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Qualunquemente n’tocuulo

Sono convinto che la classe politica di un Paese è lo specchio di una società o meglio di una sua parte. I politici che hanno votato (anche quelli che hanno votato SI) non sono peggiori dei cittadini e viceversa, entrambi hanno perso senso civico del dovere, della propria ideologia. Esprimere con forza le proprie idee in funzione del momento storico e dall’appartenenza è una azione codarda e frutto della mala politica, quella fatta di compromessi, brogli, quella dell’assenza completa di una coscienza del voto.

E’ possibile individuare persone come Domenico Scilipoti quale rappresentante dell’italiano medio? I miti ed i riferimenti culturali di questo politico li leggiamo dalla sua homepage piena di video: si va da Beppe Grillo a Totò (con un video che sembra essere pennellato nel destino di Scilipoti), da Di Pietro a Montanelli, esempi che il Scilipoti cita per spiegare la sua scelta politica di uscire dall’Italia dei Valori. Sono curioso di guardare con qual personaggio, attore, film, giornalista, politico spiegherà ai suoi elettori la scelta che ha fatto oggi.

Così come tale Catia Polidori il cui sito web finisce subito offline dopo gli innumerevoli messaggi sul forum (mi segnalano su Twitter che hanno cambiato l’homepage ma la sostanza non cambia) anche se per fortuna ci pensa Wikipedia a raccontare il suo operato.

Oggi ho citato più volte e prima del responso della votazione il leader del Partito Du Pilu. Ora ci saranno le grandi analisi degli esperti politologi e degli editorialisti, il gioco del fuori i colpevoli/fuori i voltagabbana, le stupide e banali dichiarazioni di rito, eccecc. La mia opinione è pessimista: in qualunque modo fosse andato il voto di oggi avremmo perso ugualmente. Si è solo passati dalla Repubblica delle Banane a quella dei Paperino.

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Al telefono Silvio Berlusconi

Una delle cose che non rimpiangeremo quando Berlusconi sarà un ricordo sono le sue telefonate in diretta tv, quella sprezzante arroganza del “ritorno dei protesta”, quella dialettica del “siete mistificatori!, del “favorite la sinistra”, dell’ego smisurato (“di televisione ne so più di lei”).
Non voler (e non riuscire a) mantenere la parola data (per quanto possa valere quella di Berlusconi) con una tramissione televisiva come Ballarò disegna poi un personaggio in completo declino, offuscato dal suo mondo e privo di dignità.

Come rifiutare il libro di Berlusconi “Due anni di Governo”

Photo Credit: Risodegliangeli

Mi scuso per la troppa politica ma cerco di fare un servizio di pubblica utilità sperando che serva a evitare spese inutili e che questo sistema funzioni veramente affinchè non vi venga spedito inutilmente a casa il libro di Silvio Berlusconi “Due anni di governo”.
Qui di seguito le istruzioni, fatemi sapere se funziona perchè non diventi una catena stupida.

Copia il seguente testo:

Con riferimento all’annuncio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro “Due anni di governo”, mi preme comunicarVi che NON desidero assolutamente riceverlo. E’ un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e desidero che i soldi risparmiati vengano messi a disposizione del Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l’attenzione porgo
distinti saluti

E clicca sul seguente link per inserire quanto hai copiato insieme ai tuoi dati: http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

Dall’SMS al libro

Silvio Berlusconi: invierò libro alle famiglie per spiegare le cose fatte dal governo in questi due anni.

C’è già gente che non vuole avere il libro di Berlusconi e sono sicuro saranno tanti: nel caso vi dovesse arrivare non bruciatelo, avete diverse alternative tra cui rispedirlo al mittente in affrancatura semplice a 20 cent, reciclarlo, gettarlo nell’apposita sezione della raccolta differenziata. Non lasciatelo in giro, non fate book crossing malevolo.

E’ buffo che la strategia del Governo – o forse sarebbe meglio dire di Berlusconi – passi dagli SMS del 2006 al librone delle cose fatte dal Governo per finire nell’applicazione per iPhone e iPad. Come ho già detto: è il Governo del fare le cose inutili.