Google contro i link a pagamento

Oggi Google Italia pubblica un post sui link a pagamento con un ragionamento discutibile considerando il fatto che zio Google ha una posizione predonimante, dunque se non fai come dice puoi giocarti le visite sul tuo sito. Con questo non voglio dire che acquistare e vendere link è cosa buona e giusta anzi da sempre sono convinto del contrario e ne ho scritto più volte.

Vendere link è sempre sbagliato?
No. Quando i link venduti non passano PageRank e quindi non influenzano i motori di ricerca, vanno assolutamente bene. Per esempio, i link a scopo pubblicitario che non passano PageRank e non manipolano i risultati sono perfettamente ok.
I link comprati per generare traffico o per scopi pubblicitari possono essere creati in questi modi:

Aggiungendo un attributo rel=”nofollow” al tag
Implementando un reindirizzamento di questi link a una pagina intermedia che è esclusa dall’indicizzazione attraverso un file robots.txt

1) Google non può dirci come progettare e realizzare i siti web e non bisogna farsi influenzare troppo dalle loro linee guida o avere paura che da tiranno del Web, Google affossi il nostro sito.

2) Provateci voi, spesso per i post di alcuni blog è facile ma: come capire se un link è spontaneo ed a tema oppure è a pagamento? E se pubblicassi un link senza pagare verso un sito a tema ed un mio concorrente segnalasse ripetutamente la cosa a Google? Rischerei di essere bannato, no?
Ed ancora: se un sito che vende link a pagamento mi “linka” a mia insaputa? Sarei bannato automaticamente da Google?

Non mi pare esistano algoritmi che valutino con precisione questi aspetti e probabilmente dovrà esserci sempre un “controllo” umano dietro alla gestione dei contenuti. Con il PageRank Google ha favorito (magari non consapevolmente, cerco di non avere la puzza sotto il naso) un mercato d’asta che ha costruito poi alcuni pilastri che tanti guru chiamano erroneamente SEO.
Se Google ritiene di fare ciò che è più appropriato per fornire risultati di ricerca sempre migliori, chi fornisce informazioni deve avere delle alternative ed una minima possibilità di scegliere i link sui quali puntare e dare la propria fiducia.

Non li potrà mica scegliere sempre Google per noi…