La diseducazione della politica

Cantanti, comici, attori, gli artisti in generale sono tra i primi comunicatori ma hanno preso il posto dei politici che, invece, sempre più spesso deludono, si allontanano da qualsiasi principio e diseducano. Come nel caso del coro razzista di Salvini nei confronti dei meridionali, una brutta pagina dipinta da un singolo che forse rappresenta una più larga parte adulta e consapevole della società italiana. E questa colpevolezza non sorprende nè in fondo preoccupa perchè siamo abituati alla mediocrità anzi a non fare nulla per distinguerci se non per ambizioni personali.
Ciò che invece deve destare attenzione è la scuola e l’istruzione, perchè il mondo dei bambini e dei giovani sono il presente ed il futuro dell’Italia. Quello che è successo a Treviso ad un bimbo napoletano è un segnale abbastanza grave che deve portare ad idee serie più che a riflessioni:

Lo chiamavano “figlio di camorrista”. Dicevano che “puzzava” perché era “meridionale”. In classe i compagni gli cantavano il coro che l’eurodeputato Matteo Salvini intonava nelle feste di piazza: “Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani”.
Hanno sbeffeggiavano mio figlio per mesi. Dicevano che era un camorrista perchè era nato a Napoli. Lo emarginavano neppure fosse un appestato. Disinfettavano le penne dopo che lui le aveva toccate: dicevano che puzzavano. C’era una situazione per nulla serena e il rendimento di mio figlio ne ha risentito”. A luglio Antonio è stato bocciato, eppure l’anno precedente, in quinta elementare, le maestre erano soddisfatte del suo rendimento scolastico, convinte che avrebbe superato le medie brillantemente.

Per quel bambino “napoletano” sarà un aggettivo dispregiativo, una colpa ed una macchia che lo rendono in qualche modo diverso dagli altri, da una presunta normalità imposta dagli adulti. Solo crescendo capirà che la vita è fatta di stronzi, quelli sì che puzzano davvero.
La politica deve tornare ad essere responsabile di ciò che fa (assumendone i rischi), dare il buon esempio poggiandosi su un qualsiasivoglia principio che sia completamente diverso dall’attuale: nascondere prima ed affondare poi la mano nella pentola di contraddizioni tanto evidenti quanto ridicole. Se questa politica non vuole educare e proporre – perchè non può e non ne è capace – per lo meno non deve diseducare al peggio.