Skype lancia le videochiamate di gruppo fino a 5 utenti

Qualche tempo fa riflettevo sull’insuccesso della videochiamata come strumento di messaggistica soprattutto attraverso Skype: quest’ultimo è corso ai ripari ed ha annunciato una nuova versione Beta di Skype (disponibile a questo link tra qualche ora) con la quale si possono fare videochiamate tra più utenti (fino ad un massimo di 5).

Dunque sarà possibile usare Skype per fare videoconferenze di gruppo (solo tra utenti che hanno la stessa versione di Skype) assiaggiando in anteprima questa funzione che sarà a titolo gratuito solo per un periodo: si tratta di un esperimento prima di offrire la videochiamata multi-utente come servizio premium di Skype con costi che ancora non si conoscono. Per fortuna che le videochiamate tra singoli utenti, dunque one-to-one, resteranno gratuite.

Si prevedono altre novità entro il 2010: secondo te integreranno e spingeranno sempre più su Skyecandy, il chatroulette di Skype? Appena riesco a scaricare la nuova versione pubblico qualche impressione in questo post.

C’era una volta la videochiamata

Qualche tempo fa il Time ha scritto un articolo sull’insuccesso della videochiamata su Skype: solo il 34% delle telefonate usano il video. Ho chiesto ad Emanuele Colli, Online BG Lead di Microsoft, alcuni dati su Windows Live Messenger, che sempre più spesso i media considerano come il principe delle videocall.
In Italia la media giornaliera di chi usa le videochiamate su Windows Live Messenger è del 6% degli utenti (a Gennaio 2010 circa il 6.3%) mentre le chiamate vocali (solo audio) corrispondono al 2.3% degli utenti italiani.

E’ anche vero che il business dei device che promettevano videochiamate ad alta definizione non è mai maturato ed esploso perchè pensiamo a questa tecnologia al massimo ci viene in mente un fei belliffima. Non è detta però l’ultima parola.

Uno dei motivi per i quali Skype ha spinto verso Skyecandy, una sorta di social network che invoglia proprio ad utilizzare la videochiamata come strumento di socializzazione tra persone che non si conoscono ed hanno a malapena un profilo, è proprio quello di rilanciare la videochiamata. E’ proprio quest’ultimo aspetto sta stimolando un processo di vomito delle relazioni sociali, sempre più numerose ed invasive, alla ricerca di identità che non sono collegate in alcun modo con la nostra.
D’altronde il successo mondiale di Chatroulette, un servizio minimale realizzato da un diciassettenne per utenti di ogni età, ha evidenziato una tendenza opposta a quella delle reti sociali piene di profili e preferenze che descrivono anche chi siamo, chi vorremmo essere.

Quando la chat di Facebook aggiungerà la funzione di videochiamata (magari inizialmente o con un certo limite in versione premium) oppure Google Voice e Gizmo saranno uno strumento solo, avremo una svolta in questo mercato?