molto particolare in diretta “a rete unificata”. Questo perchè con il DDL sulle intercettazioni sarebbero a rischio anche le web tv.

Questa maratona, denominata “Libera rete”, avverrà il primo luglio dalle ore 17 alle ore 24 con una lunga diretta sul sito Libera Rete che evidenzierà il ruolo di inchiesta e di denuncia delle micro web tv italiane nel panorama dell’informazione in Italia. Tanti canali hanno aderito e deciso di rilanciare il segnale online sui propri siti web.

Per tutti gli aggiornamenti è possibile seguire l’account Twitter di Libera Rete.

Hai un videoblog? Secondo il nuovo decreto Romani fai concorrenza a RAI e Mediaset

Repubblica segnala l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del tanto temuto decreto Romani (da Stefano puoi scaricare il documento in formato DOC), quello che trasforma Internet in un mega televisore al quale applicare le stesse regole valide per le televisioni.
Non ho tempo ora per leggere tutto il testo e studiarlo ma Guido è il più veloce di tutti ed ha già fatto una prima analisi che sembra non tenere fuori tutti i blog:

Un videoblog di modesto successo che raccolga, comunque, pubblicità e che possa considerarsi – per quantità e qualità dei contenuti – in “concorrenza” con la radiodiffusione televisiva, dunque, è un “servizio media audiovisivo” e rientra dunque nell’ambito di applicabilità della nuova disciplina.

YouTube, Ustream o Livestream, le piccole web tv, sono da considerarsi dei “servizi media audiosivi” e quindi dei broadcaster soggetti a determinate regole? E’ questa la domanda principale alla quale dobbiamo e devono rispondere in maniera precisa.
Il primo commento che mi viene da fare è superficiale e da dietrologia. Guardate al termine del video della conferenza stampa di presentazione dei risultati del Consiglio dei Ministri: durante l’incontro con i giornalisti Brunetta, Alfano e La Russa presentano le proposte approvate senza citare il decreto Romani e poi scappano senza rispondere a neanche una domanda. Coincidenza?

[UPDATE]

– Ovviamente oltre al danno c’è la beffa: Berlusconi ha casualmente indetto il Consiglio dei Ministri proprio ieri il giorno dell’udienza causando così un ulteriore slittamento del processo a suo carico.

Lo streaming della discordia: dopo la blog tax, la tassa sulle dirette tv

Il ministro Maroni è stato di parola e, sfruttando il casino dei gruppi di Facebook, mette le mani su Internet regolamentandola come fosse uno spazio di esclusiva proprietà del Governo italiano.
Dopo la tassa sui blog e altri attentati alla libertà di informazione in Rete, Repubblica segnala una nuova geniale proposta del Governo riguardo le dirette televisive su Internet, il live streaming per capirci.
La proposta del provvidimento legge è partita dal Consiglio dei ministri del 17 Dicembre ma sembra non sia ancora arrivata in discussione alla Camera. Segnalo quelli incriminati e che più mi interessano tra le proposte del Consiglio dei Ministri del 17 Dicembre:

interno: al 31 dicembre 2010 il termine per munirsi della licenza del questore per l’apertura dei cosiddetti “internet points”, limitando gli adempimenti a carico dei gestori (proproga della legge Pisanu?)

2007/65 per il coordinamento di disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative sull’esercizio delle attività televisive (co-proponente il Ministro dello sviluppo economico);

Secondo Repubblica il secondo provvedimento riguardo le attività televisive colpirebbe anche Internet oltre che i produttori italiani ed europei e Sky:

All’articolo 21, il decreto dice che il Garante delle Comunicazioni dovrà scrivere un regolamento sui servizi diffusi in “diretta continua su Internet” anche con la tecnica del livestreaming. Poi, sulla base di questo regolamento, il governo autorizzerà i servizi. Sembra di capire che dovranno ricevere una autorizzazione e l’iscrizione a un registro quei siti che vogliono trasmettere eventi, concerti, sport, manifestazioni in diretta via Internet. Vengono equiparati, dunque, a delle vere e proprie tv.

Letta così sembrerebbe una proposta assurda che limiterebbe l’uso di Internet come strumento per trasmettere in diretta sul Web un qualsiasi tipo di evento. Di nuovo l’obbligo di iscrizione al ROC (e dunque relative tasse), di nuovo la richiesta di autorizzazione per migliaia di servizi che attualmente offrono questa possibilità; penso a Ustream o Livestream ma ce ne sono tanti altri come Qik e Justin.tv.
Come racconta il Guardian, l’Italia con questi provvedimenti va in una direzione opposta a quella intrapresa dall’Unione Europea. Dunque non avrebbero neanche senso perchè “as stated by the European parliament, the internet is a free, neutral space. EU member states should protect this principle.” Il problema è che non ci siamo mai sentiti cittadini europei e del mondo ma ancora tanto e troppo legati alle provincie di questa nostra Italia.