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Social Media is Dead: Long Live Social Media ROI

Bella presentazione di Stefano Karagos sui media sociali dalla quale estrapolo questa slide sul famoso ROI dei social media:

Fare social media non vuol dire creare qualcosa gratis ma investire, sviluppare contenuti, relazioni e misurare continuamente attraverso una seria e rigorosa timeline il ritorno dell’investimento. Sembra semplice ma in effetti è così anche se non esiste (e non deve esistere!) una ricetta o una formula precisa valida e da applicare sempre indipendentemente dal progetto che si sta portando avanti.

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Aziende su Facebook: ai ragazzi non interessano

E ora chi glielo dice al responsabile marketing che aveva già preparato il piano media con tanto di ROI? Secondo una ricerca di 3 teenager su 4 che sono attivi online e si collegano su Facebook solo il 6% è interessato a interagire con aziende e brand su Facebook. Il 16% si aspetta di usare i social media per interagire con i marchi mentre il 28% dei ragazzi vorrebbe che le aziende ascoltassero e rispondessero alle loro richieste. (Pier Luca mi segnala il link allo studio completo).

Un altro dato arriva da Techaisle secondo cui su 406 aziende americane tra 1 e 99 dipendenti il 70% ha intenzione di usare i social network come strumento “promozionale” mentre il 45% non sa come i media sociali possano essere utili. Solo il 68% delle PMI in Usa crede che Facebook e altri social network contribuiscano a monetizzare (il 34% delle aziende usa LinkedIn). Se c’è molto da fare negli Stati Uniti figuriamoci in Italia…

Dei 19 milioni di profili attivi in italia circa 13 milioni accedono a Facebook almeno una volta al giorno e quasi 7 milioni di utenti ha un età superiore ai 35 anni. C’è quindi un target di utenti dai 18 ai 35 di circa 12 milioni: quanti di questi sono interessati a conversare veramente con brand e aziende su Facebook? Vale davvero la pena traghettare le PMI verso questi strumenti? Diffidate da chi vi risponde con certezza di si.

Foto: http://www.flickr.com/photos/dynamicmarketing/4037604511/

Come fare Social Media Marketing su Facebook e Twitter: il caso Nokia Italia

Se non sbaglio se lo chiedeva Masssimo qualche tempo fa riguardo la pagina di Nokia Italia su Facebook: dallo IAB Forum arrivano queste slide dove Nokia Italia racconta com’è partita per farsi seguire nella sua pagina fan.

Hanno cominciato acquistando pubblicità ovvero advertising su Facebook e in un mese hanno avuto più di 80 mila nuovi fan. In seguito hanno lanciato diverse cose tra cui il preordinamento del nuovo Nokia N8 (che sto provando) e creato un ecosistema fatto di applicazioni Facebook.
Per quanto riguarda Twitter invece hanno cavalcato la sua diffusione in Italia e sono sempre stati molti attivi soprattutto nel dialogo, così facendo hanno raccolto molti follower.

Partecipazione e velocità sono le parole chiavi con le quali Nokia Italia ha affrontato i social network in entrambi i casi. Ho trovato poi invece l’intervento di Heineken sulla campagna Are you still with us? di Jane Revee abbastanza creativo considerando il prodotto dal quale sono partiti.
Sono entrambi utili sicuramente a molte aziende considerando il fatto che solo il 35% delle aziende italiane ha un sito web dunque figuriamoci una presenza sui social network (su questo ci vorrebbe una analisi seria).

What The Fuck Is My Social Media Strategy?

Divertente What the fuck is my Social Media strategy?: per ogni strategia c’è un link.
Da dedicarlo a tutti i consulenti marketing dell’ultima ora e a quelli che ancora vendono la polvere e la fuffa del “web 2.0″ come orpello sacro e assolutamente necessario. Sono sicuro che a Massimo piacerà.

Quale di queste strategie hai utilizzato nei tuoi progetti o in una campagna (termine orribile ma famo a capisse)?

Quanto vale un fan di Facebook per un brand?

Ho già parlato di come calcolare quanto vale una pagina di Facebook e a che valore corrisponde un fan.

Proprio riguardo quest’ultima valutazione GigaOM segnala questo report (file .PDF) di Syncapse che ha analizzato le pagine fan (o meglio “like”) dei brand più popolari su Facebook mediante un sondaggio.
E’ uscito fuori che il valore del singolo fan è in una media di $136.38 (ma può anche superarlo fino a $270.77 o scendere drammaticamente a 0$), ben superiore rispetto ai 3,60$ che aveva abbozzato Vitrue.

La stima è più alta perchè i fan sono invogliati ad acquistare e spendere più soldi rispetto a quanto farebbero se non usassero Facebook perchè partecipano più volte ed attivamente alle attività del marchio e sono disposti anche a suggerirlo almeno una volta nel corso dell’anno agli amici (creando così nuovi possibili fan).

In altre parole:

1) On average, fans spend an extra $71.84 they would not otherwise spend on products they describe themselves as fans of, compared to those who are not fans.

2) Fans are 28 percent more likely than non-fans to continue using a specific brand.

3) Fans are 41 percent more likely than non-fans to recommend a product they are a fan of to their friends.

I fan quindi spendono 71,84$ all’anno in più rispetto a chi non è fan e non solo: il 68% dei fan di Facebook analizzati è intenzionato e disposto a suggerire un prodotto agli amici.
In una percentuale che va dal 38% al 44% le persone diventano fan di un brand se questo è apprezzato ed usato da familiari o amici. Insomma il word-of-mouth se viene messo in moto è molto importante.

Fan page e Gruppi di Facebook: comunicare non è fare spam

Le aziende che avranno affrontato la comunicazione attraverso Facebook si saranno chieste: meglio fare un gruppo o una fan page? Da dove inviare i miei continui messaggi pubblicitari?
Creare una fan page di Facebook è abbastanza semplice e mediante le applicazioni si può anche trasformare la pagina in un completo sito aziendale.

Fino a qualche tempo fa Gruppi e Fan page di Facebook erano abbastanza diversi, layout incluso: i nuovi gruppi di Facebook si sono avvicinati tantissimo alle pagine tanto che le differenze tra i due strumenti sono ormai veramente poche e sottili.
Dal punto di vista delle aziende (e anche degli utenti) non bisogna mai fidarsi totalmente di un social network, sia esso Facebook o MySpace. Ciò che c’è oggi domani potrebbe cambiare ed anche sparire per questo è difficile calcolare il ROI dei Social Media.

Ad esempio: se da un lato Facebook incoraggia la diffusione delle Fan Page con i badges da integrare in qualsiasi sito web, dall’altro da oggi non è più possibile inviare un aggiornamento (incluso l’invio degli SMS ai fan) ai propri contatti dalle Fan Page di Facebook. Non trovo conferma sul blog di Facebook, se sei admin di una pagina Facebook potresti verificare?

In questo caso il superamento del limite (imposto nei gruppi) dei 5000 contatti va a farsi benedire. Per gli utenti è una bella notizia: finalmente non riceveranno più fastidiosi messaggi nella loro Inbox alla sezione “Updates”.
Per le aziende è una cattiva notizia: se avevano fondato la propria strategia sulla Fan Page (cercando addirittura dei procacciatori di fans) e sul continuo invio di messaggi ed aggiornamenti ora dovranno adeguarsi e trovare altre soluzioni.

D’altronde Social Media marketing (termine odioso e sempre più obsoleto) non vuol dire fare SPAM ma diversificare le proprie strategie di comunicazione. E, forse, non affidarsi troppo e soltanto a Facebook.

[UPDATE]

– Mi dicono che “aggiornamento ai fan” si può ancora fare passando da “modifica pagina”.