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Google Profiles diventa come il profilo Facebook

Google ha rinnovato il layout di Google Profiles che diventa simile al vecchio profilo di Facebook. Basta visitare il proprio profilo di Google per accorgersi delle novità grafiche.

Attenzione però a valutare una piccola differenza tra il profilo Facebook e quello di Google: per come la vede attualmente Big G, di default Google Profiles è una pagina pubblica ovvero il profilo è indicizzato dai motori di ricerca e quindi visibile a tutti. E’ possibile cambiare questa impostazione editando il profilo e spuntando la voce “Visibilità nella ricerca“:

Google concede comunque più libertà di Facebook perchè ad esempio è possibile utilizzare uno pseudonimo (una volta si chiamavano nickname) o non essere identificati quando non si utilizza un account di Google (e ci mancherebbe!).

email

Facebookstressati

La popolarità di Facebook ovvero avere molti amici potrebbe creare ansia e stress secondo una ricerca della Napier University di Edimburgo:

In almeno 1 utente su 10 del social network lo stress supera il divertimento. I ricercatori hanno intervistato 200 studenti, scoprendo che il 12% di questi manifesta ansia e preoccupazione nell’uso di Facebook. Il numero medio di amici dei soggetti ansiosi era 117, mentre il restante 88% ne aveva in media 75. Fra le attività che generano ansia negli utenti ci sono sbarazzarsi dei contatti non voluti, la paura di non essere divertenti per gli altri, soprattutto con gli aggiornamenti dello status e il timore di infrangere l’etichettà del social network provocando la delusione degli amici. Per il 32% dei soggetti intervistati, inoltre, rifiutare una richiesta di amicizia crea sensi di colpa e sconforto.

Facebook è il social network più diffuso: il forum il migliore

E quindi Facebook non è necessariamente il migliore social network. Almeno per le aziende. Lo sostiene una ricerca della University of Massachusetts Dartmouth Center for Marketing Research:

Almost three-quarters (71%) of companies in the Inc. 500 used Facebook in 2010, up from 61% the previous year, so it’s certainly an avenue being explored. In contrast, 59% used Twitter and half used blogging.
The platform most familiar to the 2010 Inc. 500 is Facebook with 87% of respondents claiming to be “very familiar” with it. Another noteworthy statistic around familiarity is Twitter’s amazing “share of mind” with 71% percent (up from 62% in 2009) reporting being familiar with the relatively new micro blogging and social networking site. Forty-four percent say Facebook is the single most effective social networking platform they use.

Good, old-fashioned, message boards were seen as the social media tool with which businesses have had the most success in 2010 (93%). A third of the companies involved in the research used message boards in 2010.
Facebook was successfully used by 85% of respondents, a marked improvement on 2009′s 54%, but still trailing behind podcasting (89%), blogging (88%), and Twitter (81%).

Che cosa usano ancora molto le aziende? I message boards! Insomma i forum sono ancora i social network migliori.

Ti porto din’t ‘o Quora

Mamma mia, neanche qualche settimana di hype e Quora fa paura a Google e Qualcomm? Dài, siamo seri.

Ogni nuovo social network ha una grossa spinta iniziale e dopo un po’ rallenta (per chi studia la network analysis sarebbe interessante valutare una serie di fattori come tempo, quantità, relazioni). Non bastano i blogger famosi, gli opinion leader, la venuta di VIP (come per Twitter e Facebook), gli articoli dei magazine più famosi. Quora non è Yahoo Answers e viceversa, c’è chi lo usa per aumentare la reputazione (non sarebbe meglio usare LinkedIn Answers o altri sistemi?) o perchè serve veramente a ricevere riposte utili.

C’è sempre chi non si fida dell’hype, del nuovo servizio online del momento: se non è abbastanza robusto finisce per diventare un triste tormentone televisivo. Internet non è la tv, la fanno le persone, le buone idee, le telco.
E invece no: pare che i social network ci rendano meno umani, litigi continui, invidie, soprusi lavorativi, web opera. Dare un’opportunità a Quora, Diaspora e tutti gli altri dimostra apertura mentale, spirito di curiosità, non dedicargli tempo significa fare una scelta.

Sono entrambi comportamenti coraggiosi. L’intelligenza collettiva non è strettamente indispensabile: lo è invece quanto siamo disposti ad accettare di essere ignoranti, di poter prendere e da donare anche online, magari in un servizio che morirà tra 1 mese. Perchè siamo fatti così: in fondo ci affezioniamo, ci portiamo tutto e tutti, chi più chi meno, din’t’o’core.

La storia dei social network

Mi sono divertito guardando il riassunto grafico di The Oatmel sullo stato del web all’inverno 2010. Indovina chi è il ciccione goloso in primo piano?

Interessante poi la storia dei social network dal 1971 ad oggi: dalla prima email inviata ci sono voluti circa 20 anni per assistere al primo social network online, Geocities. Tanto o poco?
E’ nato prima l’uomo o il social network? Intanto sono usciti altri numeri che ci dicono quanto è grande Internet.

Il social network degli amanti

No, non è Facebook ma pare sia questo Gleeden che già dal titolo è tutto un programma: sembra che il primo sito d’incontri extraconiugali che nei termini d’utilizzo (fermi a Dicembre 2009 e in inglese) diventa incontri per adulti (bisogna avere 18 anni per registrarsi) conti 90 mila iscritti di cui 1 su 3 è donna.

Mi sono registrato come un “uomo impegnato” alla ricerca di una “donna impegnata” di Napoli, nato nel 1970. Ho fatto una ricerca e capito che molti non inseriscono la propria foto o se lo fanno, non deve essere molto riconoscibile (magari con gli occhiali da sole): proprio il contrario di Facebook!

Gleeden è una sorta di Netlog (attenzione per inviare messaggi bisogna acquistare crediti e quindi pagare) per adulti che vogliono tradire il proprio partner e che per farlo hanno bisogno di usare Internet: secondo gli Avvocati Matrimonialisti (che evidentemente ci campano su questo) il 55% dei mariti ha tradito almeno una volta e lo ha fatto anche il 45% delle mogli. L’età media dei traditori si è alzata a 44 anni e il 50% dei tradimenti è tollerato: tutti su Gleeden e Facebook insieme a farsi le corna appassionatamente?