Il paradosso del Press Divide

Secondo l’ottavo Rapporto Censis sulla Comunicazione sono cinque i social network più popolari in Italia: Facebook, conosciuto dal 61,6% degli italiani, YouTube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e MySpace (31,8%). Le percentuali raggiungono valori ancora più elevati tra i giovani di 14-29 anni. Secondo voi Msn Messenger è un social network?

Quanti di voi – e ne vanno fieri – non guardano più la Tv anche perchè travolti da un bombardamento continuo di informazioni nuove? C’è una stessa disaffezione nei confronti dei media che ha un’altra origine ma è espressione di un curioso paradosso.
Per quanto riguarda i consumi mediatici degli italiani infatti si comincia a parlare di “press divide“, il fratello del “digital divide”, espressione di un disagio che non è esclusivamente economico e tecnologico ma sociale:

Il numero delle persone che hanno un rapporto esclusivo con i media audiovisivi (radio e Tv) rimane praticamente stabile (26,4%), mentre diminuiscono quanti hanno una «dieta mediatica» basata al tempo stesso su mezzi audiovisivi e mezzi a stampa (dal 42,8% al 24,9% tra il 2006 e il 2009). La somma di questi due gruppi rappresenta il totale di quanti non hanno ancora colmato il digital divide, la cui soglia si collocava nel 2006 al 71% e scende oggi al 51,3% della popolazione.
Nasce però un nuovo divario tra quanti contemplano nelle proprie diete i media a stampa (insieme a radio, Tv e Internet) e quanti non li hanno ancora o non li hanno più. Se il digital divide si sta attenuando, il press divide invece aumenta, visto che nel 2006 era il 33,9% degli italiani a non avere contatti con i mezzi a stampa, mentre nel 2009 si è arrivati al 39,3% (+5,4%). Ad aumentare negli ultimi anni l’estraneità ai mezzi a stampa, e in misura rilevante, sono stati i giovani (+10%), gli uomini (+9,9%) e i più istruiti (+8,2%), cioè i soggetti da sempre ritenuti il traino della modernizzazione del Paese.

I migliori anni dell’Internet mobile

mobile social networks 2009

C’è una cosa che non mi spiego: o la versione mobile di MySpace è fantastica oppure gli americani sono dei pazzi ad usarlo sul “cellulare”.

eMarketer pubblica delle previsioni sull’accesso ai social network dai dispositivi mobili nei prossimi anni con uno sguardo anche a ciò che è successo nel 2009.
Dicono che il numero di utenti che in Usa si collegherà ai social network attraverso i dispositivi mobili sarà di 607,5 milioni dal 2013 cioè circa il 43% del totale globale degli utenti Internet che usano il mobile. Quest’anno sono circa 141,4 milioni.

L’anno del mobile non verrà mai, bisognerebbe estendere “agli anni” del mobile. Ci risentiamo tra qualche annetto per parlare di vero boom delle applicazioni mobili? Intanto ecco come si vede Nokia nel lontano 2015:

“Il Presidente Obama deve essere ucciso?”

E’ comparso un messaggio simile in uno dei tanti poll, sondaggi, che si possono creare su Facebook. Si è fatto un gran baccano in Usa parlando di “freedom of speech”, libertà di espressione, tanto che sono intervenuti addirittura i servizi segreti. E’ che se bisogna preoccuparsi così tanto dell’applicazione usata da un ragazzo allora c’è qualcosa che evidentemente non funziona.
Certo, i social network potrebbero veicolare messaggi ed azioni illegali ma chiedo agli esperti di sicurezza: finora ci sono stati esempi concreti e reali di questo pericolo?

Via [Corriere]