I Social Media nella campagna di Obama e Romney

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AdAge ha pubblicato questa infografica sull’uso dei Social Media nella campagna elettorale americana. Il social in cui Barack straccia Romney è proprio Facebook ma è ovvio che il Presidente abbia più follower del nuovo candidato.

Dal punto di vista dei numeri questa grafica dice poco. E’ invece più interessante notare come i candidati usano i media: Romney ha parlato di Obama il 34% delle volte contro il 14% del suo avversario politico e si è concentrato di più su temi come l’economia. Romney scrive pochissimo su Twitter e si concentra più su Facebook, ancor meno su YouTube. Ovviamente sono importante anche i ruoli di Michelle Obama, Ann Romney e Joe Biden che sottraggono attenzione e fanno rimbalzare le discussioni tra i due candidati.

Ed è guerra anche per gli spot come quelli targetizzati esclusivamente per gli ispanoamericani, una novità per i politici italiani se si pensa che anche in Italia prima o poi nelle campagne elettorali ci saranno elettori di altre etnie. E’ proprio con i video che si spostano i consensi: non solo non riesco a togliermi dalla testa il mashup di Obama che canta la hit “Call me baby” ma attraverso l’hub YouTube Politics ho una vetrina completa per avvicinarmi al 6 Novembre, l’election day.

In questa tornata i sondaggi sembrano sempre più superati e il meccanismo delle preferenze fa ripensare anche alla modalità delle primarie in Italia: sono curioso di sapere quanti americani useranno l’applicazione di Facebook della CNN “I’m Voting” che permette di dire agli amici di quali politici si fidano e quindi quali voteranno.

Ad ogni modo sembra che anche questa volta la scazzottata sui social media la vincerà Obama. A meno che non ci siano clamorose sorprese ed invenzioni da parte di Matt Rhoades, il campaign manager di Romney che qualche giorno fa ha risposto a muso duro a Jim Messina.

Volevo solo spedire una raccomandata

Nell’era in cui i nostri mi piace di Facebook diventano pubblicità (per evitarlo bisogna modifica la privacy) forse le aziende esagerano con l’uso dei social network.

Scrive bene Fabrizio Caccavello su Twitter riguardo il sito di Poste Italiane, www.poste.it. Che tu lo apra con iPad o PC, resta sempre quello: in primo piano ci sono i social network (anzi una landing page che porta a tutti i social di Poste) mentre i servizi offerti sono relegati addirittura con una tag cloud.

Volevo solo spedire una raccomandata, non guardare il Pinterest con i francobolli storici di Poste Italiane.

La rivincita della carta sul digitale: con Little Printer nasce l’Incidental Media

Hello Little Printer, available 2012 from BERG on Vimeo.

Poichè questo è periodo di listoni (secondo me per capire cos’è successo nel 2011 basta guardare le copertine di Internazionale) sui trend, credo che nel 2012 sentiremo parlare molto di Berg Little Printer.

Non si tratta del solito gadget curioso per geek e nerd ma una idea semplice e geniale: unire il nuovo mondo del digitale con le applicazioni e l’Internet degli oggetti a quello della carta mediante una piccola stampante che si interfaccia con lo smartphone o il pc attraverso una applicazione.

La fusione tra app, schermi, interfaccia e carta crea un “incidental media” come l’ha definito Berg che crede che la carta sia:

“An ideal interface for social media. We love physical stuff. What’s great about paper is that it’s made for sharing. You can scribble on a puzzle and give it to a friend, or stick birthday reminders up on the fridge for your family to see. Paper is basically a technology tailor-made for a home full of people”

Little Printer prende alcuni oggetti come i tweet di Twitter, i check-in su Foursquare, il feed di un blog o le ultime news, un sudoku o un cruciverba, il Google calendar, le note, una ricetta e la stampa al volo su di un piccolo pezzo di carta trasformandolo così in un vero e proprio giornale. E’ la morte definitiva dei giornali a causa di Internet oppure una rivincita della eterna carta?

I social media e Internet tra lavoro e vacanze

Segnalo due post che cercano di rispondere al quesito che si ripropone ogni estate: accendo e mi porto la connessione Internet mobile (insieme al tablet) in vacanza per leggere e lavorare ogni tanto oppure stacco davvero tutto?

Secondo Dino le vacanze ai tempi dei social media portano due tipi di approcci entrambi abbastanza talebani: spegnere tutto, anche il cervello, oppure staccarsi dalla Rete e andare offline. E laddove Facebook è stato in grado di diventare un nuovo media in cui si diffondono le informazioni tenerlo spento o acceso può risultare dannoso o comodo semplicemente a seconda delle esigenze.

Per chi usa durante l’anno spesso e sempre Internet per lavorare questo dubbio diventa invece più profondo tanto da portare ad uno scenario in cui ferie e lavoro inevitabilmente s’intrecciano: la vacanza è lavoro o il lavoro è vacanza si chiede Luca?

Ho sperimentato sulla mia pelle tutte le eventualità: connessione sempre accesa, sempre spenta, cervello spento, lavoro in vacanza, Internet a sprazzi. Quest’ultima si sta rivelando durante questa estate una buona soluzione: usare Internet solo quando se ne ha veramente bisogno (cercare qualcosa) senza avere l’ansia di dover divorare le informazioni che hanno inghiottito anche gli altri per non sentirsi indietro rispetto alla realtà, ai “social media”.

Qualche giorno fa ho provato ad aprire il sito dell’ANSA e il lettore di feed ma dopo aver caricato la pagina al primo “crisi” ho preferito disconnettermi. Non sono i giornali, Internet o il Televideo a renderci felici, tristi ma come sappiamo usare il nostro cervello per sfruttarli.

Più umani più veri=più social media, più soldi

Le persone condividono online per diversi motivi: il 94% crede che sia utile agli altri, il 49% lo fa per informare sui propri prodotti preferiti per far cambiare opinione alle persone mentre il 68% condivide per fare capire che è una persona migliore o comunque dare un senso alla propria personalità. Ci sono poi altre ragioni che si trovano nelle slide di sopra. Continue reading

Social Media Revolution 3

E’ uscita la terza versione del video sulla Social Media Revolution che descrive un po’ di numeri e fatti su questo mondo: i social network hanno superato il porno, 1 coppia etero e 3 coppie gay su 5 si sono conosciute online mentre 1 divorzio su 5 è causato in qualche modo da Facebook, ci sono più studenti che apprendono online di quelli che partecipano a lezioni in aula, il bambino che interpreta Dart Fener di Star Wars non ha mai visto la saga.