Soldi, soldi, solo soldi: chi se ne frega della democrazia?

Una parola sola: soldi. Non importa neanche più tanto di chi siano, a chi vadano, da dove vengano. D’altronde non mi stupisce: tra i post più letti di questo blog c’è quello sugli stipendi della Pubblica Amministrazione.
Da SpiderTruman, il fantomatico precario che dopo ben 14 anni di lavoro ha deciso di svelare i Segreti di Montecitorio a Formigoni (alias George Clooney) che in diretta tv dal suo yacht parla della manovra, dei tagli.

La democrazia ed il merito si comprano con i soldi? Il lavoro lo si acquista al supermercato? Lavorare 15 ore alla settimana come fanno i deputati non è un delitto più che calcolare fino all’ultimo centesimo quanto guadagnano? Lotta agli sprechi, si, sacrosanta lotta. Ma lotta anche a questo modo pruriginoso di vivere e guardare qualsiasi cosa ci passi sotto il naso con gli occhi di zio Paperone: se non ci fossero gli altri, quelli che pensano sempre e solo al denaro perchè “si lavora e s’avanza per la fica e per la panza“, i soldi non conterebbero proprio nulla. La bella vita dei poveracci.

I supermercati più convenienti in Italia

Quanto si risparmia in ogni città? Clicca sull’immagine per ingrandirla

Andiamo tutti a fare la spesa all’Iper? Ehi, dopo questa indagine sarei curioso di sapere come ne escono i brand delle catene dei supermarket più cari.

Altroconsumo non è la Bibbia ma chissà cosa si inventeranno i guru del marketing…

Altroconsumo pubblica la classifica di supermercati e ipermercati dove conviene fare la spesa.
L’insegna che ottiene il risultato migliore in assoluto è Iper mentre la seconda posizione nella classifica generale (ad un solo punto di distanza) spetta a Esselunga, una catena molto presente nel Centro-Nord e che per anni ha meritato il primo posto nella graduatoria di Altroconsumo.
A quota 102 a pari merito si posizionano: Alì (una catena locale veneta), Bennet, Il Gigante (presenti soprattutto nelle regioni settentrionali), Auchan e Panorama. Al quarto posto a pari merito (103) troviamo Ipercoop e Leclerc, mentre raggiungono quota 104 Carrefour, Emisfero, Famila, Interspar, Dok, Pam e Ipersimply. Maglia nera, infine, per Standa/Billa.

Altroconsumo assegna l’indice 100 alla catena che si è rivelata la più conveniente. Gli altri indici sono assegnati in modo proporzionale, per cui un indice 105 vuol dire che i prezzi sono più cari del 5%.
Le città dove la concorrenza risulta più agguerrita sono Verona, Firenze, Treviso, Pisa, Padova e Arezzo. In queste località si trovano i prezzi più bassi e più interessanti per i consumatori.

Via [Roberto La Pira/Il fatto alimentare]