Fantola Sindaco 2.0

rovinare la reputazione di un politico online a volte contribuisce una maldestra PR oltre che un cattivo modo di fare politica. Benvenuti al quinto numero di Trashpolitique, rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva comunicazione online e offline dei politici. Per segnalare casi studio anche positivi inviare una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com

Dal saluto romano alla Lega Nord. Il candidato a sindaco di Cagliari, Massimo Fantola (63 anni, ex Dc e una vita in Parlamento), non si fa mancare nulla.

E lo dimostra il video sopra caricato su YouTube e pubblicato come intro al suo “obamiano” e coloratissimo sito web: basta la musica da massaggiatore (la famosa Now We Are Free de Il Gladiatore, avranno pagato la SIAE?) come soundtrack per entrare nell’olimpo dei politici dediti al Trashpolitique, arte ormai sempre più diffusa in questa nostra Italia.
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Letizia Moratti 1.0 – Trashpolitique vol. III

rovinare la reputazione di un politico online a volte contribuisce una maldestra PR oltre che un cattivo modo di fare politica. Benvenuti al terzo numero di Trashpolitique, rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva comunicazione online e offline dei politici. Per segnalare casi studio anche positivi inviare una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com

Questo episodio è fin troppo facile. Sto parlando del mondo di Letizia Moratti, una imbarazzante sezione del sito web dell’attuale sindaco di Milano. Del sito se ne è occupata l’azienda di Marco Camisani Calzolari e conoscendolo un po’ credo che abbia voluto giocare un po’ su realizzando questa pagina, quasi fosse stata progettata veramente dalla Moratti in persona.

Ci sono tante chicche nel sito e su tutta la comunicazione della Moratti (vogliamo parlare di Red Ronnie che cura il canale YouTube di Milano?) dunque non vado avanti nell’analisi. Ricordiamola così Letizia mentre balla il Waka Waka:

Via [Friendfeed]

Mara-mao perchè ti sposi?

Questo video si trova sul blog di Mara Carfagna, uno di quei politici che ho definito “acchiappavoti“. A me dei fatti privati di Mara non interessa proprio nulla: e però lei si sente di smentire a fine filmato il gossip che la vedrebbe flirtare con Italo Bocchino.

Di quel battito di ciglia sulla frase “Marco Mezzaroma, che è l’unica persona che amo dal 2008” il Dr. Cal Lightman forse avrebbe qualcosa da dire ma non importa: il video finisce dritto dritto nella rubrica Trashpolitique.

Impariamo ad amarla come loro – Trashpolitique vol. II

rovinare la reputazione di un politico online a volte contribuisce una maldestra PR oltre che un cattivo modo di fare politica. Benvenuti al secondo numero di Trashpolitique, rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva comunicazione online e offline dei politici. Per segnalare casi studio anche positivi inviare una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com

Giorgio Magliocca era il sindaco del Pdl di Pignataro Maggiore, un comune dell’alto casertano, zona molto delicata e abbandonata nei decenni dalle istituzioni e senza mai una vera politica di sviluppo. Magliocca ha rassegnato le dimissioni in seguito alla pesante accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che l’ha portato all’arresto.

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E la Trota twittò – Trashpolitique vol. I

 

rovinare la reputazione di un politico online a volte contribuisce una maldestra PR oltre che un cattivo modo di fare politica. Benvenuti al primo numero di Trashpolitique, rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva comunicazione online e offline dei politici. Per segnalare casi studio anche positivi inviare una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com

Il sito di Renzo Bossi è basato su WordPress ma non si tratta di un vero e proprio blog in quanto i post evidentemente non sono scritti dal Trota ma sembrano più una rassegna stampa che lo riguarda.

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Trash politique 2.0

L’avevo promesso: d’ora in poi tutta l’immondizia politica che si snoda attraverso i social network e che viene abbandonata il giorno dopo il risultato elettorale prenderà questo nome. Come segnala laDemocrazia la maggior parte dei candidati è scomparsa da Twitter mentre anche su Facebook non è andata diversamente tra pagine fan e profili.

Insomma la Rete viene ancora vista dai candidati come puro strumento di informazione e propoganda, un po’ come sta accadendo con la strategia di Berlusconi su Facebook.
La colpa di questo atteggiamento è sia delle agenzie di comunicazione che curano le campagne elettorali (d’altronde finiti i soldi del mese elettorale poco possono fare) che dei politici i quali troppo spesso demandano e non comprendono l’utilità di Internet come luogo di dialogo, discussione ed opportunità, certi di poter convincere facilmente chi abita la Rete. Possibile non sappiano che il cittadino digitale è tra i più critici ed esigenti?

Se vuoi segnalare un esempio di “trash politique 2.0″ segno dell’incuria e dell’abbandono digitale da parte di un politico puoi inviarmi una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com