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La tv dei tablet (e viceversa)

Non seguo molto la tv ma mi sono accorto che nella nuova stagione televisiva italiana è tutto un fiorire di iPad e tablet: i conduttori abbandonano le vecchie cartelline per fare tap e leggere i copioni sui dispositivi elettronici. Dalla televisione pubblica a quella satellitare il baluardo della rassegna stampa a mezzo touch screen è ormai caduto.

Per chi suona il tablet: il numero di iPad in tv può rappresentare lo specchio di un Paese moderno? Probabilmente no. Però può essere se non altro il segno di un cambiamento di questo media e della sua convergenza.
Non so se la realtà che aveva immaginato Kubrick fosse simile a quella che ci apprestiamo a “tappare” con le nostre dita ma forse ci fornisce la sensazione di avere a portata di mano degli strumenti per costruirla anche nelle piccole cose, nei dettagli. A personalizzare qualsiasi nostra esigenza o a illuderci che basti sfiorare una superficie per renderci felici protagnisti di uno show.

IKEA cambierà il modo di costruire la sua libreria Billy per adattarla agli e-reader ed ai tablet. Se lo spazio e il tempo cambiano, qual è la nuova dimensione della tv?

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Televisione di regime

Mentre in Giappone dopo il tragico terremoto si ricostruisce una autostrada in 6 giorni qui in Italia si assumono degli attori per andare a dire delle balle in televisione sul miracolo italiano de l’Aquila. Non è disgustoso?

Via [Il Fatto Quotidiano]

[AGGIORNAMENTO]

– Purtroppo hanno rimosso il video. Per chi lo volesse vedere è qui.

– La signora Marina, la finta Aquilana, si è scusata accampando scuse: “non pensavo di scatenare una cosa del genere”. E questa sotto è stata la risposta di Rita Dalla Chiesa:

Wi-Fi libero da domani e YouTube diventa una tv?

Non ci credo che da domani il wi-fi sarà libero in Italia. Probabilmente dalle limitazioni della legge Pisanu, non dall’ignoranza di alcuni politici.

L’altro regalo di capodanno arriva dall’Agcom che equipara YouTube ad una televisione affibiandogli la responsabilità editoriale dei contenuti generati e prodotti dagli utenti e favorendo così Mediaset nel processo contro Google.

Speriamo che il 2011 sia un anno più digitale, democratico e innovativo per il nostro Paese.

[UPDATE 2 Gennaio]

– Per fortuna che interviene Stefano a precisare le delibere di Agcom su YouTube.

Le migliori web tv in Italia

Le web tv in Italia rischiano regolamentazioni e tasse che ne mettono in pericolo il futuro ma questo forse già lo sapete. In attesa dell’incontro di Lunedì 29 Novembre “Diritti e regole” al quale parteciperanno Stefano Rodotà, Arturo Di Corinto, Alessandro Gilioli e Guido Scorza che andrà in diretta su AltraTV, volevo invitarvi a dare un’occhiata alla mappa delle micro tv italiane. Continua a leggere

Pietro Taricone

Qualche giornale l’ha dato già morto ore prima: questa ansia di tirare fuori e rispolverare i coccodrilli è davvero digustosa tanto quanto l’esagerata sovraesposizione della morte di Taricone sui media. Dieci anni fa, lo stesso giorno, moriva Vittorio Gassman mentre pochi giorni fa è morto Aldo Giuffrè, la voce che nel 1945 disse agli italiani che la guerra era finita.

C’è rimasta per fortuna la capacità di fermarci a riflettere e stupirci davanti alla morte e molte volte nemmeno questo: ho letto e sentito molti amici sinceramente dispiaciuti per la dipartita di Taricone e lo sono anche io, non fraintendete.
Qualche anno fa quando frequentavo l’Istituto Industriale mi capitava, nel tragitto verso casa, di incontrare Taricone sulla sua moto, una delle tante, una Ducati di colore giallo se ricordo bene: lo vedevo entrare spavaldo nella palestra dove si allenava, un James Dean de noantri con la mamma insegnante di liceo. Lo riconobbi solo anni dopo in tv quando era ormai diventato “Pietro Taricone” e la piazza della città si riempì perchè il Garibaldi del nostro 1984 era ritornato vincitore.

E chissà quanti salirono su quel carro. Si potranno dire tante cose su Taricone: che fosse un rozzo ciociaro trapiantato in terra di lavoro, un normale ragazzo della generazione Grande Fratello finito per caso nel magico mondo dello spettacolo o meglio ancora dello show business, che fosse un incosciente perchè padre di una bambina piccolae e con un hobby pericoloso. Il partito dei “se l’è cercata” in questi casi è quello più frequentato.
Non credo che Taricone fosse un bravo attore però si era dato da fare, dopo le prezzolate e vuote serate in discoteca a guadagnare quattrini per fare presenza aveva finito i soldi e si era messo a studiare recitazione, si era sposato con una modella, aveva coronato il sogno del ragazzo di provincia comprando una casa a Trastevere. Aveva, come lo abbiamo tutti noi, un modo di vedere e vivere la vita tutto suo che va rispettato.

Sophie, se tra qualche anno cercando su Google arriverai a questo post sappi che l’ho scritto con le migliore intenzioni senza giudicare tuo padre che in fondo non ho mai conosciuto.

Sono preoccupato invece per tutti quegli italiani che si stupiscono ormai solo della morte, l’unico ed ultimo sentimento in grado di suscitare sdegno e sgomento in questo Paese. Forse perchè le origini di questa Italia sono tutte in quel Malarazza di Domenico Modugno, canto siciliano scritto da un poeta e dedicato ai poveri cristi.
Cominciare ad essere come “O’Guerriero”. Basta lamentarsi, basta continuare ad inchiodare poveri cristi.