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Facebook esisteva già nel 2004 e si chiamava CU Community

Un interessante articolo di Slate fa riflettere: nel 2003 Adam Goldberg aveva realizzato la SEASCommunity poi rilanciato nel 2004 con il nome di CU Community per la Columbia University, un social network simile a Facebook perchè partito anch’esso dall’università.
Ci si chiede perchè non abbia avuto lo stesso successo nonostante avesse fin dall’inizio molte funzioni avanzate come la gestione delle immagini e un sistema di blogging interno.

Che cos’è l’innovazione e da dove arriva? Come comprendere quale delle simultaneous invention è quella vincente, come risconoscerla e tirarla fuori dalla moltitudine di idee e oggetti geniali sparsi per il mondo? E quindi in quali progetti mettere i soldi per la ricerca e lo sviluppo?

Zuckerberg e Goldberg probabilmente rappresentano una differenza sostanziale nel modo di innovare, fare e pensare la tecnologia. A dire qual è quello corretto non sarà il mercato ma il futuro.

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Mafia Moms su Facebook

Federico Guerrini su La Stampa parla delle Mafia Moms che giocano su Facebook:

In tutto, gli iscritti a Mafia Wars si aggirano sui 21 milioni, il 30 % dei quali sono donne. Molte di loro passano ore davanti allo schermo a creare il loro impero criminale, cosa che negli Usa ha generato numerosi dibattiti sulla difficoltà di conciliare gli impegni di tutti i giorni, la cura dei figli in particolare, con questo tipo di svaghi che sembrano fatti apposta per creare dipendenza e far perdere la nozione del tempo.

A me fa un po’ ridere: perchè stupirsi? Se ne racconta in Gomorra e in molti altri libri, la letteratura è varia: molti capi clan della criminalità organizzata italiana avevano ed hanno dietro un vice capo o un braccio destro femminile che può essere la loro donna, l’amante, la sorella e persino la cugina. L’unica curiosità che mi viene è sapere in questo 30% quante sono italiane.

Diaspora: il Facebook di tutti?

Oggi è il giorno in cui verrà rilasciato a tutti gli sviluppatori il codice di Diaspora, social network simile a Facebook ma completamente aperto perchè promette agli utenti un controllo totale sulla privacy e su ciò che condividono.

Su Github ci sono già le linee di codice. Probabilmente non gareggerà con Facebook però potranno nascere reti sociali nuove e migliori, ognuno potrà costruirsi il proprio Diaspora, un Facebook personalizzato nel quale deciderà lui quali amici avere, cosa e con chi condividere.

Dalle intercettazioni telefoniche a quelle dei social network

Photo Credit: Frolleagues by Will Lion

Interessante articolo di The Economist: Untangling the social web . Si comincia a parlare di “societal network“:

Companies can spot these influencers, and work out all sorts of other things about their customers, by crunching vast quantities of calling data with sophisticated “network analysis” software. Instead of looking at the call records of a single customer at a time, it looks at customers within the context of their social network.
By one estimate there are more than 100 programs for network analysis, also known as link analysis or predictive analysis. Adoption is being driven by the availability of more sources of information, and by the fact that network-analysis software is becoming easier to use.

The next step beyond mapping influence between individuals is to map the influences between larger segments of society. Once these societal networks of influence can be accurately mapped, they can be used to promote the spread of particular ideas—those that support stability and democracy, for example

Conosci uno di questi 100 programmi di network analysis, che sia open source e facile da usare? Sarebbe interessante (se non c’è già) realizzare una lista con le caratteristiche per ogni software.

Da Facebook a Ping, il nuovo social network per la musica di Apple

Oltre alla nuova Apple Tv (che con gli accordi stilati da Apple porta un attacco prepotente a tutte le pay tv) c’è una novità interessante uscita dall’ultimo keynote di Apple (guarda caso per la prima volta trasmesso in diretta streaming sul sito Apple.com).

Dimentica Facebook (e recita un requiem per MySpace, Last.fm e Spotify) e comincia a masticare questo nuovo nome: Ping. E’ e sarà il nuovo social network di Apple dedicato al mondo della musica: non è una alternativa alle reti sociali già esistenti, Steve Jobs l’ha definito come un “social music discovery” ovvero un luogo nel quale “Facebook e Twitter incontrano iTunes”.

Probabilmente Ping è solo l’evoluzione naturale e “sociale” di iTunes (giunto alla versione 10). Prima o poi doveva accadere. Il nome non è originale (esiste già Ping.fm) e le regole saranno simili a quelle di Twitter con un canale da seguire (“followare”), un profilo e le attività recenti simili a quelli di Facebook.

Il vantaggio di Ping per Apple? Che sarà disponibile via desktop, su iPod e iPhone touch (e immagino anche su iPad) e sarà integrato ad iTunes. Secondo me diventerà qualcosa in più che un Last.fm anzi ci saranno ad esempio applicazioni per Ping, la geolocalizzazione e finirà per diventare un Facebook targato Apple. Quanto ci scommetti?

P.S. Per l’occasione ho provato la nuova funzione di ricerca in tempo reale di Google anche in italiano e non mi è sembrata male (un po’ lento l’aggiornamento):