Ma cos’è questa crisi (nelle tlc)?

Terminata l’inutile onda di silenzio si torna a parlare dei problemi italiani. Quasi fossero i saldi di stagione stanno per arrivare i primi grandi sacrifici indispensabili che colpiranno chi in questo periodo non può e non riesce ad inventarsi un nuovo lavoro. Non ci sono solo i lavoratori di Pomigliano.

Tra questi penso ai 3700 licenziamenti di Telecom su 6280 esuberi: fa specie leggere un numero del genere e poi parlare di banda larga, di investimenti nelle reti di nuova generazione, vero?
Un settore strategico come quelle delle telecomunicazioni andrebbe più che difeso incentivato ed invece niente, nessuna proposta sul tavolo se non le solite negoziazioni (necessarie per carità ma non sufficienti) con i sindacati.

Due anni fa per le soluzioni anti crisi il Governo si inventò la social card e l’aumento dell’IVA di Sky. Da allora in poi il vuoto.
Nessun disegno per strutturare il mercato del lavoro in Italia o favorire il merito e le aziende virtuose, assistere e guidare i precari, alimentare la sinergia tra università e lavoro.

Avevo proposto di realizzare un wiki per tutte le aziende che sono in crisi. Se hai ancora voglia l’idea purtroppo è ancora valida.

L’anno del mobile? Destinati a navigare con dolore…

Se vuoi vendere più deodoranti devi andare in Cina” Perchè ci sono più ascelle: così dicono in Inghilterra ha raccontato Carolina Milanesi di Gartner in uno speech di qualche tempo fa mostrando le possibilità del mobile advertising, la pubblicità via cellulare e smartphone.

In Usa gli acquisti via mobile nel 2010 sono raddoppiati e tutti vogliono diventare leader del mobile search: insomma l’innovazione nel settore delle reti mobile cambierà anche il modo di usare i PC.

Parafrasando la frase di inizio post: “Se vuoi vendere più internet key devi andare in Italia“. E’ ciò che sta accadendo da più di 1 anno a questa parte: le connessioni internet mobile sono raddoppiate e crescono contrariamente alla velocità di connessione che gli operatori attualmente garantiscono.
Ne parla Alessandro Longo nell’articolo “E tu navigherai con dolore“: la velocità media reale delle connessioni è di 1,1 Mbps (Megabit per secondo). La più veloce, Vodafone, è sui 2 Mbps, seguita da Tim attorno a 1,95 e da Wind a 1,5.

Non è anche questo un digital divide? A quanto pare quindi il quadro non è confortante, gli operatori spendono poco per la qualità della Rete, fanno quel che possono: se hai una chiavetta e vuoi navigare velocemente devi essere uno dei pochi nella tua zona, altrimenti la rete collassa molto facilmente.
E la politica italiana, come ha già dimostrato diverse volte il ministro Romani che non ha intenzione di liberare le frequenze a favore del broadband, va nella direzione opposta: quella della televisione.

Parlare di iPad, applicazioni web e via mobile in Italia dunque sembra ancora futuristico.