Qual è il futuro dei Musei in Italia?

Credits: http://www.flickr.com/photos/77294564@N00/3665679150/
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I musei in Italia, soprattutto quelli “piccoli”, vengono visti (e in parte molti lo sono) spesso come delle scatole vuote insostenibili, dei veri e propri container ma senza la spinta innovativa che hanno avuto questi contenitori nel trasporto e nel commercio. Lo ricordavano a BTO 2012 nel panel Cosa vuol dire davvero ‘Innovazione’, Mirko Lalli con le sue slide ed i professori Rodolfo Baggio e Carlo Alberto Carnevale Maffè.

Contenitori ricchi di cultura, carenti nella comunicazione e nell’accoglienza perchè considerati (soprattutto dai turisti!) come polverosi e passivi strumenti di conservazione (a che serve la legge che non permette di fare foto!?) (N.d.A. Molti si sono soffermati su questa mia frase. Volevo precisare che proprio perchè conosco la legge Ronchey del 1993 superata dal testo unico di Urbani del 2004 ci tenevo a sottolineare che la teoria dice una cosa, ossia il diritto per motivi di studio, ma viene automaticamente ed inutilmente messa in pratica in un altro modo da Soprintendenze e direttori che dovrebbero solo tutelare il bene e invece si comportano come fosse di loro proprietà negando questo diritto e applicando la legge in modo troppo ristretto e tradizionale, cosa che non avviene in molti musei del mondo) e non di valorizzazione, lontani anni luce dall’idea di Ecomuseo di Hugues de Varine. Ammetto di essermi avvicinato ai musei da professionista del marketing soltanto nell’ultimo anno perchè sto curando un progetto per l’ente Provincia di Caserta (ma non è questo l’oggetto del post).

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