Il Paese del taglia e cuci

Avevo proposto di organizzare una giornata per il teatro il 27 marzo ma nessuno ha risposto alla mia lettera, d’altronde questo è un blog personale chi vuoi che lo legga? Ho capito che non serve tanto rivolgersi ad attori, registi, teatranti: sono tanti, difficilmente raggiungibili e spesse volte disuniti, persi nei loro lavori e in giro per l’Italia ed il mondo.

E allora mi rivolgo agli italiani, gli spettatori, da quelli abituè a quelli che vorranno fare da pubblico in futuro: sono arrivati altri tagli alla cultura, 27 milioni bloccati dei 258 milioni di euro del fondo Fus. State vicini agli operai sempre ma anche a chi lavora nel mondo della cultura.

C’è una cosa che non ho capito: in cosa vuole investire l’Italia con tagli di qui, di là, alcuni necessari ma tutti sempre drammatici. Sul nucleare ad esempio tagliando le rinnovabili completamente? Non è solo l’Italia del Bunga Bunga ma dell’approssimativa politica, quella del taglia e cuci: fai un provvedimento tanto per vedere come la prendono le parti in causa e poi provvedi ai correttivi dando contenini agli uni e agli altri. Alla fine c’è sempre qualcuno che è scontento perchè così lo sguardo finisce sempre sul dito e non sulla luna. E se ricami sempre un Paese non cresce mai.

La cosa più divertente di oggi? Che è online il nuovo sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

La giornata mondiale del Teatro

Oggi è la giornata mondiale del teatro e per la prima volta si festeggia anche in Italia (programma dei teatri in file .PDF) con diverse iniziative anche a scuola.
E’ un primo segnale di sensibilità nei confronti di un settore troppo vituperato e maltrattato quindi bisogna prenderlo con le pinze ma potrebbe anche essere una occasione per puntare i riflettori sulla cultura low cost, sullo stato d’abbandono di scuole come la Paolo Grassi, sul continuo taglio dei fondi destinati al teatro (spesa che viene decurtata prima a livello centrale ed in seconda battuta in quello regionale).

Amo il teatro, lo vivo sia da spettatore che da attore, lo uso per capire meglio le mie emozioni, “come sono fatto”, perchè voglio comunicare qualcosa agli altri. Il teatro è una bella terapia per chi è ammalato di solitudine e depressione: se ti ritrovi solo in una nuova città o con pochi amici vai al primo teatro che trovi e goditi uno spettacolo, saprà sicuramente coccolarti e farti compagnia.
Auguri a tutti i teatranti ed agli attori, continuate così a resistere. Sono le persone più determinate e passionali che abbia mai conosciuto. I love teatro.

Brunetta: il nuovo capocomico del bagaglino

“Ti dico Sandro, di chiudere quel rubinetto del FUS ( Fondo Unico dello Spettacolo, già sottoposto a feroci tagli da parte del governo, n.d.r ) , facciamolo al più presto”.

A seguito di queste dichiarazioni tristissime e populise fatte da Brunetta (e dirette evidentemente a Michele Placido) mi risulta difficile – con tutta l’attuale inadeguata e strampalata classe politica di destra e sinistra – pensare di difendere la Paolo Grassi o più semplicemente la cultura e l’arte nel nostro Paese. L’attacco più grave di Brunetta (che prendo seriamente solo perchè fa parte di questo Governo) è rivolto al Fondo Unico per lo spettacolo, il sostegno finanziario dello Stato a favore di ogni singolo settore dello spettacolo che viene stabilito ogni anno con la legge finanziaria.
Leggendo dal sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali l’ultima relazione datata 2007 (file. PDF) si evince che dalla sua istituzione nel 1985 già nel 2007 si registrava una riduzione del Fus pari al 43,7%: attualmente si è passati dai 441.299.000 euro del 2007 ai 397.081.049 euro per il 2009 decisi nel decreto di Febbraio (file .PDF).

Dal 1985 ad oggi il Fondo per lo Spettacolo ha avuto un solo periodo di maggiore stabilità: gli anni 1995-2001. Chi governava in Italia in quel periodo?