Ti porto din’t ‘o Quora

Mamma mia, neanche qualche settimana di hype e Quora fa paura a Google e Qualcomm? Dài, siamo seri.

Ogni nuovo social network ha una grossa spinta iniziale e dopo un po’ rallenta (per chi studia la network analysis sarebbe interessante valutare una serie di fattori come tempo, quantità, relazioni). Non bastano i blogger famosi, gli opinion leader, la venuta di VIP (come per Twitter e Facebook), gli articoli dei magazine più famosi. Quora non è Yahoo Answers e viceversa, c’è chi lo usa per aumentare la reputazione (non sarebbe meglio usare LinkedIn Answers o altri sistemi?) o perchè serve veramente a ricevere riposte utili.

C’è sempre chi non si fida dell’hype, del nuovo servizio online del momento: se non è abbastanza robusto finisce per diventare un triste tormentone televisivo. Internet non è la tv, la fanno le persone, le buone idee, le telco.
E invece no: pare che i social network ci rendano meno umani, litigi continui, invidie, soprusi lavorativi, web opera. Dare un’opportunità a Quora, Diaspora e tutti gli altri dimostra apertura mentale, spirito di curiosità, non dedicargli tempo significa fare una scelta.

Sono entrambi comportamenti coraggiosi. L’intelligenza collettiva non è strettamente indispensabile: lo è invece quanto siamo disposti ad accettare di essere ignoranti, di poter prendere e da donare anche online, magari in un servizio che morirà tra 1 mese. Perchè siamo fatti così: in fondo ci affezioniamo, ci portiamo tutto e tutti, chi più chi meno, din’t’o’core.

Ci siamo sbagliati ragazzi: era il 2112

Sul Corriere di ieri c’è un curioso ed intrigante pezzo che farà gola ad Attivissimo e Giacobbo:

La razza umana si estinguerà nel giro dei prossimi cento anni e così pure un sacco di specie animali. A dirlo è nientemeno che Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell’Australian National University,

L’homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni – ha detto Fenner al giornale The Australian – e lo stesso accadrà per molti animali. È una situazione ormai irreversibile e penso sia davvero troppo tardi per porvi rimedio. Non lo manifesto perché la gente sta comunque tentando di fare qualcosa, anche se continua a rimandare.
Di certo, da quando la razza umana è entrata nell’era nota come Antropocene (termine coniato nel 2000 dallo scienziato Paul Crutzen per definire l’era geologica attuale, in cui le attività dell’uomo sono le principali fautrici delle modifiche climatiche, ndr), l’effetto sul pianeta è stato tale da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa.