Dopo i giornali, tagli anche nella pubblica amministrazione: 300 mila occupati in meno

Dopo la crisi dei giornali in Italia entro il 2013 ci saranno 300 mila posti di lavoro in meno nella pubblica amministrazione o meglio una riduzione dell’occupazione. Voglio vedere con che coraggio Brunetta si geolocalizzerà negli uffici della PA.

E poi sapere che siamo ancora fermi all’eterna lotta tra scuola pubblica e privata su ragionamenti stupidi di chi costi di più allo stato dimenticandosi dell’articolo 33 secondo il quale “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” a me fa di una tristezza unica.

Insomma taglia di qui, taglia di lì, cosa resta di questo Governo Berlusconi me lo sapete spiegare? Forse il Bunga Bunga, il prossimo ballo dell’estate…

In un Paese normale

Resto indifferente quando dicono questa frase usando la parola “normale” come se ci fosse un metro di giudizio preciso: tutti gli altri sono popoli normali in nazioni anormali, aliene, dove succedono cose strane e lontanissime da noi perchè qui ce le sogniamo.

Per cominciare a usarlo – se davvero si vuole – l’aggettivo “normale” bisogna darne una definizione. Possiamo cominciare da oggi: in un Paese “normale” si parlerebbe più della vittoria dell’Inter in Champions League o di quel 23 Maggio di 18 anni fa?

Giovanni Falcone muore nella comunemente detta strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Stava tornando, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio partito dall’aeroporto di Ciampino intorno alle 16:45 arriva a Punta Raisi dopo un viaggio di 53 minuti. Lo attendono quattro autovetture tre Fiat Croma, gruppo di scorta sotto comando del capo della squadra mobile della Polizia di Stato, Arnaldo La Barbera.
Ale ore 17:58, presso il Km.5 della A29, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina.

Corsi e ricorsi

A Roma, in via Gradoli 96, trent’anni fa era prigioniero Aldo Moro, ma le forze dell’ordine furono capaci di non trovare nulla. Nel 2009 i carabinieri beccano nello stesso palazzo il governatore del Lazio con un trans. Seguono ricatti da parte di 4 carabinieri e accuse di corruzione all’uomo politico. In 30 anni un solo risultato: la vergogna di chiunque, in italia, si professi servitore dello Stato.

Via [Fausto su Facebook]

[UPDATE]

– Sintetizza tutto molto meglio di me, Dirittoallacritica.