La solitudine dell’ingegnere

La fiducia di molti miei amici nel trovare lavoro è logorata, in certi casi persa. La fiducia dei Governi anche quando non c’è viene salvata da leggi elettorali, favori, alleanze e numeretti magici.
E non c’è da prendersela neanche più con i media se questi titoli non sono in prima magina perchè dovrebbero far discutere, portare a riflessioni serie e soluzioni di sistema.

Non si possono giustificare gesti del genere ma non è possibile neanche giustificare il precariato, la flessibilità. L’articolo 1 della Costituzione è diventato per lo più uno slogan, basta andare in giro a cercare lavoro per assistere a dignità calpestate, compromessi impossibili.
Se siamo incapaci da anni di far partire in Campania un ciclo di rifiuti vero e al passo con i tempi allora non venirmi a parlare di ICT, innovazione, startup.

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Vuoi sapere cosa faccio io? Sono diventato un piccolissimo centro di collocamento o d’impiego come lo chiamano ora: giro a manetta i Curriculum Vitae degli amici o delle persone che conosco quando vedo un annuncio di lavoro, un concorso, un bando, una soffiata avuta da un contatto, scrivo agli amici di LinkedIN, Facebook, dove mi capita. E lo faccio senza nulla in cambio, senza alcun spirito caritatevole. Se hai un’idea migliore non me la dire: mettila in pratica.

Notizie che lo sono

Non per rovinarvi la gita fuori porta ma ci sono notizie che certe volte non finiscono sui giornali mentre altre vengono raccontate solo per puro clamore o diventano piagnistei in onda su “La vita in diretta” o qualche altra pietosa trasmissione nazionalpopolare :

Giacomo era un panettiere professionista ed esperto e per 25 anni aveva lavorato nello stesso panificio con un regolare contratto di lavoro. Poi il panificio è stato venduto e il nuovo proprietario lo ha tenuto per tre anni in nero, licenziandolo quando aveva capito che era più facile e redditizio sfruttare lavoratori giovani e stranieri.
Il principale gli ha comunicato che era troppo vecchio e non serviva più, quindi cinque mesi fa lo ha licenziato. Giacomo Rossetti, panettiere romano di 60 anni con moglie e due figli, non ha retto la situazione e si è tolto la vita.