Srl facile ed alla portata di tutti: una battaglia da sostenere e divulgare

Ho letto le lettere aperte di questi giorni: quella agli investitori di startup ed agli imprenditori italiani. In entrambi si nota quella voglia di cambiare l’Italia che non è politica ma sostanziale, qualcosa della quale parla anche Fabrizio Capobianco.

E non credo siano lettere e intenzioni per autoploclamarsi o farsi belli in pubblico. Penso che da questi spunti debbano nascere azioni concrete supportate da un movimento d’opinione comune a tutti, non solo a chi vuole fare impresa ma anche a chi ci vuole lavorare. Perchè l’unico modo per cominciare a cambiare è fare bene il proprio lavoro cercando di migliorarsi.

Chi vuole aprire oggi una propria società in Italia, perchè ha un’idea o desidera un lavoro “migliore”, è assalito da difficoltà burocratiche ed economiche. E non basta neanche che sia più facile aprire una società attraverso il Registro Imprese usando
“semplicemente” il sito web.

La prima causa che la stessa Confindustria dovrebbe sostenere è l’idea di una Srl alla portata di tutti di David Welton. Il perchè è – appunto – facile:

In Italia, creare una SrL costa migliaia di Euro, senza contare il capitale sociale, che deve essere di almeno 10000 Euro. Per un paio di ragazzi con un’idea innovativa e poco altro, non sono pochi soldi. Con alcuni computer e un server situato da qualche parte nel mondo, i due ragazzi citati sopra potrebbero fare un sito web di successo, o creare un software rivoluzionario.

Nel Regno Unito, il costo di una “Ltd” (Limited) varia da 25 sterline per un pacchetto base, a 250 sterline ‘tutto compreso’. Negli Stati Uniti, creare una “LLC” (Limited Liability Company), costa dai 50 ai 500 dollari a secondo dello stato in questione, ed è possibile fare tutto tramite un sito web in molti casi.

Lascio a giuristi ed economisti un commento competente sull’eventualità di una Società a responsabilità limitata più diffusa in Italia e di facile accesso per i giovani. Io credo che ogni blog italiano, di qualunque argomento parli, debba sostenere questa iniziativa anche solo inserendo il banner che trovate sul sito Srl Facile.

Perchè non facciamo che questa idea arrivi su Facebook, in Confindustria e in qualche emendamento?

Storie di italiani brava gente. Davvero!

Andrea Vascellari parla al WBF 2009

Non ci sono solo corruttori in Italia, ci sono anche giovani (studenti, ricercatori, operai) che sabato andranno alla manifestazione del NO Berlusconi Day, espressione legittima di molti italiani.
Ai piagnistei di certi ex dirigenti (che poco hanno fatto nel cambiare le cose se non pubblicare libri che in qualche modo “favorivano” proprio quei metodi che si contestano nel sistema Italia) hanno risposto puntualmente anche giovani come Benedetta Tobagi.

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Quant’è bello il laureato, che si fugge tuttavia

La lettera su Repubblica di Pier Luigi Celli, attuale direttore generale della LUISS di Roma (un’università privata), è senz’altro amara e piena di realismo e cose giuste, per carità. Così come è sacrosanta la preoccupazione di un padre che non vorrebbe mai che il proprio figlio soffrisse.
Sarebbe facile saltare nella lotta tra pubblico e privato ricordando che Celli si occupa di un’università privata, dove la retta annuale costa sui 7 mila euro se non di più. Se c’è una sola cosa che forse l’università statale dovrebbe invidiare a quelle private come la LUISS è la capacità di interfacciarsi con il mondo del lavoro, stringere rapporti solidi e costanti con le aziende, avere dei programmi moderni in infrastrutture non degradate. Se non ci riesce la società italiana almeno l’università statale offre a tutti le stesse opportunità?

C’è una cosa della quale sono veramente stanco ed è la rassegnazione dei cervelli in fuga, di chi smette di lottare perchè non ne può più, di chi non morde e sbaglia nel non chiedere ad alta voce i propri diritti anche in una società dove non c’è giustizia. Perchè ora può sembrare più facile fare armi e bagagli in cerca d’avventura all’estero, in nazioni che ci sembrano così civili ma che non sono poi così diverse dalla nostra.
Se solo volessimo più bene a questa nostra Italia e soprattutto a noi stessi, alla nostra coerenza e dignità, cercheremmo di tirare avanti il più possibile i nostri valori come fanno ogni giorno migliaia di studenti, operai, ingegneri, ricercatori. Non è demagogia, è un’altra parte di realtà alla quale dovremmo guardare più spesso. Senza piagnistei, senza lettere strappalacrime.