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Rubrica semi-seria e occasionale sulla cattiva e positiva comunicazione online e offline dei politici.

Sali e Tabacci

Questo è il nuovo logo con il quale Bruno Tabacci si candida per le primarie che come dice su Twitter: “non sono una conta ma un modo per aprire il ventaglio delle diversità“.

Dall’UDC all’Api (dove c’è anche Rutelli, per capirci), assessore con Pisapia, è difficile collocare politici come Tabacci che stanno al centro ma per ambire a una poltrona in più sono in grado anche di sfidare lo sfigato centro-sinistra e candidarsi per le primarie del PD.

Mancano solo Boeri e Montezemolo alle candidature. La politica italiana è quasi morta, ferma e senza alternative: non credo saranno i Sali e Tabacci a farla rinvenire.

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Il porno nella Politica: votare NON è un piacere

Silvio Berlusconi ha portato l’uso dell’eros nella politica italiana come mezzo per sfruttare il corpo delle donne: in questo modo ha aperto le danze per l’arrivo delle pornostar in politica.

Sto seguendo davvero con scarso interesse le amministrative 2012 perchè mi sembrano tra le più Trashpolitique degli ultimi anni: Milly D’Abbraccio che prima rinuncia a candidarsi a Monza (dove voleva invece candidarsi Ilona Staller) e poi si candida a sindaco di Torre del Greco per poi smentire per “troppi impegni di lavoro”, le porno primarie di Taranto con l’invito di andare al mare da parte della pornostar polacca Amandha Fox (sul cui nome d’arte si è giocato non poco) invece che votare, il tronista Giovanni Conversano che mette il suo numero di cellulare sui manifesti e si candidata a Lecce nelle liste dell’UDC, Francesco D’Eri candidato al consiglio comunale con Mario Cito (il figlio di Giancarlo Cito, l’ex sindaco di Taranto attualmente in carcere per tangenti) ha fatto parlare per il suo spot “Votare è un piacere” dove viene mostrato l’orgasmo di una elettrice riprendendo pari pari il video per le elezioni spagnole del Novembre 2010 del partito Juventud socialista de Cataluna che vedi qui sotto.

Sarà per questo che in molte liste manca la trasparenza sui candidati? Sarà che Tarantini è pugliese ma perchè soprattutto in Puglia è scoppiata questa mania di far entrare VIP, escort, pornostar e affini in politica sfruttandola come vetrina pubblicitaria per coltivare i propri interessi e scopi? La politica è una cosa seria e votare in una Italia messa così non è per niente un piacere.

[UPDATE]
– Mi ero perso sempre in Puglia il candidato che vince su tutti: Pinuccio Lo Vero

Aggiungi una bimba a tavola

La foto dell’eurodeputato del PDL Licia Ronzulli mentre vota insieme a sua figlia è finita fin sul Wall Street Journal. A prima vista può sembrare una bella immagine, carina, divertente e addirittura simbolo di civiltà perchè probabilmente nel Parlamento italiano una cosa del genere sarebbe impossibile.

Poi sono andato a vedere sul sito della Ronzulli ed ho trovato un video in cui prende la parola con la bimba di fianco pretendendo che in aula ci sia silenzio; chissà forse era la stessa sessione di lavoro ma pare non sia la prima volta.
E mi viene il dubbio che sia un modo per farsi pubblicità, che se le mamme italiane che lavorano tutto il giorno potessero probabilmente anche loro (ma forse assolutamente no) porterebbero i propri figli sul luogo di lavoro, anche in quelle aziende che se ne fregano di fare l’asilo nido interno. E invece non lo fanno e si fanno in quattro.

Quand’è che abbiamo cominciato a spettacolarizzare la politica in maniera così squallida?

Political Digital Academy

Foto: http://ilgloriosocamerata.tumblr.com/

Mentre Obama realizza il truth team, il team della verità, oggi il segretario del PDL Angelino Alfano presenta la Political Digital Academy che dovrebbe essere una “iniziativa permanente per la formazione, informazione e sensibilizzazione sulle opportunità offerte dalla Rete, rivolta ai deputati, ai sostenitori e più in generale a tutti coloro che si riconoscono nei valori del partito. L’iniziativa prevede sia una serie di incontri sia la distribuzione online di materiale utile ad approfondire gli scenari e gli aspetti tecnici della comunicazione politica online“.

Se la memoria mi aiuta ricordo una cosa del genere da parte di un gruppo di parlamentari espressione di più forze politiche riunite sotto “l’integruppo parlamentare 2.0“. Era il 2009: quante volte si sono visti e quanti incontri sono stati di formazione? Hanno imparato veramente qualcosa i politici che hanno poi legiferato con ridicole e restrittive misure tese a imbavagliare la Rete che hanno fatto ridere tutto il mondo?

Dopo anni di Governo, dopo aver sbandierato la creazione di posti di lavoro, ora che non sono più al timone di questo Paese cominciano a parlare di economia digitale e di una Silicon Valley italiana. Ma cos’hanno fatto per le startup? Nulla.

Evidentemente la campagna elettorale è già cominciata, diffidare sempre di chi fa proclami: abbiamo dovuto aspettare Monti per cominciare a leggere qualcosa sull’Agenda Digitale e avere uno schifo di SRL semplificata (che pure serve a poco): nonostante al Governo ci fosse l’imprenditore Berlusconi non ha fatto nulla per riformare il diritto societario (se non con norme quali l’assurda abolizione del falso in bilancio e altre porcherie) e lo sviluppo dell’Italia. Contatemi quanti posti di lavoro ha creato ed agevolato per aziende non sue; per questo parlare di Digital Academy ora fa un po’ sorridere e riempire il sito di Alfano con sue foto mentre gioca con l’iPad non serve a niente.

Il PDL intende rimodernarsi perchè aveva un leader antico che a malapena riusciva a scrivere gli SMS e ora ce ne è uno che forse è in grado di usare un tablet: davvero credete che questo cambiamento sia più decisivo ora della creazione di un programma politico serio, articolato e condiviso? Partecipare a una conversazione sui social media senza aver deciso prima e in maniera ponderata i contenuti non è completamente inutile se non deleterio?

In Italia, dove è più facile aprire un partito che una azienda, ci vorrebbe ben altro che una accademia che istruisca i politici sul digitale, su come comunicare al meglio se non hanno niente da dire.

I cinegiornali di Alemanno

Dal Puttan Tour alle uova di Pasqua non è la prima volta che mi tocca parlare di Gianni Almanno. Ora che l’avete visto tutti l’alpino Alemanno che comanda le ruspe nei suoi cinegiornali sulla neve di Roma che sta pubblicando sul suo profilo YouTube, forse mi darete ragione che si tratta di Trashpolitique allo stato puro.

Questo di sotto invece fu realizzato da alcuni ragazzi nella nevicata di 2 anni fa. Avevano già capito tutto sul podestà Alemanno.