Trash politique 2.0

L’avevo promesso: d’ora in poi tutta l’immondizia politica che si snoda attraverso i social network e che viene abbandonata il giorno dopo il risultato elettorale prenderà questo nome. Come segnala laDemocrazia la maggior parte dei candidati è scomparsa da Twitter mentre anche su Facebook non è andata diversamente tra pagine fan e profili.

Insomma la Rete viene ancora vista dai candidati come puro strumento di informazione e propoganda, un po’ come sta accadendo con la strategia di Berlusconi su Facebook.
La colpa di questo atteggiamento è sia delle agenzie di comunicazione che curano le campagne elettorali (d’altronde finiti i soldi del mese elettorale poco possono fare) che dei politici i quali troppo spesso demandano e non comprendono l’utilità di Internet come luogo di dialogo, discussione ed opportunità, certi di poter convincere facilmente chi abita la Rete. Possibile non sappiano che il cittadino digitale è tra i più critici ed esigenti?

Se vuoi segnalare un esempio di “trash politique 2.0” segno dell’incuria e dell’abbandono digitale da parte di un politico puoi inviarmi una email a: trashpolitique@dariosalvelli.com