Pausa vacanze ed una riflessione su Telecom Italia

Da oggi questo blog si prende una piccola vacanza e va in ferie, ho bisogno di staccare per qualche giorno da tutto. Tornerò a bloggare dal 21 agosto: nel mentre potete seguire i miei aggiornamenti rapidi e sporadici su Twitter, Instagram e Facebook in ordine d’utilizzo.

Prometto di non rompere nessun con foto o spostamenti vari ma se mi andrà racconterò ciò che vedo e quello che sto facendo.

Ti lascio con uno dei tormentoni di questa estate 2012 e con una riflessione: se per i prossimi anni Telecom Italia non ha alcuna intenzione di spingere e accelerare sulla fibra ottica in tutto il Paese (considerando che siamo già in ritardo) a che serve parlare di startup tech, fare le tappe di Working Capital e mettere su un carrozzone dedicato alle startup se poi queste non avranno le infrastrutture (cioè il pane) adatte per lavorare? E’ una strategia controversa, non ti pare? Bisogna sperare in progetti radicati sul territorio come ULL per i piccoli?

Buone vacanze a chi riesce ad andarci, in questa Italia in crisi ormai sono diventate un lusso.

I social media e Internet tra lavoro e vacanze

Segnalo due post che cercano di rispondere al quesito che si ripropone ogni estate: accendo e mi porto la connessione Internet mobile (insieme al tablet) in vacanza per leggere e lavorare ogni tanto oppure stacco davvero tutto?

Secondo Dino le vacanze ai tempi dei social media portano due tipi di approcci entrambi abbastanza talebani: spegnere tutto, anche il cervello, oppure staccarsi dalla Rete e andare offline. E laddove Facebook è stato in grado di diventare un nuovo media in cui si diffondono le informazioni tenerlo spento o acceso può risultare dannoso o comodo semplicemente a seconda delle esigenze.

Per chi usa durante l’anno spesso e sempre Internet per lavorare questo dubbio diventa invece più profondo tanto da portare ad uno scenario in cui ferie e lavoro inevitabilmente s’intrecciano: la vacanza è lavoro o il lavoro è vacanza si chiede Luca?

Ho sperimentato sulla mia pelle tutte le eventualità: connessione sempre accesa, sempre spenta, cervello spento, lavoro in vacanza, Internet a sprazzi. Quest’ultima si sta rivelando durante questa estate una buona soluzione: usare Internet solo quando se ne ha veramente bisogno (cercare qualcosa) senza avere l’ansia di dover divorare le informazioni che hanno inghiottito anche gli altri per non sentirsi indietro rispetto alla realtà, ai “social media”.

Qualche giorno fa ho provato ad aprire il sito dell’ANSA e il lettore di feed ma dopo aver caricato la pagina al primo “crisi” ho preferito disconnettermi. Non sono i giornali, Internet o il Televideo a renderci felici, tristi ma come sappiamo usare il nostro cervello per sfruttarli.

Cosa significa vendere online durante le vacanze

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Visto che oggi è un giorno festivo e si comincia a sentire l’aria del Natale (che ansia, vero?) ho pensato bene di segnalare questa infografica su cosa significa vendere online durante le vacanze.

Spero consoli molti amici che lavorano nell’ecommerce ma che forse già conoscono queste cose.
Ad ogni modo le persone acquistano su Internet per 4 motivi principali: la convenienza del prezzo in qualsiasi giorno della settimana, la facilità di confronto dei prezzi, le offerte con spedizioni gratuite, evitare la folla da acquisto compulsivo.

Se potessi avere 1000 euro al mese ma non in Italia

Mentre il mio pensiero va all’iniziativa ferragosto in carcere (facciamo che sia metà agosto tutto l’anno?) ecco un servizio del TG2 che parla di favolosi siti web che insegnano a vivere da ricchi con 1000 euro al mese in alcuni Paesi: dal Kenya al Marocco, a Santo Domingo. Se vivete in uno di questi paesi o volete girare qualche link a guide e risorse usate i commenti.

Voglio lasciarvi con questa illusione di “ricchezza” in terre lontane e con il terribile video dei francescani di Assisi che ballano il Waka Waka (il turismo religioso è in crisi?). Vado in vacanza per qualche giorno, stacco connessione e blog.

Ci sentiamo verso fine Agosto. Buone vacanze, ovunque e con chiunque siate.